2010
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RIPRENDE L'ATTIVITA' DEGLI AMICI DELLA TERRA JUNIOR: I BABBI NATALE DISTRIBUISCONO VOLANTINI


RIVA: SACCHETTI PER CANI
Gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" desiderano segnalare all'Amministrazione Comunale di Riva del Garda e ai cittadini la presenza, sul territorio comunale di Riva del Garda, di 25 contenitori di sacchetti e palette per la raccolta degli escrementi dei cani, da diversi anni sprovvisti sia di sacchetti che di palette, e quindi del tutto inutili.
La lodevole iniziativa di dotare la città di tali contenitori, con l'evidente intento di agevolare i possessori di cani nel tenere pulita la città, è stata presa nell'ormai lontano 1994, quando la Giunta Comunale di allora, con delibera 736 del 3 agosto, decise l'acquisto di 25 "contenitori in lamiera zincata per raccolta escrementi cani", seguita 3 anni dopo dalla decisione di acquistare 10.000 sacchetti e palette dalla Ditta "Città pulita" di Venezia (del. 3564 del 17.9.1997).
Da allora più nulla, esauriti i 10.000 sacchetti nessuno si è più preoccupato di riempire i contenitori, che però rimangono tuttora, a testimoniare, in una città che ha nel turismo la sua risorsa principale, scarsa attenzione alla cura di quei particolari che rendono una città gradevole o no agli ospiti.
Pertanto, gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" chiedono che l'Amministrazione Comunale prenda una delle due decisioni:
1. togliere i succitati contenitori, perché inutili ed antiestetici, ed affidare quindi ai possessori di cani l'onere, anche finanziario, di fornirsi autonomamente dei mezzi per rimuovere le deiezioni dei propri cani;
2. provvedere a rifornire con continuità tali contenitori, contribuendo a incoraggiare, anche economicamente, i possessori di cani nel tenere pulita la città; possibilmente sostituendo i sacchetti di materiale plastico con quelli in materiale biodegradabile (tipo quelli in mater-bi). Si segnala qui che sempre più numerose sono le città che si orientano in questo senso, come p.es. Venezia, Padova, Ravenna e Gorizia.
Il finanziamento della seconda ipotesi, che francamente ci sembra da preferire, può essere facilmente ottenuto multando i proprietari maleducati, che non puliscono le cacche dei loro simpatici amici a quattro zampe.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva del Garda, 20.1.2010

ECOSIA: UN MOTORE DI RICERCA ECOLOGICO
Ogni volta che clicchiamo in Internet con un motore di ricerca, come p. es. Google e Yahoo, noi facciamo guadagnare qualche centesimo ai proprietari di quel motore. Così facendo, essendo ogni giorno milioni in tutto il mondo gli utilizzatori, i guadagni sono stratosferici.
Non molti sanno che è da poco nato un motore di ricerca ecologico, il cui fine ultimo è la protezione della foresta amazzonica, che è un fondamentale baluardo della biodiversità e degli equilibri climatici del pianeta. Ogni clic su "Ecosia", questo è il nome del motore di ricerca, che è sostenuto da Yahoo, Bing e WWF, salverà due metri quadri di foresta pluviale, e al momento in cui scrivo (23.2.2010) ha già salvato 32.363.401 metri quadri, grazie appunto ad un progetto del WWF finanziato da Ecosia.
Si consideri, infatti, che negli ultimi 50 anni più della metà delle foreste pluviali del mondo sono state distrutte. Se solo l'1 % degli utenti di Internet usassero Ecosia, ogni anno si potrebbe salvare una foresta pluviale grande come la Svizzera.
Inoltre, i server di Ecosia sono alimentati con energie rinnovabili e pulite.
Gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" invitano pertanto tutti gli interessati alle sorti del pianeta ad usare questa opportunità a costo zero per loro, installando sul proprio computer "Ecosia" con pochi, semplici click. Basta infatti collegarsi a www.ecosia.com e seguire le istruzioni di installazione e si può da subito incominciare a salvare il verde del pianeta. La quantità salvata è tra l'altro visualizzata in tempo reale in un piccolo contatore verde in basso a destra.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 23.2.2010



CIPRESSI AL CONVENTO DELLE GRAZIE
Alla c.a. CONVENTO DELLE GRAZIE, ARCO
e, p.c., al COMUNE DI ARCO
TAGLIO CIPRESSI
Con riferimento alla notizia del taglio di due cipressi effettuato nel piazzale antistante il Santuario delle Grazie ad Arco, che sarebbero stati abbattuti, secondo notizie apparse sulla stampa, per non meglio precisate situazioni di pericolo connesse agli stessi,
gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" CHIEDONO
1. per quale esatto motivo vi è stato tale abbattimento
2. se è stata formulata al Comune di Arco la prevista richiesta di autorizzazione ai fini della tutela del paesaggio, per il taglio di piante ad alto fusto con diametro del tronco superiore a cm. 40 (articolo 93 lettera c) comma 1 ed articolo 99 della Legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 e ss.mm.)
3. se è prevista la sostituzione con analogo albero di alto fusto
Gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" ritengono che tale taglio, al di là dei reali motivi dell'abbattimento, rappresenti, oltre che un indubbio danno ambientale, in considerazione della enorme utilità degli alberi di alto fusto in ambito urbano nel migliorare la qualità dell'aria, nell'equilibrio della microfauna e nel moderare gli eccessi climatici, anche un notevole danno estetico, e chiedono che ora si provveda al più presto alla sostituzione con analoghi alberi di alto fusto, anche se ci vorranno altri 30-40 anni perché i nuovi alberi riescano ad avere gli stessi benefici effetti dei loro predecessori.
In attesa di una cortese risposta.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 6.3.2010


ELEZIONI COMUNALI 2010
Questionario su temi ambientali per i candidati sindaco di ......
Urbanistica
Nel suo programma elettorale sono previste nuove volumetrie ; eventualmente per quale destinazione d'uso ?
Quali iniziative e/o incentivi intende attivare per favorire il recupero delle volumetrie esistenti che risultano inutilizzate o sottoutilizzate ?
E' contemplata la creazione di nuove aree di verde pubblico ?
Quali linee-guida dovrebbe seguire , a suo giudizio, il futuro piano urbanistico della Comunità di valle ?
Mobilità
L'ipotizzato collegamento a doppia corsia Loppio-Busa comporterà inevitabilmente un'incremento del traffico veicolare sulla rete viaria della Busa, delle Gardesane e dei collegamenti con le valli limitrofe. Quali interventi ritiene necessari per evitare situazioni di congestione che possono paralizzare queste arterie ?
Quali progetti per favorire la mobilità leggera e quella su rotaia sono previsti dal suo programma di governo ?
Per rendere più efficace e quindi più utilizzato il trasporto pubblico quali azioni intende intraprendere ?
Ritiene utile estendere nel suo comune le aree pedonali ? Nel caso, quali ?
Gestione rifiuti
Vari comprensori trentini hanno attivato il sistema di raccolta rifiuti porta a porta con ottimi risultati in termini di riduzione del rifiuto indifferenziato. Ritiene opportuno pertanto introdurre anche nel nostro Comprensorio / Comunità di Valle questo sistema di raccolta ?
Una decisa contrazione del volume del rifiuto indifferenziato potrebbe rendere inutile o quantomeno diseconomico il sistema di incenerimento. In Veneto ( impianti di Vedelago, Preganziol ...) sono attivi sistemi di riciclaggio dell'indifferenziato che hanno reso inutile la costruzione di nuovi inceneritori. E ha conoscenza di queste esperienze ? Possono a suo parere essere replicabili anche nella nostra Provincia ?
Come è noto la discarica della Maza è fonte di gravi preoccupazioni per salute dei nostri concittadini. Quali provvedimenti ritiene debbano essere presi per superare la situazione di emergenza ambientale che attualmente viviamo ?
Risparmio energetico
Quali incentivi sono previsti nel suo programma di governo per favorire sistemi di autoproduzione di energie rinnovabili ?
