2013

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I MATERIALI DI SCAVO DEL TUNNEL NON FINIRANNO NEL LAGO

Premesso che:

- nello studio presentato al V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) dalla Provincia nel 2010 per il tunnel di collegamento Loppio-Alto Garda era prevista (Capitolo 3.2.1.: "Luoghi con disponibilità di stoccaggio del materiale") la possibilità di riutilizzo di parte del materiale di scavo del tunnel nel lago di Garda, in particolare nella Baia Azzurra, con "l'ipotesi di riprofilare la spiaggia a nord ovest della foce del Sarca, con circa 800.00-1.200.000 metri cubi di materiale...come spiaggia, verde pubblico attrezzato, parcheggi, con eventuale ampliamento del porticciolo esistente"; e nelle aree a sud di Torbole (capitolo 3.2.1.6:"Aree nautico-balneari" a sud di Torbole"), con possibilità di "ampliamento ulteriore della penisola della Conca d'Oro...con 600.00-1.300.000 metri cubi di materiale", nonché la "realizzazione poco più a nord...di una nuova penisola artificiale con porticciolo...(volume stoccabile da 600.000 ad 1.000.000 di metri cubi)... oppure di una spiaggia o di un boulevard"

- che a questa ipotesi vi è stata la ferma opposizione del Coordinamento Ambientalista dell'Alto Garda (Amici della Terra, Comitato Sviluppo Sostenibile, WWF, Italia Nostra), con un intervento del 17 dicembre 2010 ripreso dalla stampa il successivo 19 dicembre

GLI "AMICI DELLA TERRA DELL'ALTO GARDA E LEDRO" COMUNICANO CON SODDISFAZIONE CHE:

- il Comitato Provinciale per l'Ambiente, con delibera 4/2013 del 23.1.2013 (che si allega integralmente a questo Comunicato), ha esaminato il Progetto preliminare depositato alla V.I.A. del "Collegamento Loppio - Busa e circonvallazione di Torbole", dando parere favorevole con prescrizioni

- tralasciando le numerose e interessanti prescrizioni riguardanti altri aspetti del Progetto, è stata inserita nella Delibera, su proposta dell'A.P.P.A. (Agenzia Provinciale per l'Ambiente), la decisione di vietare qualsiasi ipotesi di riutilizzo del materiale di scavo nel lago:

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 14.3.2013





Comunico che venerdì 19 aprile, alle ore 20,45, si riuniscono gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", presso la sede di viale Dante 58/b a Riva del Garda. In programma discussione e votazioni per il Premio "Amico" e "Nemico della Terra 2013". Chiunque può intervenire, ma il voto è riservato ai soci in regola con la quota associativa. Ai soli soci si invia in allegato una lista (non impegnativa) di possibili candidati, segnalati da comuni cittadini o da soci e simpatizzanti dell'Associazione, per il Premio.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli 


TETTOIA ALL'EX TENNIS DI ARCO ?

Stop ad un progetto inutile, costoso ed antiestetico

Il progetto di realizzazione di una tettoia per il mercato del contadino nell'area degli ex-campi di tennis in viale delle Palme ad Arco si configura in tutta evidenza come un' opera inutile, costosa ed antiestetica.

Inutile in quanto per lo svolgimento del mercato il mercoledì mattina si può utilizzare , in caso di maltempo, la veranda del Casinò.

Costosa in quanto prevede una spesa per la sua realizzazione di € 250.000 ( oltre ai 16.000 euro già spesi per la progettazione) che appare un intollerabile spreco di denaro pubblico quando in questi tempi difficili ben altre urgenze e priorità sociali incombono.

Antiestetica in quanto la tettoia con pilastri in cemento creerebbe una violenta disarmonia con il verde circostante.

Rileviamo inoltre la difformità tra la rappresentazione dei luoghi della documentazione del progetto definitivo e la realtà di fatto degli stessi che inficia la regolarità della procedura autorizzativa. Contestazione che faremo agli organi preposti.

In alternativa il sottoscritto coordinamento ambientalista appoggia il progetto delineato dalla dottoressa Chiara Parisi, naturalista, di ripristino a verde della suddetta area recuperando la memoria storica di questi luoghi di inestimabile valore paesaggistico e culturale con una spesa di gran lunga inferiore.

Alleghiamo una memoria di Chiara riguardo agli obiettivi del suo studio e una foto d'epoca di viale delle Palme (messa a disposizione da Selenio Ioppi) augurandoci di trovare spazio nei prossimi giorni per una presentazione più dettagliata alla stampa del progetto alternativo.

Ci appelliamo al senso di responsabilità civica, alla saggezza amministrativa, alla sensibilità culturale e ambientale degli consiglieri comunali , che saranno chiamati nei prossimi giorni a valutare la proposta della giunta di Arco, affinché non diano corso al progetto della tettoia e siano disponibili ad approfondire la soluzione alternativa.

Il Coordinamento delle associazioni ambientaliste Alto Garda e Ledro (WWF, Amici della Terra, Lega Ambiente, Italia Nostra, Comitato per lo Sviluppo Sostenibile)



GAZZI: FRANE E "BONIFICHE" AGRARIE

Arco, Aprile 2013

La zona dei Gazzi fra rischi, frane e "bonifiche" agrarie.

La stampa locale ha dato in questi giorni notevole rilievo alla rottura dell'acquedotto dei Gazzi, rottura che ha causato la fuoriuscita dell'acqua potabile in quantità molto copiosa, infiltrandosi nei boschi sottostanti, fino ad arrivare, sembra, vicino alle ultime case della zona. In seguito all'allarme dato da un cittadino, l'intervento da parte di tecnici, amministratori locali, forze dell'ordine e Vigili del Fuoco è stato tempestivo ed ha ridotto al minimo, in termini di tempo, i disagi per la chiusura della strada e per la mancata erogazione di acqua in alcune case. Nonostante l'ora tarda, e a sottolineare l'entità del danno, sono intervenuti anche alcuni funzionari dei Servizi Provinciali; inoltre il vice sindaco di Arco Alessandro Betta ha richiesto lo "stato di calamità naturale". Rimane l'incognita del perchè la tubazione dell'acquedotto si sia piegata fino a rompersi.

La strada per il Monte Velo da anni sta dando segnali di instabilità: vistose crepe e abbassamenti del manto stradale in prossimità di curve, su tratti lunghi alcune centinaia di metri, muretti che si sgretolano con profonde fessure tra un sasso e l'altro, crepe su alcuni versanti che rendono instabili le piante che vi crescono, sassi che cadono giornalmente in mezzo alla strada, per ora non di grandi dimensioni, e che puntualmente vengono tolti dagli operatori. Tutto questo ha portato il Servizio Gestione Strade della PAT alla decisione di chiudere la strada per Monte Velo per tutto l'inverno.

Ad appesantire la situazione, quasi tutti i giorni altri sassi cadono dal versante franoso da cui si è staccata la frana nel 2010 e sotto cui non c'è nessun cartello che avvisi del pericolo di caduta massi.

Nonostante questi segnali di forte criticità, in un'area a forte rischio idrogeologico i lavori della "bonifica agraria" dei Gazzi per cambio di coltura da bosco a vigneto non sono stati bloccati.

Il Coordinamento Ambientalista dell'Alto Garda sta monitorando lo stato avanzamento lavori dal 2012; dopo oltre 4 mesi di fermo lavori causa la scadenza delle concessioni, il Comune di Arco ha concesso una proroga per un anno fino al 07/02/2014 e il Comitato Tecnico Forestale una proroga fino alla fine del 2014.

La carta delle risorse idriche della Provincia individua nell'area vicino alla "bonifica" due sorgenti captate ad uso potabile e altre sorgenti a scopo idropotabile si collocano più a monte, mentre numerose sorgenti non captate sono assai diffuse in tutta la zona.

I lavori di sbancamento, di taglio delle piante, di movimentazione del materiale con scavi di massimo 6 metri di spessore (chi controlla?) porteranno ad una pesante alterazione dell'assetto idrogeologico su tutto il versante con fenomeni di instabilità dell'area, non prevedibili e sicuramente irreversibili.

La trasformazione colturale con piantumazione delle viti, che hanno pochissime radici rispetto alle piante d'alto fusto, nel caso di piogge abbondanti, con aumento della portata delle sorgenti, aumenterà il rischio di possibili fenomeni franosi.

E evidente che i lavori della bonifica agraria in un area a rischio che negli anni ha trovato un equilibrio, seppur precario, aggraveranno il rischio; inoltre la rottura del tubo dell'acquedotto - per ora in un solo punto - dovrebbe far riflettere i vari Servizi competenti che invece di prorogare la concessione avrebbero dovuto sospendere i lavori e approntare un serio progetto di riqualificazione dell'area boscata, con la piantumazione di alberi in grado di ridurre i rischi e con altre opere di messa in sicurezza dell'area.

COORDINAMENTO AMBIENTALISTA ALTO GARDA (Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro, Comitato per lo sviluppo sostenibile, Italia Nostra, Legambiente, WWF Sezione Trentino A.A.)


Arco, 6 maggio 2013

Spett. le dirigente

Ufficio Tecnico di Arco

Dr.ssa Maria Bianca Simoncelli

Via Galas - 38062 Arco

Egr. Sig. Sindaco

Comune di Arco

Dr. Mattei Paolo

c/o Municipio - 38062 Arco

Egr. vice Sindaco

Betta Alessandro

c/o municipio - 38062 Arco

e p.c. Spett.Le

Dirigente Sandro Flaim

Ufficio Soprintendenza per i beni Architettonici

via S:Marco 27 - 38100 Trento

OGGETTO: Progetto Tettoia Mercato Contadino ex tennis Viale delle Palme

La sottoscritta, Carla del Marco, per conto dell'associazione WWF Sezione Trentino Alto Adige e del Coordinamento Ambientalista Alto Garda in merito al progetto della tettoia per il mercato contadino previsto sopra gli ex campi da tennis in viale delle Palme ad Arco, redatto dal Dott. Architetto Michele Martinelli, approvato con delibera della giunta Provinciale n.2384 dell'11 novembre 2011 e dalla giunta del comune di Arco con delibera n. 115 del 18 settembre 2012, segnala quanto segue:

· La planimetria sullo stato attuale, rilasciataci nei giorni scorsi dagli uffici preposti, non è conforme alla realtà. Nella planimetria sono omesse la presenza delle due magnolie da fiore, della siepe e delle palme verso il viale delle Palme.

La rappresentazione del progetto senza le piante è, di fatto, un'autorizzazione al taglio.

Ci permettiamo di sottolineare che queste piante, a lentissima crescita, hanno un valore economico e paesaggistico molto elevato; nei giardini pubblici dell'Alto Garda se ne contano pochissimi esemplari.

· Il giardino circostante riportato nella suddetta planimetria, non rappresenta fedelmente i luoghi con l'omissione di altre piante d'alto fusto ed esemplari di minore entità.