Quali incentivi , nell'ambito delle competenze comunali, ritiene opportuno di introdurre nella disciplina urbanistica per incentivare abitazioni ad elevato risparmio energetico ?
E' favorevole alla centrale idroelettrica sull'Altissimo ? In caso contrario quali azioni concrete pensa utile attivare per contrastare questo progetto ?
Lotta alle varie forme di inquinamento ( aria, acqua, rumore, luce artificiale )
Quali misure concrete intende attivare per monitorare efficacemente le varie forme di inquinamento dell'aria , dell'acqua , acustico e luminoso ?
Sul fronte dell'inquinamento dell'aria quali provvedimenti ritiene più efficaci per migliorarne la qualità ?
Parco fluviale della Sarca
Nell'ambito del progetto preliminare dell'istituendo parco fluviale della Sarca è emerso prepotentemente il tema della portata d'acqua del fiume. Nei prossimi anni andranno in scadenze le varie concessioni di sfruttamento idroelettrico di cui è titolare oggi HDE. Quali iniziative pensa di intraprendere perché le future concessioni consentano di incrementare in misura importante la quantità d'acqua nel fiume ?
Per consentire un efficace decollo del parco fluviale si impegna a devolvere a favore del Parco almeno i contributi che il suo comune riceve annualmente dal BIM della Sarca ?
Progetto di sviluppo di Tremalzo.
E' favorevole al progetto Leali di sviluppo di Tremalzo ?
Ritiene debbano essere elargiti contributi pubblici per sostenere il progetto ?
COORDINAMENTO AMBIENTALISTA DELL'ALTO GARDA


RIVA: SCULTURE DELLA ROCCA
La sottoscritta Associazione "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", nell'apprendere che una delle sculture collocate da qualche anno nel parco della Rocca, "La Ballerina" di Paolo Minoli, è stata rimossa per essere ricollocata nel Parco dell'Ora (ex area Cattoi sud), esprime la propria soddisfazione per tale decisione, da tempo auspicata.
Ricorda a questo proposito di avere chiesto la ricollocazione di tutte le sculture moderne del parco della Rocca già nel lontano 2002, poiché "rappresentano una grave offesa estetica all'armonia complessiva del centro storico e del parco circostante la Rocca"..."in particolare risulta in stridente contrasto l'accostamento di un castello medioevale, circondato da edifici per la maggior parte antichi o comunque di un certo pregio architettonico...con sculture metalliche di enormi dimensioni e in stile astratto dal significato che ai più sfugge. La scrivente Associazione chiede pertanto che tali sculture vengano rimosse e, opportunamente restaurate, riposizionate in contesti più consoni".
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 8.4.2010



PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2010": I FINALISTI
Si comunica che gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", riuniti in assemblea pubblica, dopo lunghe discussioni hanno votato a scrutinio segreto per chi, persona, associazione o ente, nel corso del 2009 si sia particolarmente distinto nella salvaguardia dell'ambiente dell'Alto Garda e Ledro.
Contrariamente agli altri anni, quest'anno gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" hanno deciso di rendere pubblici i nomi dei finalisti del Premio "Amico della Terra 2010" solo in giugno, per non interferire con la campagna elettorale e le elezioni comunali, terminate con il ballottaggio di Arco del 30 maggio.
Hanno ricevuto voti il M.A.G. (Museo dell'Alto Garda), l'Associazione OPLA' di Riva, Franco Gatti (Consigliere Comunale di Riva), la Confraternita del Broccolo di Torbole, la Mnemoteca del Basso Sarca, il Comitato Lago di Loppio, la Cooperativa So.Le (Società Ledro Energia) di Molina di Ledro, Paolo Matteotti (Assessore del Comune di Riva), mentre i 5 finalisti sono risultati i seguenti (in ordine alfabetico), tra i quali verrà scelto il vincitore che verrà reso noto nel corso del consueto incontro-premiazione al Villino Campi, previsto per sabato 5 giugno alle ore 16.
Si ricorda che nel 2006 il vincitore è stato il giornalista Lorenzo Lucianer, nel 2007 il Comitato di San Giorgio, nel 2008 Duilio Turrini e nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei.
FINALISTI (IN ORDINE ALFABETICO)
ROBERTA ANGELINI
Assessore Verde all'Ambiente del Comune di Arco, nel breve periodo della sua carica si è distinta soprattutto per avere avviato l'iter progettuale del "Parco Fluviale del Sarca" quale Comune capofila tra i quattro impegnati nel progetto (con Arco vi sono Nago-Torbole, Dro e Riva del Garda). Di particolare interesse è stato il processo partecipativo, in cui Associazioni e singoli cittadini hanno dato il loro contributo, in un percorso di incontri e dibattiti durato 4 mesi, alla formazione del Progetto. Ha inoltre avviato il processo di certificazione EMAS del Comune di Arco. Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) è uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea al quale possono aderire volontariamente le organizzazioni (aziende, enti pubblici, ecc.) per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale.
COMITATO GIACOMO CIS
Associazione nata per riaprire la vecchia strada della Ponale; ottenuto questo scopo dopo anni di meritevole lavoro le è stato affidato il compito della gestione del nuovo sentiero del Ponale, che in poco tempo è diventato una delle principali attrazioni turistiche della zona. Ora, oltre a continuare nella valorizzazione del sentiero e delle opere ad esso connesse, propone di recuperare alla fruizione di rivani e turisti le gallerie della Gardesana occidentale dismesse con l'apertura della nuova galleria per Limone.
COMITATO S.O.S. ALTISSIMO
Nato come immediata risposta a un progetto di Centrale idroelettrica ad accumulo sul Monte Altissimo del Baldo, che poi è stato affiancato da un altro analogo, ha subito iniziato un colossale lavoro di studio, di contatti con tecnici qualificati italiani e stranieri, nonché con gli Uffici Provinciali deputati ad esaminare i progetti, e con i singoli consiglieri e assessori provinciali. Sensibilizzando nello stesso tempo l'opinione pubblica con comunicati stampa, coinvolgendo altre associazioni ambientaliste a sostegno della battaglia, indirizzando i Comuni interessati dell'Alto Garda ad un'azione comune che si è poi velocemente concretizzata in mozioni consiliari, approvate a larghissima maggioranza, tutte tese a bloccare tale iniziativa. Nei primi mesi del 2010 una delibera della Giunta Provinciale ha bocciato in modo definitivo i due progetti. Tale bocciatura, che rappresenta una importante vittoria contro chi voleva sventrare una montagna per puro tornaconto economico (la centrale infatti avrebbe consumato più energia di quella che avrebbe prodotto), è stata dovuta soprattutto alla pluralità delle reazioni negative e alla loro rapidità, con un ruolo centrale e decisivo giocato da un Comitato di privati cittadini quasi sconosciuto ai più e che gli Amici della Terra hanno deciso di valorizzare con il loro Premio.
CLAUDIO MOLINARI
Sindaco di Riva del Garda fino alle elezioni del 16 maggio 2010, nell'ultimo anno del suo mandato si è segnalato alla nostra attenzione per alcune esternazioni e decisioni "ambientaliste", quali p. es. la chiara presa di posizione contraria alla realizzazione di un parcheggio interrato all'ex cimitero di Riva, destinato invece ad un Parco della Memoria, la netta bocciatura alle ipotesi di utilizzo dell'area Miralago da parte della Patrimonio del Trentino S.p.A., che prevedevano di fatto l'occupazione dell'area con megastrutture fortemente impattanti sui delicati equilibri della zona, infine l'ipotesi di destinazione, in caso di dismissione della Cartiera Fedrigoni al Varone, dell'intera area a Parco pubblico.