Il progetto riporta due importanti difformità: nello specifico l'omissione delle magnolie vicine alla costruenda tettoia e in generale nel compendio antistante il Casinò, dove si omette la presenza di altre importanti essenze.

Causa le difformità riscontrate, denunciamo l'irregolarità della procedura autorizzativa e vi invitiamo a prendere i conseguenti provvedimenti d'obbligo.

Distinti saluti

Si allega copia dello stato attuale rilasciato dall'ufficio tecnico e foto delle due magnolie da fiore.

Firmato per il WWF e il Coordinamento Ambientalista

Carla del Marco

Via Mantova 19/a - 38062 Arco

Email delmarco.carla@gmail.com


ECCO I FINALISTI DEL PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2013"

FINALISTI DEL PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2013"

Si comunica che gli iscritti degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", dopo alcuni mesi di valutazioni e discussioni sulle persone, enti, Associazioni, progetti che nel 2011 siano risultate più utili nel preservare e valorizzare l'ambiente dell'Alto Garda e Ledro, hanno deciso con votazione segreta di designare una cinquina di finalisti, tra i quali è stato poi scelto il vincitore della VIII Edizione del Premio "Amico della Terra 2013". Il vincitore sarà "svelato" e premiato nel corso dell'incontro-premiazione che, come ormai consuetudine, si svolgerà sul prato antistante il Villino Campi di Riva, e che è previsto sabato 1 giugno alle ore 16.

Oltre ai 5 finalisti, hanno ricevuto voti anche (in ordine alfabetico): Amici della Tirlindana; Associazione Albatros; Classe di composizione 2012 del Conservatorio (spot ambientalista); Comitato Broccolo di Torbole; Comune di Riva (apertura Parco Miralago); Gilberto Galvagni (olivaia di Arco); Gruppo Ambiente e Acqua di Arco (pulizia lago); Hotel Olivo (eco ristorante); SAT di Riva.

Si ricordano inoltre i vincitori delle passate edizioni: nel 2006 il giornalista RAI Luciano Lucianer, nel 2007 il Comitato di Partecipazione di S. Giorgio ad Arco, nel 2008 Duilio Turrini, nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei, nel 2010 il Comitato S.O.S. Altissimo, nel 2011 la Busa Consapevole, nel 2012 Paolo Mayr.

FINALISTI ( in ordine alfabetico)

ASSOCIAZIONE "RICCARDO PINTER"

L'Associazione culturale "Riccardo Pinter" (presieduta dal prof. Graziano Riccadonna), la più decisamente impegnata, da molti anni, nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale del territorio rivano, si segnala, nel 2012, per innumerevoli interventi: sull'antica via "ad montes" verso Campi (nell'ambito di un progetto a largo respiro sui percorsi storici della Busa, in collaborazione con il Museo dell'Alto Garda), sulla tutela del campanile di S. Francesco, sulla valorizzazione dei Forti austriaci e della Tagliata, sui graffiti di guerra, e sulle fontane di Arco. Senza dimenticare le Borse di studio per ricerche storiche effettuate dalle scuole rivane, giunte ormai alla XV edizione, e la rimozione, ottenuta finalmente quest'anno anche grazie ai suoi interventi dal 2006 in poi, del deturpante traliccio del Bastione.

PAOLO FERRARI

Di professione ingegnere, da anni si interessa delle sorti del lago di Loppio, o meglio di quello che un tempo, fino alla costruzione della galleria Adige-Garda, era il lago di Loppio, propugnandone il ripristino con progetti originali finora mai presi in considerazione dalle autorità competenti. Si segnala in particolare per avere scritto e pubblicato (sull'Annuario 2012 della SAT di Riva) un documentato articolo nel quale viene analizzata la problematica connessa alla sparizione del lago e ai possibili interventi per riportarlo allo splendore di un tempo, riparando gli errori commessi dall'uomo: con annesse critiche agli interventi in corso da parte della Provincia di Trento.

ROMANO CALZA'

Romano Calzà è stato tra i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare del Distretto agricolo del Garda Trentino, meglio noto come "Parco agricolo". In particolare in qualità di Presidente della Coldiretti del Basso Sarca si è adoperato per superare le non poche perplessità emerse nel mondo contadino nei confronti dell' iniziativa. Con l' aiuto dei dirigenti provinciali Calliari e Merz, nel corso di vari incontri con i soci della Coldiretti ha spiegato il valore e le ricadute positive del progetto, portando la maggioranza degli iscritti verso un atteggiamento positivo nei confronti dell' istituzione del Parco agricolo.

Più recentemente è stato fautore ed animatore della creazione di un mercato del contadino ad Arco e a Riva, operativi da più di un anno. Con questa iniziativa si è inteso promuovere la cosiddetta "filiera corta", cioè l' uso dei prodotti agricoli locali presso i nostri consumatori per garantire loro un prodotto di migliore qualità, ad un prezzo mediamente più conveniente, riducendo i costi di intermediazione, nonché l'inquinamento prodotto dal trasporto da località lontane. E assicurando al produttore una più equa remunerazione del proprio lavoro.

Gli "Amici della Terra" con questo riconoscimento intendono sottolineare l'importanza, nella salvaguardia ambientale e della salute di tutti, di chi è a contatto quotidiano con la terra e con i suoi prodotti.

MNEMOTECA DEL BASSO SARCA

La Mnemoteca del Basso Sarca, costituitasi in Associazione di Promozione Sociale nel febbraio 2007, con lo scopo di conservare le memorie della zona del Basso Sarca, si è segnalata per un'iniziativa-laboratorio svoltasi nei mesi di marzo-giugno 2012 (in collaborazione con il Museo dell'Alto Garda) intitolata "Il paesaggio dell'Alto Garda e le sue trasformazioni". Il ciclo di incontri, completato con una serie di interviste a diversi soggetti, è stato poi documentato in modo multimediale mediante un Quaderno con lo stesso titolo, disegni, foto e registrazione di racconti orali. Il riconoscimento degli "Amici della Terra" vuole sottolineare l'importanza della memoria nel valorizzare e preservare per le future generazioni quanto di buono e bello ci è stato tramandato dalle passate generazioni. E sicuramente il paesaggio, ora minacciato dall'insipienza di pochi e dall'indifferenza di molti, rappresenta un valore identitario.

MARCO RIGATTI

Persona schiva e certamente non in cerca di notorietà, da tantissimi anni innamorato degli animali, ha allevato e curato, in modo del tutto volontaristico e disinteressato, soprattutto uccelli, ai quali ha riservato un intero piano della sua casa e coi quali riesce ad instaurare un rapporto speciale, come con il pappagallo Cochi che beve il caffè, o con Willi, un altro pappagallo parlante, o con la tortora Fortunata che sarebbe libera di andarsene ma non ne vuole sapere. Per la sua disponibilità a prendersi cura gratuitamente degli uccelli di ogni tipo che gli vengono portati, è diventato negli anni un sicuro punto di riferimento locale.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 24.5.2013



PREMIAZIONE PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2013"

VIII EDIZIONE

Si comunica che il giorno 1 giugno 2013, alle ore 16, nel prato antistante il Villino Campi di Riva del Garda si è svolto l'incontro-premiazione del Premio "AMICO DELLA TERRA 2013", giunto quest'anno alla VIII Edizione. Gli iscritti degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", dopo alcuni mesi di valutazioni e discussioni sulle persone, enti o Associazioni che nel 2012 siano risultate più attive nel preservare e valorizzare l'ambiente dell'Alto Garda e Ledro, hanno deciso con votazione segreta di designare una cinquina di finalisti, tra i quali con un'ulteriore votazione hanno scelto il vincitore della VIII Edizione del Premio "Amico della Terra 2011". Il vincitore è stato "svelato" e premiato nel corso dell'incontro-premiazione, insieme ai finalisti sotto elencati, tutti presenti nella suggestiva cornice ambientale che, come ormai consuetudine, fa da sfondo ad un Premio pressoché unico nel suo genere in ambito nazionale, e che si caratterizza soprattutto per la trasparenza e democraticità dell'iter decisionale, nonché per la francescana semplicità, a contatto diretto con la "terra" alla quale si ispira, del suo atto conclusivo.

Sono anche stati ricordati quanti, pur non entrando nella cinquina dei finalisti, sono stati votati, con l'auspicio di miglior fortuna nelle prossime edizioni del Premio (in ordine alfabetico): Amici della Tirlindana; Associazione Albatros; Classe di composizione 2012 del Conservatorio (spot ambientalista); Comitato Broccolo di Torbole; Comune di Riva (apertura Parco Miralago); Gilberto Galvagni (olivaia di Arco); Gruppo Ambiente e Acqua di Arco (pulizia lago); Hotel Olivo (eco ristorante); SAT di Riva.

E' stata anche brevemente rievocata la "storia" del Premio, nato nel 2006 da un'idea di Lorenzo Vescovi, e i suoi 7 vincitori nelle passate edizioni: nel 2006 il giornalista RAI Luciano Lucianer, nel 2007 il Comitato di Partecipazione di S. Giorgio ad Arco, nel 2008 Duilio Turrini, nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei, nel 2010 il Comitato S.O.S. Altissimo, nel 2011 l'Associazione "La Busa Consapevole", nel 2012 Paolo Mayr. Tra i vincitori vi sono stati 1 giornalista (Lucianer), 2 ambientalisti (Duilio Turrini e Paolo Mayr), 2 Enti pubblici (Comitato di Partecipazione di S. Giorgio e Comune di Concei), 2 Associazioni di privati cittadini (SOS Altissimo e Busa Consapevole). Tra i 40 finalisti (compresi quelli di quest'anno) vi sono stati 20 uomini e 4 donne (Angioletta Maino, Carla Del Marco, Roberta Angelini, Cristina Bassi), 14 Associazioni private (tutte diverse), 9 politici (Roberto Bombarda per 2 volte finalista, Claudio Molinari, Roberta Angelini, Rocco Frizzi, Mauro Malossini, Mauro Pederzolli, Angioletta Maino, Emiliano Faccio), 4 ambientalisti (Paolo Mayr, Duilio Turrini, Nino Mazzocchi, Carla Del Marco), 2 enti pubblici (Comune di Concei e Com. di Partecipazione di S. Giorgio), 2 giornalisti (Lorenzo Lucianer e Stefano Ischia), uno scrittore (Giancarlo Narciso), 2 ingegneri (Marco Danzi e Paolo Ferrari), una rivista (Questotrentino), un esperto di giardini (Ermenegildo Spagnolli), un albergatore (Andrea Pregl), una archeologa (Cristina Bassi), un amante degli animali (Marco Rigatti), un rappresentante di una associazione di categoria (Romano Calzà della Coldiretti).

Da segnalare infine i pluripremiati Nino Mazzocchi (premiato 3 volte, 2 volte finalista, di cui una volta come Presidente del Comitato Oliveto di Goethe, una volta vincitore come Presidente del Comitato SOS Altissimo) e Roberto Bombarda (2 volte finalista).

Alla Premiazione è intervenuta l'Assessore all'Ambiente del Comune di Riva del Garda Renza Bollettin.

FINALISTI (IN ORDINE ALFABETICO)

ROMANO CALZA'

Romano Calzà è stato tra i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare del Distretto agricolo del Garda Trentino, meglio noto come "Parco agricolo". In particolare in qualità di Presidente della Coldiretti del Basso Sarca si è adoperato per superare le non poche perplessità emerse nel mondo contadino nei confronti dell' iniziativa. Con l' aiuto dei dirigenti provinciali Calliari e Merz, nel corso di vari incontri con i soci della Coldiretti ha spiegato il valore e le ricadute positive del progetto, portando la maggioranza degli iscritti verso un atteggiamento positivo nei confronti dell' istituzione del Parco agricolo.

Più recentemente è stato fautore ed animatore della creazione di un mercato del contadino ad Arco e a Riva, operativi da più di un anno. Con questa iniziativa si è inteso promuovere la cosiddetta "filiera corta", cioè l' uso dei prodotti agricoli locali presso i nostri consumatori per garantire loro un prodotto di migliore qualità, ad un prezzo mediamente più conveniente, riducendo i costi di intermediazione, nonché l'inquinamento prodotto dal trasporto da località lontane. E assicurando al produttore una più equa remunerazione del proprio lavoro.

Gli "Amici della Terra" con questo riconoscimento intendono sottolineare l'importanza, nella salvaguardia ambientale e della salute di tutti, di chi è a contatto quotidiano con la terra e con i suoi prodotti.


PAOLO FERRARI

Di professione ingegnere, da anni si interessa delle sorti del lago di Loppio, o meglio di quello che un tempo, fino alla costruzione della galleria Adige-Garda, era il lago di Loppio, propugnandone il ripristino con progetti originali finora mai presi in considerazione dalle autorità competenti. Si segnala in particolare per avere scritto e pubblicato (sull'Annuario 2012 della SAT di Riva) un documentato articolo nel quale viene analizzata la problematica connessa alla sparizione del lago e ai possibili interventi per riportarlo allo splendore di un tempo, riparando gli errori commessi dall'uomo: con annesse critiche agli interventi in corso da parte della Provincia di Trento.

MARCO RIGATTI

Persona schiva e certamente non in cerca di notorietà, da tantissimi anni innamorato degli animali, ha allevato e curato, in modo del tutto volontaristico e disinteressato, soprattutto uccelli, ai quali ha riservato un intero piano della sua casa e coi quali riesce ad instaurare un rapporto speciale, come con il pappagallo Cochi che beve il caffè, o con Willi, un altro pappagallo parlante, o con la tortora Fortunata che sarebbe libera di andarsene ma non ne vuole sapere. Per la sua disponibilità a prendersi cura gratuitamente degli uccelli di ogni tipo che gli vengono portati, è diventato negli anni un sicuro punto di riferimento locale.

VINCITORE

ASSOCIAZIONE "RICCARDO PINTER"

L'Associazione culturale "Riccardo Pinter" (presieduta dal prof. Graziano Riccadonna), la più decisamente impegnata, da molti anni, nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale del territorio rivano, si segnala, nel 2012, per innumerevoli interventi: sull'antica via "ad montes" verso Campi (nell'ambito di un progetto a largo respiro sui percorsi storici della Busa, in collaborazione con il Museo dell'Alto Garda), sulla tutela del campanile di S. Francesco, sulla valorizzazione dei Forti austriaci e della Tagliata, sui graffiti di guerra, e sulle fontane di Arco. Senza dimenticare le Borse di studio per ricerche storiche effettuate dalle scuole rivane, giunte ormai alla XV edizione, e la rimozione, ottenuta finalmente quest'anno anche grazie ai suoi interventi dal 2006 in poi, del deturpante traliccio del Bastione.

MNEMOTECA DEL BASSO SARCA

La Mnemoteca del Basso Sarca, costituitasi in Associazione di Promozione Sociale nel febbraio 2007, con lo scopo di conservare le memorie della zona del Basso Sarca, si è segnalata per un'iniziativa-laboratorio svoltasi nei mesi di marzo-giugno 2012 (in collaborazione con il Museo dell'Alto Garda) intitolata "Il paesaggio dell'Alto Garda e le sue trasformazioni". Il ciclo di incontri, completato con una serie di interviste a diversi soggetti, è stato poi documentato in modo multimediale mediante un Quaderno con lo stesso titolo, disegni, foto e registrazione di racconti orali. Il riconoscimento degli "Amici della Terra" vuole sottolineare l'importanza della memoria nel valorizzare e preservare per le future generazioni quanto di buono e bello ci è stato tramandato dalle passate generazioni. E sicuramente il paesaggio, ora minacciato dall'insipienza di pochi e dall'indifferenza di molti, rappresenta un valore identitario.




Egregio Signor

Dott. Alessandro Betta

Sindaco pro-tempore di Arco

Municipio di Arco

Gentile Signora

Arch. Bianca Maria Simoncelli

Dirigente Area Tecnica

Municipio di Arco

Egregio Signor

Dott. Rolando Mora

Segretario del Comune

Municipio di Arco

Osservazioni alla variante 14 del PRG del Comune di Arco

La variante 14 del PRG, approvata in prima adozione dal Consiglio Comunale di Arco nella seduta del 29 agosto, se confermata in via definitiva avrà impatti molto pesanti sul futuro urbanistico della nostra città sia per effetto dell'incredibile aumento di volumetrie accordato (oltre 50.000 mc. aggiuntivi di cui 46.350 previsti per i soli interventi con azioni compensative in larghissima parte appannaggio di interessi privati) sia a causa delle rilevanti modifiche alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore.

Vista la rilevanza, per profondità ed estensione, di tale intervento urbanistico ben altra procedura sia politica che amministrativa avrebbe dovuto essere seguita prima di essere sottoposta al voto del consiglio comunale. In particolare intendiamo rimarcare la mancata partecipazione della cittadinanza e dei comitati di partecipazione all'elaborazione di queste importanti scelte urbanistiche. La portata della variante è tale da non poter prescindere nella sua elaborazione dal rispetto del metodo della partecipazione disposto dall'art. 5 della legge provinciale n. 1/2008. Nell'iter formativo non solo non sono stati espletati i vari passaggi per garantire la partecipazione, ma si è addirittura sottoposto l'intero procedimento formativo a secretazione.

A. Condizioni pregiudiziali

Possibile incompatibilità di consiglieri votanti la prima adozione

La modifica introdotta ad alcune nome di attuazione riguardano un numero ampio di cittadini in quanto proprietari di aree interessate al cambiamento normativo. Ci riferiamo in particolare alla variazione intervenuta nell'art. 17 delle N.T.A. (verde privato) che concede di utilizzare aree di verde privato anche ad uso di edifici limitrofi per soddisfare i requisiti di dotazione di parcheggi. Questa modifica di fatto permette un uso speculativo del verde privato che verrebbe utilizzato a volte come area di parcheggio al servizio di edifici contigui e che pertanto vedrebbe incrementato il suo valore commerciale. Senza contare che, ove effettivamente utilizzati, potrebbero compromettere fortemente le aree a verde privato alterando così gli equilibri e distruggendo gli unici ambiti che, seppur privati, avvantaggiano tutta la collettività preservando il paesaggio, l'ambiente e la qualità dell'aria. Ergo, l'interesse economico che scaturisce da tale disposizione fa dubitare dell'imparzialità nel giudizio e dunque avrebbe dovuto determinare l'obbligo di astensione di quei consiglieri (ovvero il loro coniuge o i parenti fino al secondo grado o di affini fino al primo grado) proprietari di aree a verde privato.

Ad oggi non si è proceduto ad un approfondito accertamento della proprietà dei consiglieri (ovvero dei familiari), di cui ci riserviamo un approfondimento, nel frattempo invitiamo ad una puntuale verifica del numero delle incompatibilità effettive stralciando in autotutela la norma dalla variante.

Inoltre dalla lettura della relazione e dei suoi allegati rileviamo gravi lacune informative che possono inficiare la validità stessa del voto espresso dal consiglio comunale.

Rappresentazione ingannevole delle informazioni riassuntive

Alla conclusione della relazione viene riportata la tabella riassuntiva cessioni gratuite/mc. concessi che sintetizza l'insieme degli interventi con gli incrementi complessivi di volumetrie suddivisi per tipo di destinazione.

A causa di errori o di distorta rappresentazione di dati la tabella fornisce un quadro sfalsato dell'impatto della variante che può avere indotto i consiglieri comunali a decisioni non rispondenti all'interesse pubblico.

Possiamo infatti notare che:

- nel calcolo della variazione della capacità ricettiva non viene riportata la diminuzione, pari mc. 8.900, dovuta alla cancellazione dell'area alberghiera a S. Giorgio in via Piave/via Cavallo e contemporaneamente l'intervento a Mogno viene accreditato di un incremento di mc. 13.000 invece dei 3.250 mc. incrementati effettivamente dalla variante. Con queste due correzioni si ottiene una riduzione complessiva della capacità ricettiva di oltre 10.000 mc. Ovvero l'esatto contrario rispetto all'obiettivo della variante;

- negli incrementi delle volumetrie residenziali non si conteggiano gli ampliamenti possibili per quelle aree divenute per effetto della decadenza di vincoli espropriativi residenziali nell'ambito del centro storico per le quali pur con i limiti e le prescrizioni dell'art. 11 delle N.T.A. si verifica questa potenzialità;

- vi sono alcuni evidenti errori materiali per l'intervento 3.1 Arco Centro S. Pietro in cui i mc. incrementali concessi sono 3.000 invece dei 1.800 indicati in tabella. Sono anche sbagliati per questo intervento e quello successivo al punto 3.2 il numero dei posti auto ottenuti dal comune per effetto della compensazione;

- la diminuzione delle volumetrie residenziali a S. Giorgio in via Passirone, molto sbandierata dall'amministrazione, è effetto della correzione dell'errore (o dell'indebito favore) dovuto all'anomalo indice di edificabilità attribuito all'area nell'elaborazione del PRG in quanto del tutto difforme dagli indici di edificabilità della zona circostante. Rimediare ad un evidente errore non significa fare scelte più virtuose rispetto al passato.

Pur di giustificare alcuni interventi si è affermata la carenza di volumi turistico-alberghiero, per poi modificare la destinazione di parte delle volumetrie turistico-alberghiere già previste nel P.R.G. trasformandole in residenziale ed infine, con un passaggio successivo, concedere nuovi volumi con destinazione turistico-alberghiera. In ogni caso il saldo in favore di tale tipologia è negativo. Tale passaggio è dunque affetto da un errore di fatto tale da costituire un eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti, nonché affetto da vizi di grave illogicità e contraddittorietà.