ERMENEGILDO SPAGNOLLI
Noto esperto di botanica e di giardini (è stato per moltissimi anni il responsabile dei giardini di Bolzano), ha progettato, insieme con la figlia Paola, un Parco botanico/naturalistico da Arco a Tremalzo, in un percorso che si snoderebbe, a partire dal Parco Arciducale di Arco, lungo la vecchia strada del Ponale, tutta la valle di Ledro attraverso itinerari già esistenti ma finora trascurati, fino a Tremalzo, ai confini con il Parco dell'Alto Garda bresciano. Un progetto che, se realizzato, avrebbe una forte valenza naturalistica e turistica, di un turismo "a passo d'uomo" alla riscoperta di un mondo in genere poco considerato, quello dei fiori, delle piante, degli insetti, un microcosmo di colori ed odori da conoscere ed amare.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 1.6.2010


PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2010": PREMIAZIONE E VINCITORI
PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2010" E "DISEGNO AMICO DELLA TERRA JUNIOR 2010": PREMIAZIONE
Si comunica che sabato 5 giugno 2010, sul prato antistante il Villino Campi di Riva del Garda, si è svolta la Premiazione del Premio "Amico della Terra 2010", a persona, ente o associazione che nel 2009 si sia particolarmente distinta nella salvaguardia dell'ambiente dell'Alto Garda.
Si ricorda che nel 2006 il vincitore è stato il giornalista Lorenzo Lucianer, nel 2007 il Comitato di San Giorgio, nel 2008 Duilio Turrini e nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei.
VINCITORE
COMITATO S.O.S. ALTISSIMO
Nato come immediata risposta a un progetto di Centrale idroelettrica ad accumulo sul Monte Altissimo del Baldo, che poi è stato affiancato da un altro analogo, ha subito iniziato un colossale lavoro di studio, di contatti con tecnici qualificati italiani e stranieri, nonché con gli Uffici Provinciali deputati ad esaminare i progetti, e con i singoli consiglieri e assessori provinciali. Sensibilizzando nello stesso tempo l'opinione pubblica con comunicati stampa, coinvolgendo altre associazioni ambientaliste a sostegno della battaglia, indirizzando i Comuni interessati dell'Alto Garda ad un'azione comune che si è poi velocemente concretizzata in mozioni consiliari, approvate a larghissima maggioranza, tutte tese a bloccare tale iniziativa. Nei primi mesi del 2010 una delibera della Giunta Provinciale ha bocciato in modo definitivo i due progetti. Tale bocciatura, che rappresenta una importante vittoria contro chi voleva sventrare una montagna per puro tornaconto economico (la centrale infatti avrebbe consumato più energia di quella che avrebbe prodotto), è stata dovuta soprattutto alla pluralità delle reazioni negative e alla loro rapidità, con un ruolo centrale e decisivo giocato da un Comitato di privati cittadini quasi sconosciuto ai più e che gli Amici della Terra hanno deciso di valorizzare con il loro Premio.
Nel corso dell'incontro si è svolta, alla presenza di numerosi bambini e ragazzini delle scuole primarie e secondarie dell'Alto Garda, la Premiazione del Premio "Disegno Amico della Terra Junior 2010", assegnato dai ragazzini della sezione Junior degli "Amici della Terra" ai coetanei delle scuole dell'Alto Garda per un disegno con soggetto naturalistico, con le seguenti motivazioni.
Una Menzione Speciale è stata assegnata, per la preziosa collaborazione offerta, alla Scuola Primaria di Concei e alla Scuola Media "Damiano Chiesa" di Riva.
VINCITORI EX AEQUO
ALESSANDRO LOTTI - MADRE NATURA
Il disegno in bianco e nero delinea una notevole delicatezza con la matita, e un'armoniosità incredibile del viso di Madre Natura.
FEDERICO BARTOLI - SERPENTE
Il disegno, in bianco e nero, è altamente realistico e scrupoloso fin nei più piccoli dettagli.
III PREMIO - NICHOLAS CIGALOTTI - PAESAGGIO MONTANO
L'abbiamo scelto per la sua raffinatezza e la sua vista panoramica eccellente, di un paesino di montagna.
IV PREMIO - AURORA BETTA - FIORE AL TRAMONTO
Il disegno di questo fiore emana subito un gran numero di emozioni, perché la sua bellezza consiste soprattutto nella forma interiore, e nel forte contrasto tra il fiore e il tramonto (colori caldi - colori freddi).