Assenza di cartografie allegate

L'importante modifica introdotta dalla variante all'art. 61 delle N.T.A. - Aree di protezione dei contesti paesaggistici - rimanda a cartografie che non risultano tra gli allegati. Sul sito del comune è indicata nella didascalia delle tavole allegate una linea di contorno delle suddette aree che risulta però del tutto indecifrabile confondendosi con linee di contorno di altre zonizzazioni. Da noi interpellato in merito l'Ufficio Tecnico ha risposto che le cartografie dei contesti paesaggistici devono essere approvate da un prossimo consiglio comunale.

Si configura pertanto la violazione dell'art. 29 comma 5 L.P. 1/2008, per le parti della cartografia e della relazione illustrativa che presentano irregolarità attesa la natura composita del piano e dunque la necessità di coerenza strutturale di tutti gli elaborati.

B. Osservazioni generali

Uso improprio dello strumento della variante

Riteniamo del tutto improprio il ricorso allo strumento della variante per operare scelte di ripensamento del futuro urbanistico della nostra città così rilevanti. La variante dovrebbe infatti riguardare per sua natura e per norma temi specifici e circoscritti attinenti le norme di attuazione e le destinazioni d'uso del territorio contenute nel piano regolatore. L'esigenza della variante dovrebbe essere legata poi ad un prevalente interesse pubblico che non riscontriamo nella suddetta variante. Se l'urgenza di intervenire era principalmente legata alla scadenza di vincoli espropriativi più opportuno sarebbe stato prevedere il ripristino per larga parte degli interventi della originaria destinazione d'uso verde privato e agricolo in attesa dell'elaborazione di un nuovo strumento urbanistico.

Si è voluto surrettiziamente far passare come variante ciò che avrebbe dovuto invece essere parte di un nuovo piano regolatore eludendo così le procedure prescritte in tal caso dalla norma urbanistica ed evitando il trasparente confronto e la partecipazione dei cittadini.

Mancata correlazione al piano di sviluppo della Comunità di Valle

Come è noto la Comunità di Valle ha in corso l'elaborazione del piano di sviluppo della Comunità Alto Garda e Ledro. Da questo dovrà discendere in modo coerente il piano urbanistico della Comunità come prescritto dalla legge urbanistica provinciale (L.P. 1/2008) cui i piani regolatori comunali dovranno attenersi.

Sembra del tutto evidente e logico infatti che, in particolare per un territorio circoscritto come il nostro, le scelte di sviluppo socio-economico e di conseguenza urbanistiche operate dalla Comunità di Valle devono determinare in larga parte gli interventi di competenza comunale.

È grave come in questo caso che l'amministrazione di Arco abbia seguito il percorso inverso.

Gravi carenze metodologiche nella individuazione dei fabbisogni urbanistici

Il metodo seguito per l'individuazione dei fabbisogni urbanistici è pesantemente inficiato dalla mancata correlazione al piano di sviluppo della Comunità di Valle. Infatti tali fabbisogni distinti per destinazione d'uso non vengono, come logicamente dovrebbero essere, legati agli scenari di evoluzione socio-economica previsti dal piano di sviluppo della Comunità ma puramente estrapolati proiettando al 2018 gli incrementi demografici e di presenze turistiche riscontrati su base statistica negli anni trascorsi. In ciò non considerando i mutati scenari socio-economici nonché soprattutto le scelte di sviluppo che dovranno essere operate.

Ad esempio non sono di conseguenza stati analizzati, né potevano esserlo vista la scelta di metodo operata, i fabbisogni di nuovi esercizi commerciali o di spazi ad uso uffici, pur scegliendo poi di incrementare in modo significativo le volumetrie con questo tipo di destinazione d'uso (intervento di via S. Andrea).

Nell'individuare i fabbisogni legati alla mobilità (parcheggi, viabilità, percorsi ciclo-pedonali) non si è tenuto conto di un piano della mobilità complessivo della Comunità di Valle da cui non si può ovviamente prescindere.

Mancanza del censimento delle volumetrie inutilizzate per tipologia di destinazione d'uso

In particolare stigmatizziamo che, prima di operare un così radicale ripensamento urbanistico, non si sia proceduto ad un

censimento comunale della mole significativa delle volumetrie esistenti per le varie destinazioni d'uso che risultano inutilizzate o largamente sottoutilizzate sia di proprietà privata che pubblica nonché delle rilevanti potenzialità edificatorie ancora non usufruite in base all'attuale PRG e alle sue successive varianti.

L'effettuazione di questo inventario è operazione propedeutica indispensabile, sotto il profilo di una corretta amministrazione e di un'oculata gestione del territorio, a qualsiasi previsione di incremento dell'edificato.

La relazione fa riferimento allo studio dell'arch. Eccheli per giustificare gli incrementi di volumetrie concessi dalla variante. Riteniamo fuorviante questo riferimento in quanto lo studio citato non determina i fabbisogni di volumetrie sulla base di approfondite e condivise analisi socio-economiche né considera le volumetrie inutilizzate per le varie destinazioni d'uso. Queste ultime sono oltre tutto significativamente aumentate dall'epoca dello studio ad oggi.

Applicazione di standard urbanistici non aderenti alla realtà locale

Per determinare i fabbisogni urbanistici derivanti da presunti incrementi demografici e di presenze turistiche vengono applicati parametri standard individuati a livello provinciale che non tengono conto delle peculiarità e della complessità del nostro territorio. Ad esempio non viene considerato l'impatto che il pendolarismo per lavoro e per tempo libero comporta sui fabbisogni di infrastrutture (parcheggi, viabilità, ecc...).

Solo l'elaborazione di un piano urbanistico della Comunità di Valle può correttamente definire standard appropriati alla realtà locale.

Rilevanti incoerenze tra i supposti fabbisogni individuati e localizzazione degli interventi previsti

Si riscontrano palesi incongruenze nella localizzazione di molteplici interventi previsti dalla variante rispetto ai bisogni individuati nella relazione introduttiva per la zona/frazione in oggetto. Ad esempio vengono confermati parcheggi pubblici in zone caratterizzate da un'eccedenza anche rilevante di parcheggi esistenti rispetto alle necessità oppure ribadite destinazioni d'uso collettivo in zone dove si segnala un esubero di offerta.

A fronte di una prevista carenza di ricettività alberghiera con la variante la capacità viene ridotta per effetto del cambiamento di destinazione d'uso di aree con destinazione alberghiera a S. Giorgio e nella zona di via S. Caterina.

È diffusa la sensazione che in molti casi trattasi di interventi "ad personam" pensati per favorire interessi particolari piuttosto che su fondate esigenze della collettività.

Nelle osservazioni sui singoli interventi analizziamo specificatamente queste evidenti contraddizioni contenute nella variante.

Uso troppo esteso dello strumento della compensazione

Il 4 comma dell'art. 29 della legge provinciale n. 1/2008 introduce la facoltà per i comuni di utilizzare tecniche pianificatorie ispirate a principi di perequazione urbanistica ponendo quale condizione che il piano regolatore generale stabilisca i criteri e le modalità per l'applicazione della perequazione e della compensazione urbanistica, in coerenza con gli articoli 53 e 55. Senza entrare nel dettaglio degli artt. 53 e 55 è evidente che lo scopo della norma sia quello di rispettare i caratteri generali a fondamento della potestà regolamentare che sono la GENERALITÀ (idoneità di ripetizione della norma) ed ASTRATTEZZA (capacità di regolamentare una serie indefinita di casi). Solo così può essere rispettato il principio di imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa (art. 97 della Costituzione).

Vero è che l'art. 53 apre uno spiraglio, al comma 8, ove consente che, in attesa delle VARIANTI GENERALI al piano regolatore redatte per l'utilizzo di tecniche pianificatorie ispirate ai principi di perequazione urbanistica, i comuni possano applicare la perequazione in forma semplificata, anche per attuare pienamente la compensazione. Tale previsione costituisce una deroga e come tale riveste il carattere eccezionale e deve essere interpretata in modo restrittivo. Ora, il comune di Arco sta per approvare una seconda variante utilizzando i predetti istituti senza aver introdotto nel P.R.G. la VARIANTE GENERALE prescritta per legge, con ciò violando il senso logico-giuridico della norma.

La condotta sin qui tenuta con l'adozione di ben due varianti, la 13 e la 14, con l'applicazione della perequazione/compensazione senza la previa adozione delle varianti generali, determina una condotta inquadrabile nella fattispecie dell'eccesso di potere determinato principalmente dall'abuso nell'utilizzo del potere discrezionale, sfociando sino alla violazione dell'obbligo di imparzialità, nonché determina una palese violazione della norma di legge e dell'intenzione del legislatore sovraordinato.

Invece con la variante 14 si usa lo strumento della compensazione in ben 15 interventi per una volumetria complessiva di oltre 46.000 mc. per gran parte dei quali non si ravvisa né l'interesse pubblico né il carattere di urgenza. L'uso troppo disinvolto dello strumento costituisce di fatto un'elusione di quanto stabilito dalla norma provinciale.

Mancata analisi degli impatti paesaggistici per alcuni degli interventi previsti

Naturalmente la pianificazione urbanistica non può prescindere dalla cura e dalla tutela del paesaggio.

Purtroppo la variante pare non farsi carico di questo elementare principio. Ad esempio si sceglie di edificare una delle pochissime porzioni di territorio agricolo rimaste lungo l'asse via S. Caterina/via S. Andrea per realizzare volumetrie ad uso commerciale/uffici di cui peraltro non è accertato il bisogno. In tal modo precludendo uno dei pochi coni di visuale rimasti liberi e chiudendo uno dei rari varchi verdi tra l'edificato di Arco e di Riva lungo l'asse principale di collegamento.

La variante prevede di intaccare con nuove volumetrie residenziali aree di protezione dei centri storici, come a Bolognano, S. Martino, Vigne in tal modo compromettendo lo scorcio paesaggistico del nucleo storico ed alterando così in modo irreversibile la percezione visiva dei borghi antichi.

Adozione di parametri di valutazione economica non aggiornati rispetto ai valori di mercato

Nella relazione introduttiva vengono indicati i parametri di valutazione economica adottati per definire le compensazioni pubblico-privato per gli interventi che rientrano nella fattispecie. Si tratta di parametri in larga parte discrezionali e che comunque si riferiscono a valori riscontrati nel 2011 che, alla luce della crisi economica nel frattempo aggravatasi, non paiono però più in linea, in più di un caso, con i valori correnti di mercato.

Ad esempio per il verde agricolo viene definito un valore compensativo di € 50 al mq. Quando gli odierni valori commerciali si aggirano sui 30-35 €/mq per vigneto/frutteto piantumato/attrezzato e valori inferiori per fondi con colture annuali.

C. Osservazioni a singoli interventi previsti dalla variante

Interventi legati a modifiche di vincoli espropriativi

A fronte della necessità di modificare la destinazione d'uso di aree di interesse pubblico per effetto della scadenza del vincolo espropriativo, la variante non opera scelte coerenti con i fabbisogni indicati nella relazione introduttiva e rispondenti all'interesse collettivo.

In diverse situazioni al decadere del vincolo, si è voluto cambiare la destinazione verde pubblico o parcheggio pubblico in residenziale incrementando ulteriormente la potenzialità edificatoria pur in assenza di bisogno di questo tipo.

Riscontriamo che a Vigne in via Verdi e poi in prossimità del Sanaclero, a Chiarano, a S. Giorgio in via Passirone, a Pratosaiano, a Caneve, a Massone si è voluto modificare la destinazione d'uso di alcune aree da verde pubblico/parcheggio pubblico/di interesse collettivo a residenziale nell'ambito di centri storici disciplinata dall'art. 11 delle N.T.A.. Pur tenendo presenti i vincoli e i limiti di questa norma non si può non rimarcare l'assenza di necessità di incrementare le volumetrie residenziali e la preoccupazione di vedere alterati i connotati estetici di questi centri storici.

La variante poi non dà risposte ai fabbisogni di parcheggi pubblici che si riscontrano, come evidenziato nella relazione, ad Arco centro storico, Vignole, Bolognano, Pratosaiano, Chiarano, Mogno. Anzi a Chiarano vengono cancellate la destinazione a parcheggio pubblico di due aree, la prima collocata a nord del centro storico, la seconda all'incrocio di via Ovo con via De Gasperi.

A Varignano, ma anche a S. Giorgio, la cancellazione di quasi tutte le previste destinazioni ad uso parcheggi pubblici crea una condizione di deficit rispetto al bisogno. Pare del tutto incongruente, in particolare a Varignano, la soppressione dei due parcheggi pubblici lungo via Vittorio Veneto e quello su via delle Grazie, utili per tutta la nuova zona di espansione residenziale e per il complesso di residenze ITEA, mentre i due nuovi parcheggi pubblici vengono ubicati ad ovest e a nord del centro storico decentrati rispetto alle summenzionate esigenze.

Solo in misura modesta (per effetto dell'intervento con azione compensativa n.14) la variante risponde al grave fabbisogno di verde pubblico che si riscontra a Bolognano.

La cancellazione di importanti aree a verde pubblico a S. Martino, alla Moletta, a Massone e a Varignano determinano condizioni di deficit rispetto agli standard urbanistici indicati.

Non può non destare viva preoccupazione la cancellazione della vasta area di verde pubblico prevista dal PRG nella zona prospiciente il fiume Sarca a Caneve che dischiude per il futuro la possibile destinazione residenziale di un'area particolarmente appetibile.

Interventi senza azioni compensative

Come già detto in premessa, giudichiamo negativamente la modifica introdotta all'art. 17 delle N.T.A. di disciplina del verde privato che consente di utilizzare aree di verde privato anche ad uso di edifici limitrofi per soddisfare i requisiti di dotazione di parcheggi. Questa modifica di fatto permette un uso speculativo del verde privato che verrebbe utilizzato a volte come area di parcheggio al servizio di edifici contigui.

Pur valutando positivamente l'ampliamento dell'area di protezione dei contesti paesaggistici, in assenza di cartografia allegata non è dato di conoscere la reale perimetrazione delle zone soggette a questo vincolo. Nel nuovo testo dell'art. 61 delle N.T.A. dovrebbero, a nostro parere, essere inclusi il divieto a parcheggi pubblici in questi ambiti e disposizioni per rendere armonico l'inserimento di depositi e manufatti ad uso agricolo nel contesto paesaggistico.

Valutiamo negativamente il cambio di destinazione da verde pubblico a residenziale dell'area della zona Braile ora usata per orti comunali. Lo spostamento degli orti comunali nel futuro parco delle Braile non giustifica di per sé il cambiamento della destinazione d'uso che sembra invece concepito per favorire alcuni interessi privati.

Non si comprende la modifica della destinazione da alberghiera a residenziale per l'area residenziale dell'area di via S. Caterina retrostante Arredamenti Del Fabbro quando la relazione evidenzia un carenza di capacità ricettiva nel comune mentre non trova giustificazione un ulteriore incremento di quella residenziale. Particolarmente critica sarebbe l'accessibilità alla nuova zona residenziale che comporterebbe un pesante onere a carico dell'amministrazione (per espropri e infrastrutture) legato al potenziamento della strada denominata Alle Guste ora ad uso agricolo. Anche in questo caso sembra prevalere l'interesse del privato a danno di quello pubblico.

Siamo contrari alla modifica introdotta all'art. 46 delle N.T.A. - aree di rispetto delle strade - che concede la deroga alla fascia di rispetto stradale per un lungo tratto di via Pomerio pari a ml. 160 alla Casa di Cura Regina già beneficiaria del mancato esproprio per la realizzazione della pista ciclopedonale lungo il Sarca come era in progetto nel PRG.. Nutriamo il forte sospetto che la presenza nella maggioranza consiliare di persona parte in causa abbia favorito l'elargizione di questo favore.

Interventi con azioni compensative

1. Arco Centro - Villa S. Pietro incremento di mc. 3000

Non si comprende l'esigenza per il comune di disporre di ulteriori 400 mq. visto il notevole patrimonio edilizio pubblico ora inutilizzato (villa Elena, Armanni, villa Tappainer) che potrebbe ospitare i servizi comunali ora ubicati nella villa Pasquali.

Per le considerazioni fatte nelle osservazioni generali non si ravvisa l'esigenza di incrementare le volumetrie residenziali.

L'intervento non fornisce poi prescrizioni a salvaguardia del notevole patrimonio arboreo del compendio.

2. Mogno - Hotel Arco incremento di 6.750 mc. di cui 3.500 residenziali

L'amministrazione può disporre per le opere pubbliche previste dalla compensazione (sistemazione piazza Italia, passerella pedonale sul Sarca) di finanziamenti provinciali senza ricorrere ad ulteriore cementificazione del territorio per farsele finanziare da privati.

Gli interventi previsti non rivestono carattere di urgenza e di necessità. La collocazione di una passerella pedonale sul lato sud dell'attuale ponte sembra poi illogica in quanto i pedoni diretti al centro storico si troverebbero dopo aver oltrepassato il ponte ad affrontare il traffico in uscita da Arco. Molto più sensata una eventuale collocazione della passerella sul lato nord.

Pare quindi improponibile assegnare incrementi di volumetrie di tipo residenziale di cui non si riscontra assolutamente la necessità. Inoltre sarebbe concesso nell'ambito del residenziale la realizzazione di alloggi per il tempo libero in misura pari al 30% delle volumetrie esistenti. Ci pare questo un escamotage per eludere la legge Gilmozzi sulle seconde case.

Ricordiamo che il piano attuativo del PRG aveva già concesso un incremento del 50% della volumetria ricettiva rispetto a quella esistente. In virtù di quella concessione il privato era impegnato alla cessione al comune a titolo gratuito dell'area a verde pubblico prospiciente il Sarca. Non si comprende perché ora la valutazione economica di tale area rientri nel computo della compensazione. Nel prospetto della compensazione viene attribuito ai posti macchina da cedere al comune un valore di € 15.000 che risulta accettabile solo nel caso questi fossero obbligatoriamente interrati. In realtà la variante non prescrive questa condizione. Quindi per effetto dell'accollo al privato solamente delle spese relative ai 20 posti auto da cedere al comune (valutati però con il parametro economico corretto) e dei costi dell'accesso ciclopedonale al verde pubblico, si chiede lo stralcio della volumetria residenziale e una conseguente riduzione dell'incremento delle volumetrie alberghiere in funzione del ricalcolo della compensazione.

3. Via S. Andrea - Incremento di mc. 14.600

L'intervento proposto si configura come un regalo alla speculazione privata che reca grave danno alla comunità.

Infatti non vi è esigenza alcuna di acquisire al patrimonio comunale parte di suddetta area con destinazione sportiva in quanto anche l'eventuale futura sala polifunzionale sportiva avrebbe a disposizione gli ampi spazi ora occupati dal PalaGarda. Aggiungiamo che nella relazione introduttiva si evidenzia un esubero di aree con destinazione sportiva rispetto al fabbisogno anche prospettico della popolazione.

D'altronde risulta deleterio pensare di ampliare ulteriormente spazi commerciali/uso uffici lungo l'asse Arco-Riva già congestionato da una ipertrofica presenza di centri commerciali e dove esiste una potenzialità edificatoria ad uso commerciale ancora inespressa. Con ciò sacrificando gli ultimi spazi verdi agricoli rimasti tra l'urbanizzato di Arco e quello di Riva. La legge provinciale 15/2008 (Distretto agricolo del Garda trentino) nella cartografia allegata alla legge ha previsto di riservare l'area ad uso agricolo per garantire la continuità con le aree agricole circostanti.

Sarebbe anzi auspicabile il ripristino a verde agricolo della porzione dell'area ora occupata dal PalaGarda una volta venuto meno il suo impiego per manifestazioni sportive.

Dal punto di vista paesaggistico sarebbe devastante chiudere forse l'ultimo varco verde rimasto lungo l'asse Arco-Riva precludendo l'ultimo cono di visuale rimasto libero.

Regalo quindi ad alcuni privati, tra i quali risulta anche chi in passato ha ottenuto dalla amministrazione generosi "regali" urbanistici.

Aggiungiamo ad abundantiam il passaggio di un elettrodotto dell'alta tensione che rende la localizzazione non certo idonea all'insediamento di attività umane.

4. Varignano - Via delle Grazie incremento di mc. 1.700

L'espansione della capacità ricettiva avverrebbe su un'area attualmente usufruita a parcheggio per i residenti del complesso ITEA ubicato immediatamente a sud. L'intervento prevede la realizzazione di nuovi parcheggi pubblici ubicati lontano (a nord e ad ovest del centro storico) dal luogo di residenza dei locatari ITEA. In particolare pare del tutto incongrua la localizzazione del parcheggio pubblico in uscita dal nucleo storico in direzione Padaro-S. Giovanni che può essere usufruito solo dopo aver oltrepassato la strettoia del centro storico. Risulta inoltre oltremodo oneroso per il comune predisporre in quel sito un parcheggio pubblico per effetto dei rilevanti lavori di sbancamento e consolidamento del suolo che si rendono necessari data la morfologia del terreno. Anche qui sorge il forte sospetto di aver favorito gli interessi del proprietario dell'area.

Sarebbe preferibile confermare la localizzazione del parcheggio pubblico di attestamento dei nuovi insediamenti residenziali lungo via Vittorio Veneto e per quanto riguarda il centro storico all'inizio di via Frisoni come previsto dall'attuale PRG.

5. Vigne - Via Passo Buole incremento di mc. 900

Nella relazione introduttiva si evidenzia che a Vigne si verifica una corposa eccedenza di parcheggi pubblici rispetto al fabbisogno anche prospettico. Non si comprende quindi la necessità di disporre di un ulteriore parcheggio pubblico e di una espansione del residenziale. È opportuno invece ripristinare la destinazione agricola e di protezione del centro storico.