V PREMIO - LAURA HAINZL - GIGLIO
Un disegno semplice, pulito, naturale e gentile come un fiore.
VI PREMIO - ALESSANDRO PERNICI - LUPO
Questo disegno è un primo piano di un lupo con lo sguardo vigile e attento in attesa, non si sa da quanto tempo, di una preda che può rappresentare la sua salvezza; rappresentato con delicatezza e attenzione alla psicologia animale.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 5.6.2010


MOTORI NEL GARDA
È proprio vero che non si deve mai cessare di stupirsi. Avevamo appena finito, come Amici della Terra, di consegnare nelle mani di Fabrizio di Stasio uno dei premi "Amico 2009", a riconoscimento dell'opera benemerita svolta dal comitato Giacomo Cis di cui è presidente, che ci tocca leggere una sua presa di posizione ai nostri occhi del tutto antitetica allo spirito del premio e, come vedremo, non poco stravagante.
Sulle pagine dei quotidiani locali di mercoledì 7 luglio, infatti, il peraltro simpatico "Bicio" scende in campo accodandosi alla improvvida proposta avanzata dal consigliere provinciale Ottobre riguardo alla reintroduzione della navigazione privata a motore nella parte trentina del lago di Garda. A dire il vero, Bicio lo fa con motivazioni campanilistiche e giovanilistiche (Riva è in letargo, largo ai giovani annoiati!) mentre nelle intenzioni di Ottobre si puntava piuttosto, come dallo stesso precisato, sul recupero di qualche anziano turista facoltoso, che nelle serate di plenilunio potrebbe spingersi con i suoi due Volvo Penta da 800 cavalli ciascuno - tenuti per il resto del giorno a pascolare nelle acque del basso lago - fin sui tavoli di qualche ristorante rivano. Ma almeno Ottobre, nel suo palese liberismo classista, va dritto al sodo: la proposta serve a far fare a qualcuno qualche soldo in più. Invece la verniciatura pseudodemocratica (chissà poi quanti rivani, giovani o anziani che siano, potrebbero permetterselo, il motoscafo, specie se dotato di quegli accorgimenti tecnologici per ridurre l'impatto ambientale che anche Di Stasio non vorrebbe trascurati) non basta a rendere accettabile la fantasiosa versione di quest'ultimo. Il rischio concreto che si profila, se in Provincia si abbassa la guardia e si va dietro ai colpi di sole di qualcuno, è di vedere il porticciolo davanti al Bellavista riempito non più dai pedalò - che tanto disturbano il senso estetico di Di Stasio - bensì da bellissime, silenziose, utili e benolezzanti moto d'acqua, massima espressione recente della demenza nautica umana, ma al cui fascino i giovani ruspanti sembra non sappiano resistere.
Come il nostro amico possa, nella proposta di reintroduzione della navigazione a motore privata, vedere i segni del recupero a valori educativi e sociali del nostro lago (parole sue), per noi resta un mistero. Non sembra di avere a che fare con persone che tutti i giorni, da almeno quarant'anni, sentono parlare, e magari talvolta anche parlano, di rispetto dell'ambiente. Ogni motore inutile in più, ogni goccia di carburante o di olio lubrificante caduta nel lago, ogni vibrazione e onda sonora inflitta alla vita acquatica, ogni spreco di carburante dissipato a vanvera, ogni molesto ronzìo di trappole fuoribordo o ruggito di possenti entrobordo costituiscono una aggravio per le condizioni ambientali. Del tutto pretestuoso e insensato appare poi il discorso che, poiché abbiamo devastato l'entroterra, non vi sia più ragione per difendere il lago.