6. Arco Nuova - Via Cerere incremento di mc. 1.300

Ancora più contraddittorio, rispetto al precedente, è questo intervento che prevede un parcheggio pubblico per rimessaggio camper all'incrocio di via Cerere con via Venezia concedendo al privato un corposo aumento di volumetrie. Rimarchiamo innanzitutto che lì non esiste alcun bisogno di ulteriori parcheggi pubblici (quelli limitrofi sono largamente inutilizzati). L'ubicazione poi di un parcheggio camper sembra del tutto inappropriata rispetto ad altre più vicine al centro storico (Caneve, Cimitero, Prabi). In realtà questa collocazione sembra funzionale alle residenze turistiche Arco Vacanze riconducibili agli stessi proprietari dell'area oggetto di compensazione.

Si tratta quindi con tutta evidenza di un ingiustificato regalo ai proprietari delle p.f. interessate, già in passato beneficiari di cambiamenti di destinazioni d'uso da agricolo a residenziale.

Si chiede pertanto di destinare l'area a verde privato al servizio delle residenze turistiche.

7. Massone - Via Cappuccini incremento di mc. 6.500 a canone moderato e mc. 1550 residenziale

Pur valutando equilibrato l'intervento, ci sembra rilevante per il comune l'onere di creare una nuova viabilità.

8. Pratosaiano - Incremento di mc. 500

Riteniamo che l'intervento sia nell'interesse della collettività. Particolare attenzione deve essere riservata alla qualità estetica della nuova volumetria da inserire in modo armonico nel contesto del centro storico di Massone. Come già rilevato nella parte introduttiva riteniamo il valore economico attribuito al verde agricolo nella determinazione della compensazione ben al di sopra delle attuali quotazioni di mercato.

9. S. Giorgio - Incrocio via Cavallo incremento mc. 2.700

Anche in base ai dati forniti dalla relazione introduttiva non sussiste il bisogno di espandere l'area sportiva/di interesse comune attualmente attiva nella frazione. Una rilevante criticità è poi costituita dalla previsione di un'area residenziale in prossimità di un'antenna per telecomunicazioni fonte di pericoloso inquinamento elettromagnetico.

Si chiede pertanto che venga ripristinato l'uso agricolo dell' area.

10. S. Giorgio - Via Cavallo-via Piave incremento di mc. 1.400 a canone moderato e mc. 1.100 residenziale

Nella relazione introduttiva si evidenzia un'esigenza di aumentare la capacità ricettiva nel territorio del comune. In questo caso come per l'area di completamento alberghiero collocato a sud del Boccon d'Oro (dietro Arredamenti Del Fabbro) si riducono le aree con destinazione ricettiva/alberghiera. Nel suo complesso la variante 14 riduce la capacità ricettiva prevista dal PRG il che sembra in evidente contraddizione con le premesse.

11. Grotta - Incremento di mc. 300

Valutiamo positivamente l'intervento.

12. Vigne - Via Carducci incremento di mc. 550

Come già segnalato per l'intervento in via Passo Buole non sussiste il bisogno di incrementare la dotazione di parcheggi pubblici nella zona. Inoltre pare dal punto di vista paesaggistico negativo intaccare l'area verde a protezione del centro storico e creare nuove volumetrie attorno alla villa d'epoca ed al compendio del Sanaclero che si profila sullo sfondo.

Teniamo presente che lungo via Carducci è previsto un ampio parcheggio pubblico ad est del complesso scolastico.

13. S. Martino - Incremento di mc. 1.500

La variante prevede di intaccare l'area di protezione del centro storico di S. Martino con volumetrie residenziali e aree adibite a verde pubblico e a parcheggio che attualmente il PRG situa con ben maggiore coerenza all'inizio di via Maino e su via Volta.

Non ricorrendo il bisogno di creare in zona nuovi parcheggi né di incrementare le volumetrie esistenti non si comprende l'interesse pubblico dell'intervento. In scadenza del vincolo espropriativo si chiede pertanto di destinare ad uso verde privato l'area attualmente vincolata.

14. Bolognano - Via Oratorio-via Soccesure incremento di mc. 2.000

Vista la carenza di verde pubblico a Bolognano l'intervento rientra nell'interesse pubblico. Vi è però la preoccupazione che le volumetrie residenziali escludano la vista del centro storico da via Soccesure. Sarebbe auspicabile una collocazione del nuovo edificato che non escluda questo scorcio.

15. Arco Centro - S. Anna Foro Boario

L'intervento previsto si presenta molto delicato per l'impatto dal punto di vista della percezione urbana trattandosi del punto di entrata principale al centro storico.

La variante non fornisce prescrizioni affinché l'edificazione che sostituirà l'attuale struttura adibita ad officina (identificata n.7) e le retrostanti strutture (n. 6 e 7) si inserisca in modo armonico nel contesto degli edifici circostanti.

Sembra poi del tutto generoso nei confronti del privato, già ampiamente gratificato dall'incremento di valore prodotto dal cambio di destinazione d'uso particolarmente vantaggioso in funzione della posizione occupata, riconoscergli nel meccanismo della compensazione anche l'onere del trasferimento dell'attività.

Interventi su assetto viabilistico vigente

Siamo favorevoli al mantenimento del collegamento di progetto ma solo ciclopedonale tra l'incrocio di via Ovo-via Verona e via Cerere-via Venezia per consentire a pedoni e ciclisti di accedere in sede protetta dalle frazioni del Romarzollo alla via S. Caterina e quindi al centro di Arco. Attualmente non esiste un percorso ciclopedonale protetto che assicuri questo collegamento.

Questo collegamento avrebbe anche, sotto il profilo urbanistico, l'importante funzione di stabilire il limite della espansione urbanistica ad ovest dell'asse Arco-Riva e quindi di tutela del verde agricolo.

Siamo contrari alla cancellazione del collegamento ciclopedonale tra via Volta-via Maino- rotatoria tratto nord circonvallazione che consente ai residenti della Moletta e di S. Martino di raggiungere in percorso protetto la passerella sul Sarca e di lì raggiungere il centro storico di Arco.

D. Conclusioni

La variante 14 è inaccettabile in quanto presenta almeno 3 vizi capitali:

a) per l'ampiezza e la profondità dell'intervento si configura di fatto come un nuovo PRG senza averne seguito la procedura prescritta, senza essere stata inquadrata in un organico piano urbanistico della Comunità di Valle, elaborata senza aver seguito un metodo partecipativo della cittadinanza e senza aver condotto le indispensabili analisi socio-economiche indicatrici dei bisogni della nostra comunità;

b) concede pesanti aumenti di volumetrie residenziali e commerciali (oltre mc. 50.000) ben al di là dei fabbisogni, peraltro in assenza di un censimento di quelle esistenti inutilizzate /sottoutilizzate e delle potenzialità edificatorie previste dall'attuale PRG ancora inespresse;

c) prevede numerose azioni di compensazione attraverso le quali si procede ad un'ingiustificata ulteriore rilevante cementificazione del territorio privilegiando, in non pochi casi, interessi privati. Ci pare in particolare politicamente ed eticamente inaccettabile la concessione di nuove volumetrie per farsi finanziare da privati opere pubbliche quando sussiste la possibilità di ricorrere a finanziamenti pubblici.

Di fronte alla decadenza del vincolo espropriativo di aree previste con destinazione d'uso collettivo l'amministrazione avrebbe dovuto più correttamente modificarne la destinazione a verde privato o ad agricolo rimandando al nuovo PRG la scelta più appropriata e motivata delle aree di interesse pubblico. La variante avrebbe dovuto limitarsi ad intervenire solo nei pochi circoscritti casi di improrogabili esigenze della collettività.

Il coordinamento delle Associazioni ambientaliste dell'Alto Garda e Ledro (Amici della Terra, Italia Nostra, Comitato per lo Sviluppo Sostenibile, WWF Sezione Trentino A.A.).

Arco, 15 ottobre 2013

Firmato per il Coordinamento Ambientalista Alto Garda:

Amici della Terra Paolo Barbagli

Comitato per lo Sviluppo Sostenibile Duilio Turrini

Italia Nostra Federica Fanizza

WWF sezione Trentino Alto Adige Carla Del Marco



ARCO VARIANTE 14: LA RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

VARIANTE 14: considerazioni e commenti su alcune critiche

Nelle 17 pagine di osservazioni che il Coordinamento ambientalista fa alla Variante 14 al Prg arcense, non vi è traccia del Punto 2.9 che, modificando l'articolo 61 che norma le "aree di protezione dei contesti paesaggistici", introduce restrizioni relativamente alle possibilità di ampliamento volumetrico.

L'area in oggetto, in ottemperanza alla Mozione presentata dalla Maggioranza il 6 maggio 2013 e denominata "Tutela e protezione dell'Olivaia nel Comune di Arco", aumenta dell'81% passando dai c.a. 286 ai c.a. 518 ettari, e preservando così olivaia e castagneti da costruzioni indiscriminate.


D'altra parte è solo con tale tipo di omissioni che si può tentare di propagandare solo negativamente la Variante, parlando di "incredibile aumento di volumetrie" e "colate di cemento".

La Variante, invece, muove dall'esigenza di intervenire sulla scadenza dei "vincoli espropriativi" , fare pulizia fra i "retini" di destinazione partendo dall'esigenza pubblica.

Per questo motivo non può attendere la conclusione del Piano territoriale della Comunità.

Pone in campo, per la prima volta in modo sistematico, il metodo della "compensazione", per il quale l'aumento di valore del terreno ricade equamente fra le parti interessate, quella privata e quella pubblica, secondo parametri equilibrati e studi di previsione, compreso il censimento dei volumi (già fatto ed oggetto anche di una interrogazione) che il Coordinamento ritiene fondamentale.

Non solo non determinerà gli aumenti volumetrici contestati ma, rispetto alle previsioni di Piano, la Variante dimezza la possibilità edificatoria originaria sui terreni interessati di circa 180.000 mc (sic!), assicurando il rispetto degli standard urbanistici riferiti alle attrezzature e "riciclando" i volumi esistenti con l'utilizzo dei vuoti del tessuto urbano; ha inteso cancellare le potenzialità edificatorie di alcune aree pubbliche, riducendo e controllando maggiormente quelle private e ponendo particolare attenzione all'esigenza dell'edilizia residenziale pubblica e a canone moderato.

Inoltre, in questi tre anni di amministrazione, nemmeno la metà della possibilità edificatoria previsionale per il comune di Arco è stata utilizzata.

Quanto all'edilizia ricettiva, la sua riduzione è dovuta alla ricollocazione in aree con maggiori e, soprattutto, reali possibilità edificatorie e di sviluppo turistico-alberghiero.

Ci chiediamo, infine, quanti e quali altri termini critici ( che possano superare l "ad personam") avrebbe dovuto escogitare il Coordinamento ambientalista se la Maggioranza non avesse deciso di cassare la compensazione della Villa Miravalle, rinunciando ad un immediato interesse pubblico (il finanziamento di parte del Parco delle Braile) proprio in coerenza con la tutela dell'olivaia di cui sopra.

Anzi, l'iter istruttorio per questo intervento urbanistico (la Variante 14) - che ha visto la partecipazione dei Comitati e attende osservazioni - è stato caratterizzato proprio da una particolare attenzione all'equidistanza e al disinteresse verso l'identità dei soggetti interessati.

Insomma, quella del Coordinamento ambientalista è un'analisi encomiabile per dedizione ma minata da molto pregiudizio e da alcune "sviste"; che non fanno bene alla consapevolezza collettiva e, in ultima analisi, proprio all'ambiente che si vuole preservare.

Arco 8/10/2013

LA COALIZIONE

"INTESA DEMOCRATICA"

ARCO


I FINALISTI DEL PREMIO "NEMICO DELLA TERRA 2013"

Gli "Amici della Terra e dell'Alto Garda", dopo un lungo iter di discussioni e votazioni che si sono protratte diversi mesi, a dimostrazione della consapevolezza del cresciuto "peso" mediatico e politico del poco ambito Premio, il cui scopo è peraltro soprattutto quello di segnalare situazioni e di sensibilizzare l'opinione pubblica su temi ambientali altrimenti poco conosciuti, comunicano di avere scelto i seguenti 5 finalisti tra persone, enti, Associazioni, progetti e manufatti che nel 2012 si siano distinti nella manomissione e distruzione dell?ambiente alto gardesano. Tra questi sarà prossimamente votato il vincitore 2013 del Premio.

Le discussioni, come nel caso del Premio gemello "Amico della Terra", sono sempre state pubbliche e aperte a tutti, così come le segnalazioni, che sono pervenute da soci, simpatizzanti e anche da semplici cittadini, mentre le votazioni sono state, come sempre, segrete e riservate ai soci degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro". Si ricorda altresì, per cercare di evitare strumentalizzazioni e polemiche di tipo politico e partitico, la completa autonomia degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" da qualsiasi associazione e/o organizzazione politica, che non esclude l'appartenenza ed anche la militanza politica-partitica a titolo personale dei singoli soci.

FINALISTI (in ordine alfabetico)

CENTRO PROTEZIONE CIVILE DI ARCO

Progettato nel 2007 da Marco Angelini, Alfredo Ingletti e Glauco Pigoli, nel corso del 2012 lo si è visto sorgere nelle campagne di Caneve (Arco), Nelle motivazioni della Commissione che ha esaminato i diversi progetti presentati si legge che "il progetto assume pienamente e consapevolmente il proprio ruolo nella definizione del paesaggio contemporaneo. Sono l'essenzialità del disegno e il rigore formale a innescare un dialogo "in contrappunto" tra l'edificio e il profilo irregolare del massiccio morenico".

Al di là delle perplessità sull'opportunità di realizzare un Centro per la Protezione civile (del costo di oltre 4 milioni di euro) per il solo Comune di Arco, invece di accentrare e razionalizzare tale servizio in un unico polo per l'intero Alto Garda, appare evidente, in netto contrasto con l'enfatico giudizio sopra citato, il devastante impatto estetico e paesaggistico di una simile enorme costruzione nel mezzo di una campagna che era rimasta tra le poche intatte della piana dell'Alto Garda.

Si tratta infatti di un manufatto di 12 mila metri cubi, su una superficie di circa 2400 metri quadrati, costruito non in un ambiente già antropizzato e degradato, dove si sarebbe in qualche modo mimetizzato, bensì in un territorio a forte vocazione agricola e finora incontaminato.

CICLOPISTA DEL GARDA NAVENE-TORBOLE

Con l'inserimento tra i "Nemici della Terra" della progettata pista ciclabile nel tratto Navene-Torbole (ma il discorso vale anche per l?analogo progetto da Limone a Riva) non si deve intendere una contrarietà assoluta a questa realizzazione, bensì soltanto una seria perplessità di fronte a soluzioni tecniche, come per esempio la prospettata passerella pensile al Corno di Bò (vedi foto :ma qui èindispensabile recuperare il rendering che tutti abbiamo a suo tempo visto), che a nostro parere rappresentano una intollerabile violazione paesaggistica di uno dei punti più belli della costa gardesana. Perplessità del resto già esternata nel giugno 2012 dal Coordinamento ambientalista dell'Alto Garda, del quale gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" fanno parte fin dalla nascita. Gli "Amici della Terra" sono comunque pronti a valutare con spirito costruttivo, senza preclusioni preconcette, ogni diversa soluzione del problema che sia rispettosa del paesaggio e dell'ambiente (per esempio, ove sia possibile, utilizzando tratti di strada dismessa o semplici allargamenti della sede stradale esistente)

NERIO GIOVANAZZI

Nerio Giovanazzi, Consigliere provinciale della P.A.T., si segnala per avere presentato, nel novembre 2012, un Progetto di Mobilità per l?Alto Garda, denominato "Trasporto a fune per una mobilità urbana ecosostenibile".

Tale progetto prevede due impianti funiviari e uno su rotaia sopraelevata. Il primo impianto a fune, denominato "linea azzurra", dal Centro Congressi di Riva del Garda a Nago, con quattro stazioni (a Riva, sul Monte Brione, al Linfano e a Nago) e lunghezza complessiva di 3,6 km; il secondo impianto a fune, denominato "linea gialla", dal Linfano ad Arco, con tre stazioni (al Linfano, alla Maza e ad Arco), di lunghezza complessiva di 4,5 km. Infine, una rotaia sopraelevata, denominata People Mover, dalla Baltera al Centro Congressi di Riva, di 1,8 km di lunghezza. Il costo previsto del progetto sarebbe di 88 milioni di Euro per i due impianti funiviari, mentre il costo del progetto su rotaia non viene quantificato, ma si ritiene almeno tra i 30 e 40 milioni di Euro.

Tale progetto, presentato allo scopo dichiarato di alleviare il problema del traffico nell'Alto Garda e di essere "ecosostenibile", appare in primo luogo del tutto inadeguato a risolvere i problemi di mobilità dell'Alto Garda, con costi di costruzione e di gestione, questi ultimi quantificati dal proponente (e per i soli 2 impianti funiviari) in 6,2 milioni di Euro/anno, insostenibili per qualsiasi privato o Societàpubblica. Infine, e questo rappresenta il motivo principale del nostro dissenso, tale progetto appare di un evidente e disastroso impatto paesaggistico, con una serie di piloni alti parecchi metri infilati in un ambiente così delicato, e per altri versi già pesantemente deturpato dall'intervento umano degli ultimi 50 anni, come quello dell'Alto Garda.

GIUNTA DELLA COMUNITA' "ALTO GARDA E LEDRO"

Per non aver utilizzato il metodo partecipativo nell'iter decisionale del Piano Territoriale della Comunità di Valle (PTC), e per non aver incaricato per la sua elaborazione figure professionali multidisciplinari, considerata la complessità e l'importanza della materia. L'incarico è stato conferito a un architetto esperto di urbanistica, ma ovviamente non in grado di coprire tutte le competenze necessarie per affrontare in modo approfondito i vari aspetti del Piano.

Difatti la Giunta della CdV ha adottato il metodo concertativo, che pur coinvolgendo circa 120 portatori di interesse nei vari tavoli predisposti, non ha interpellato direttamente i cittadini dell?Alto Garda e Ledro che sono i maggiori interessati. La creazione del sito www.lacomunitadelleidee.it non costituisce un metodo partecipativo ma una iniziativa di "facciata" per poter affermare la formale partecipazione dei cittadini.

Ciò soprattutto in considerazione del fatto che il PTC non può essere considerato uno strumento di pianificazione del territorio solo dal punto di vista urbanistico e di tutela del paesaggio, bensì una formidabile occasione per definire e orientare lo sviluppo sociale, economico, ambientale e culturale della Comunità, e pertanto dovrebbe coinvolgere non solo una gamma articolata di competenze tecniche, ma l'intera Comunità così da promuovere un percorso decisionale veramente partecipato.

TETTOIA EX TENNIS ARCO

Il progetto di una tettoia in cemento e acciaio sul sedime dell'ex tennis ai giardini di Arco, voluto dal Comune di Arco a servizio del cosiddetto "mercato contadino", ha incontrato la netta contrarietà di un Comitato spontaneo di cittadini e delle Associazioni ambientaliste che fanno riferimento al Coordinamento ambientalista del Basso Sarca. Contrarietà motivata in un giudizio di inutilità (il "mercato contadino" non ha bisogno di una simile copertura stabile), costosità (la spesa prevista è di almeno 250.000 Euro, dei quali 16.000 già spesi per la stesura del progetto), incongruità con il paesaggio urbano nel quale si inserirebbe (un giardino e il palazzo del Casinò in stile Liberty), dannosità ambientale (il sacrificio di diverse piante che circondano l'area).

Da parte del predetto Comitato è stato anche presentato un progetto alternativo della naturalista Chiara Parisi, che propone, rifacendosi allo stato della zona nei primi anni del '900, un allargamento dei giardini circostanti e il ripristino di un antico laghetto con ninfee.

In seguito a questa iniziativa il Comune ha per il momento prudentemente "fermato" il progetto, che va, secondo il nostro parere e per i motivi sopra sommariamente menzionati, definitivamente accantonato, prendendo in considerazione invece l'idea alternativa prospettata, alla quale gli "Amici della Terra" danno pieno appoggio.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva del Garda, settembre 2013

ECCO IL NEMICO DELLA TERRA 2013: NERIO GIOVANAZZI

Gli "Amici della Terra e dell'Alto Garda", dopo un lungo iter di discussioni e votazioni che si sono protratte diversi mesi, a dimostrazione della consapevolezza del cresciuto "peso" mediatico e politico del poco ambito Premio, il cui scopo è peraltro soprattutto quello di segnalare situazioni e di sensibilizzare l'opinione pubblica su temi ambientali altrimenti poco conosciuti, e dopo avere atteso l'esito delle elezioni Provinciali del 27 ottobre, al fine di non influenzarne l'esito, risultato peraltro favorevole al vincitore sotto menzionato, comunicano di avere scelto il vincitore tra i 5 finalisti tra persone, enti, Associazioni, progetti e manufatti che nel 2012 si siano distinti nella manomissione e distruzione dell'ambiente alto gardesano, già comunicati il 21.9.2013.

Il vincitore è risultato NERIO GIOVANAZZI, con le seguenti motivazioni.