Dove le due proposte, la variante elitaria di Ottobre e quella populista di Di Stasio, appaiono, oltre che francamente inaccettabili, anche inapplicabili, è sulla questione degli approdi. Ottobre non se ne cura, dando per scontato che per pochi ricchi, e per qualche ora, il posto dove attraccare lo si trovi; Di Stasio auspica che le sue flottiglie di motoscafi si ancorino allo sbando nel golfo del Lido o lascia intendere che potrebbero farsi spazio, nei due bacini portuali della Fraglia e di S. Nicolò, a spese di inutilizzati velieri. Non è chi non veda, ed altri l'hanno ovviamente sottolineata, l'unicità del bacino settentrionale del Garda come luogo principe delle attività veliche per almeno mezza Europa; le ripercussioni anche economiche di tali attività penso siano anch'esse ormai evidenti a coloro che a Riva si occupano di affari. Che la convivenza dinamica, cioè dei mezzi in movimento, tra i due tipi di imbarcazione sia impraticabile lo sa chiunque abbia una qualche consapevolezza del lago; e basta un'occhiata alla configurazione della linea di costa per capire che altro posto non c'è, ai fini della convivenza statica (posti barca). A meno che Ottobre non voglia scavare il Linfano per farne un "marina", o qualcuno pensi, al contrario, di dare ascolto a Matteotti (Pietro), che vorrebbe gettare a lago il materiale di scavo dell'incombente tunnel per Mori, con cui si potrebbe aggiungere, qua e là, qualche nuova banchina. Del resto, non si fa così dappertutto?
Lauro Struffi (per "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro")
Riva, 9.7.2010

PREMIO "NEMICO DELLA TERRA 2010": I FINALISTI
Gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", riuniti in diverse assemblee pubbliche, hanno votato a scrutinio segreto per chi, persona, associazione o ente, nel 2009 si sia particolarmente distinto nella compromissione dell'ambiente dell'Alto Garda e Ledro.
I cinque finalisti (in ordine alfabetico) sono risultati i seguenti, tra i quali verrà scelto, con una nuova votazione, il vincitore del Premio "Nemico della Terra 2010".
ALTO SAS
La "Alto sas" (titolare Osvaldo Galvagni) è la società che gestisce la discarica per inerti del Vermione a Tenno, attualmente sotto processo con l'accusa di avere stoccato sostanze non consentite ed inquinanti, come per esempio antimonio e zinco. La società è stata al centro di critiche anche negli anni precedenti per i conferimenti provenienti da tutta Italia, in base ad autorizzazioni giudicate da molti troppo permissive o lacunose, che hanno costituito una delle imputazioni principali a carico dell'ex sindaco di Tenno Gianmarco Marocchi, "Nemico della Terra" nel 2008.
CARTIERA FEDRIGONI DI VARONE DI RIVA
Per la scarsa sensibilità ambientale dello stabilimento di Varone, e soprattutto per quanto riguarda gli scarichi industriali nel torrente Varone, che sono da anni la principale causa della scarsa qualità delle acque che poi si riversano nel lago di Garda, del quale il torrente è, insieme al fiume Sarca, il principale immissario. I responsabili dello stabilimento, anche se assolti dalle accuse più gravi di inquinamento, sono stati inoltre di recente condannati dalla Magistratura per il reato di avere deturpato una bellezza naturale
COMMISSIONE COMPRENSORIALE PER LA TUTELA PAESAGGISTICO AMBIENTALE DEL C9
Componenti attuali: Vittorio Fravezzi (presidente), Rudi Brunelli, Giorgio Tecilla, Cinzia d'Agostino, Alessandro Bleggi, Italo Bertolini, Claudio Baldessarri, Achille Frizzera.
Per avere consentito due bonifiche agrarie che hanno alterato profondamente, ed in modo negativo, il paesaggio della zona. Nella prima, sovrastante l'antico abitato di Cologna di Tenno e ben visibile da tutta la Busa, qualche ettaro di bosco è stato trasformato in vigneto, con risultato estetico forse accettabile, ma con la sicura compromissione della stabilità del versante proprio a monte di un centro abitato, in una zona nota per la tendenza a scivolare verso il basso; del tutto inaccettabili risultano invece, sotto il profilo estetico-urbanistico, le costruzioni all'interno dell'area (un agritur e un acetificio), che appaiono completamente fuori scala in quanto a cubatura, e assolutamente disarmoniche rispetto alla grazia medioevale del contiguo paesino di Cologna. Nella seconda, in località La Gort, una stupenda balconata sul lago di Garda alle prime pendici dell'Altissimo sopra Nago, un secolare bosco a macchia mediterranea viene sostituito da un vigneto, con imponenti lavori di terrazzamento immediatamente e sgradevolmente visibili da chiunque dal lago volga lo sguardo verso le montagne. L'intervento, fortemente impattante, stravolge un paesaggio unico alo mondo e, inoltre, il cambio di destinazione urbanistica da bosco ad area agricola apre la strada a future speculazioni edilizie.