Nerio Giovanazzi, Consigliere provinciale della P.A.T., si segnala per avere presentato, nel novembre 2012, un Progetto di Mobilità dell'Alto Garda, denominato "Trasporto a fune per una mobilità urbana ecosostenibile" (https://www.youtube.com/watch?v=Opr_4XI5dJs https://www.youtube.com/watch?v=hjr7BNU2f0M https://www.youtube.com/watch?v=4z7JCxwXu60 )

Il progetto prevede due impianti funiviari e uno su rotaia sopraelevata. Il primo impianto a fune, denominato "linea azzurra", dal Centro Congressi di Riva del Garda a Nago, con quattro stazioni (a Riva, sul Monte Brione, al Linfano e a Nago), e lunghezza complessiva di 3,6 km; il secondo impianto a fune, denominato "linea gialla", dal Linfano ad Arco, con tre stazioni (al Linfano, alla Maza e ad Arco), di lunghezza complessiva di 4,5 km. Infine, una rotaia sopraelevata, denominata People Mover, dalla Baltera al Centro Congressi di Riva, di 1,8 km di lunghezza. Il costo previsto del progetto sarebbe di 88 milioni di Euro per i due impianti funiviari, mentre il costo del progetto su rotaia non viene quantificato, ma si ritiene almeno tra i 30 e 40 milioni di Euro.

Tale progetto, presentato allo scopo dichiarato di alleviare il problema del traffico nell'Alto Garda e di essere "ecosostenibile", appare in primo luogo del tutto inadeguato a risolvere i problemi di mobilità dell'Alto Garda, con costi di costruzione e di gestione, questi ultimi quantificati dal proponente (e per i soli 2 impianti funiviari) in 6,2 milioni di Euro/anno, insostenibili per qualsiasi privato o Società pubblica. Infine, e questo rappresenta il motivo principale del nostro dissenso, tale progetto appare di un evidente e disastroso impatto paesaggistico, con decine di piloni alti almeno una decina di metri in un ambiente così delicato, e per altri versi già pesantemente deturpato dall'intervento umano degli ultimi 50 anni, come quello dell'Alto Garda.

Si ricorda che nell'Albo d'oro del Premio sono entrati: nel 2006 Vito Oliari, sindaco di Tiarno di Sopra (finalisti Silvano Grisenti, i fratelli Lunelli, Adalberto Mosaner, la Procura della Repubblica di Rovereto); nel 2007 l'Amministrazione Comunale di Riva (finalisti Giorgio Domenichelli, Mauro Malfer, Fabrizio Miori, TERNA -Rete Elettrica Nazionale S.P.A.); nel 2008 Gianmarco Marocchi, sindaco di Tenno (finalisti il Comune di Tiarno di Sopra, Forza Italia del Trentino, la Giunta Comunale di Riva, l'Ufficio Gestione strade della Provincia); nel 2009 Patrimonio del Trentino S.P.A. (finalisti Silvio Berlusconi, Giancarlo Tonelli, la Commissione Edilizia di Riva, Gianmarco Marocchi), nel 2010 la Commissione Comprensoriale per la Tutela Paesaggistico ambientale del C9 (finalisti la Alto SAS, la Cartiera Fedrigoni di Varone, Savio Lucio Piana della SOGAP, la "Progetto Altissimo" srl); nel 2011 il Parcheggio Monte Oro di Riva del Garda (finalisti Pietro Matteotti, Adalberto Mosaner, ex Sanatorio Argentina/Olivenheim di Arco, Chicco Testa), nel 2012 Mauro Ottobre (finalisti la bonifica agraria ai Gazzi (Bolognano di Arco), il Comitato Viabilità Nago-Torbole, la Comunità di Valle dell'Alto Garda e Ledro, la discarica della Maza).

GLI ALTRI FINALISTI (in ordine alfabetico)

CENTRO PROTEZIONE CIVILE DI ARCO

Progettato nel 2007 da Marco Angelini, Alfredo Ingletti e Glauco Pigoli nelle campagne di Caneve (Arco), si legge nelle motivazioni della Commissione che ha esaminato i diversi progetti presentati che "il progetto assume pienamente e consapevolmente il proprio ruolo nella definizione del paesaggio contemporaneo.Sono l'essenzialità del disegno e il rigore formale a innescare un dialogo in contrappunto tra l'edificio e il profilo irregolare del massiccio morenico."

Al di là delle perplessità sull'opportunità di un simile Centro (del costo di oltre 4 milioni di euro) per il solo Comune di Arco, invece di accentrare e razionalizzare tale servizio in un unico Polo per l'intero Alto Garda, appare evidente, ad uno sguardo profano come il nostro, e contrariamente al giudizio estetico sopra citato, il devastante impatto estetico e paesaggistico di una simile enorme costruzione nel mezzo di una campagna che era rimasta tra le poche intatte della piana dell'Alto Garda.

Si tratta infatti di un manufatto di 12 mila metri cubi, su una superficie di circa 2400 metri quadrati, costruito non in un ambiente già degradato e antropizzato, dove si sarebbe in qualche modo mimetizzato, bensì in un territorio a forte vocazione agricola e finora incontaminato.

CICLOPISTA DEL GARDA NAVENE-TORBOLE

Con l'inserimento tra i "Nemici della Terra" della progettata pista ciclabile nel tratto Navene-Torbole (ma il discorso vale anche per l'analogo progetto da Limone a Riva) non si deve intendere una contrarietà assoluta a questa realizzazione, bensì soltanto una seria perplessità di fronte a soluzioni tecniche, come per esempio la prospettata passerella pensile al Corno di Bò (v. foto), che a nostro parere rappresentano una grave violazione paesaggistica di uno dei punti più belli della costa gardesana. Come del resto già esternato nel giugno 2012 dal Coordinamento ambientalista dell'Alto Garda, del quale gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" fanno parte fin dalla nascita. Gli "Amici della Terra" sono comunque pronti a valutare con spirito costruttivo ogni soluzione del problema (p. es., ove sia possibile, utilizzando tratti di strada dismessa o semplici allargamenti della strada esistente) che sia rispettosa del paesaggio e dell'ambiente, senza preclusioni preconcette.

GIUNTA DELLA COMUNITA' "ALTO GARDA E LEDRO"

Per non aver utilizzato il metodo partecipativo nell'iter decisionale del Piano Territoriale della Comunità di Valle (PTC), e per non aver incaricato per la sua elaborazione figure professionali multidisciplinari, considerata la complessità e l'importanza della materia. L'incarico è stato conferito a un architetto esperto di urbanistica ma sprovvisto delle competenze necessarie per affrontare in modo approfondito i vari aspetti del Piano.

Difatti la Giunta della CdV ha adottato il metodo concertativo che pur coinvolgendo circa 120 portatori di interesse nei vari tavoli predisposti, non ha interpellato direttamente i cittadini dell?Alto Garda e Ledro che sono i maggiori interessati. La creazione del sito www.lacomunitadelleidee.it non costituisce un metodo partecipativo ma una iniziativa di "facciata" per poter affermare la formale partecipazione dei cittadini.

D'altra parte il PTC non può essere considerato uno strumento di pianificazione del territorio solo dal punto di vista urbanistico e di tutela del paesaggio ma una formidabile occasione per definire lo sviluppo sociale, economico, ambientale e culturale della Comunità, e pertanto dovrebbe coinvolgere l'intera Comunità e promuovere un percorso decisionale veramente partecipato.

TETTOIA EX TENNIS ARCO

Il progetto di una tettoia in cemento e acciaio sul posto dell'ex tennis ai giardini di Arco, voluto dal Comune di Arco a servizio del cosiddetto "mercato contadino", ha incontrato la netta contrarietà di un Comitato spontaneo di cittadini e delle Associazioni ambientaliste che si riferiscono al Coordinamento ambientalista del Basso Sarca, motivata in un giudizio di inutilità (il "mercato contadino" non ha bisogno di una simile copertura stabile), costosità (la spesa prevista è di almeno 250.000 Euro, dei quali 16.000 già spesi per la stesura del progetto), incongruità con il paesaggio urbano nel quale si inserirebbe (un giardino e il palazzo del Casinò in stile Liberty), dannosità ambientale (il sacrificio di diverse piante che circondano l'area).

Da parte del predetto Comitato è stato anche presentato un progetto alternativo della naturalista Chiara Parisi, che propone, rifacendosi allo stato della zona nei primi anni del '900, un allargamento dei giardini circostanti e il ripristino di un antico laghetto con ninfee.

In seguito a questa iniziativa il Comune ha per il momento prudentemente "fermato" il progetto, che va, secondo il nostro parere e per i motivi sopra sommariamente menzionati, definitivamente accantonato, prendendo in considerazione invece l'idea alternativa prospettata, alla quale gli "Amici della Terra" danno pieno appoggio.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva del Garda, 10.11.2013

QUESTO TRENTINO - dicembre 2013
Un premio a Nerio Giovanazzi

Gli "Amici della Terra e dell'Alto Garda", dopo un lungo iter di discussioni e votazioni che si sono protratte diversi mesi, a dimostrazione della consapevolezza del cresciuto peso mediatico e politico del poco ambito premio "Nemico della Terra", il cui scopo è soprattutto quello di segnalare situazioni e di sensibilizzare l'opinione pubblica su temi ambientali altrimenti poco conosciuti, e dopo avere atteso l'esito delle elezioni provinciali del 27 ottobre, al fine di non influenzarne l'esito, risultato peraltro favorevole al vincitore sotto menzionato, comunicano di avere scelto il vincitore tra i 5 finalisti tra persone, enti, associazioni, progetti e manufatti che nel 2012 si siano distinti nella manomissione e distruzione dell'ambiente alto gardesano.

Il vincitore è risultato Nerio Giovanazzi, con le seguenti motivazioni: Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale, si segnala per avere presentato, nel novembre 2012, un progetto di mobilità dell'Alto Garda, denominato "Trasporto a fune per una mobilità urbana ecosostenibile".

Il progetto prevede due impianti funiviari e uno su rotaia sopraelevata. Il primo impianto a fune, denominato "Linea azzurra", dal Centro Congressi di Riva a Nago, con quattro stazioni (a Riva, sul Monte Brione, al Linfano e a Nago), e lunghezza complessiva di 3,6 km; il secondo impianto a fune, denominato "Linea gialla", dal Linfano ad Arco, con tre stazioni (al Linfano, alla Maza e ad Arco), di lunghezza complessiva di 4,5 km. Infine, una rotaia sopraelevata, denominata People Mover, dalla Baltera al Centro Congressi di Riva, di 1,8 km di lunghezza. Il costo previsto del progetto sarebbe di 88 milioni di euro per i due impianti funiviari, mentre il costo del progetto su rotaia non viene quantificato, ma si ritiene almeno tra i 30 e 40 milioni.

Tale progetto, presentato allo scopo dichiarato di alleviare il problema del traffico nell'Alto Garda e di essere ecosostenibile, appare in primo luogo del tutto inadeguato a risolvere i problemi di mobilità dell'Alto Garda, con costi di costruzione e di gestione, questi ultimi quantificati dal proponente (e per i soli 2 impianti funiviari) in 6,2 milioni di euro/anno, insostenibili per qualsiasi privato o società pubblica. Infine, e questo rappresenta il motivo principale del nostro dissenso, tale progetto appare di un evidente e disastroso impatto paesaggistico, con decine di piloni alti almeno una decina di metri in un ambiente così delicato, e per altri versi già pesantemente deturpato dall'intervento umano degli ultimi 50 anni, come quello dell'Alto Garda.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro


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