SAVIO LUCIO PIANA (SOGAP)
Titolare della SOGAP, l'impresa che ha in appalto il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti del C9, è indagato dalla Magistratura per gravi inadempienze nella gestione della discarica della Maza, attualmente chiusa per una insostenibile situazione di impatto ambientale. In particolare, secondo il PM Merlo, Piana avrebbe "agito per ragioni di profitto dovute all'irresponsabile finalità di conseguire un maggior vantaggio economico dal risparmio delle spese di manutenzione".
PROGETTO ALTISSIMO SRL
(socio di maggioranza E.Va Energia Valsabbia - presidente Chicco Testa; altri soci Finanziaria Trentina Energia spa (cordata di imprenditori trentini) e Sws Engineering spa)
Per il progetto, poi fortunatamente bocciato dalla Provincia di Trento, di sventrare la montagna del Baldo nel territorio del Comune di Nago-Torbole, allo scopo di costruire una Centrale idroelettrica ad accumulo, che pompasse l'acqua in un enorme serbatoio scavato nella sommità della montagna, per poi farla cadere ricavandone energia elettrica. Un progetto fortemente speculativo, basato essenzialmente sulla differenza attuale delle tariffe elettriche diurne e notturne, e fortemente impattante sull'ecosistema del lago di Garda e del monte Baldo.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli Riva, 15.7.2010


PREMIO "NEMICO DELLA TERRA 2010": IL VINCITORE
Si comunica che, dopo un lungo iter decisionale iniziato in gennaio e terminato in luglio, gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", dopo ripetute discussioni e votazioni a scrutinio segreto in più assemblee pubbliche aperte a chiunque fosse interessato, hanno deciso il vincitore 2010 del Premio "Nemico della Terra", giunto alla V edizione e riservato a persona, ente o associazione, che nel corso del 2009 si sia particolarmente distinta nel compromettere l'ambiente dell'Alto Garda e Ledro.
Vincitrice è risultata la COMMISSIONE COMPRENSORIALE PER LA TUTELA PAESAGGISTICO AMBIENTALE DEL C9 (Componenti attuali: Vittorio Fravezzi (presidente), Rudi Brunelli, Giorgio Tecilla, Cinzia d'Agostino, Alessandro Bleggi, Italo Bertolini, Claudio Baldessarri, Achille Frizzera.)
Motivazioni
Per avere consentito due bonifiche agrarie che hanno alterato profondamente, ed in modo negativo, il paesaggio della zona. Nella prima, sovrastante l'antico abitato di Cologna di Tenno e ben visibile da tutta la Busa, qualche ettaro di bosco è stato trasformato in vigneto, con risultato estetico forse accettabile, ma con la sicura compromissione della stabilità del versante proprio a monte di un centro abitato, in una zona nota per la tendenza a scivolare verso il basso; del tutto inaccettabili risultano invece, sotto il profilo estetico-urbanistico, le costruzioni all'interno dell'area (un agritur e un acetificio), che appaiono completamente fuori scala in quanto a cubatura, e assolutamente disarmoniche rispetto alla grazia medioevale del contiguo paesino di Cologna. Nella seconda, in località La Gort, una stupenda balconata sul lago di Garda alle prime pendici dell'Altissimo sopra Nago, un secolare bosco a macchia mediterranea viene sostituito da un vigneto, con imponenti lavori di terrazzamento immediatamente e sgradevolmente visibili da chiunque dal lago volga lo sguardo verso le montagne. L'intervento, fortemente impattante, stravolge un paesaggio unico al mondo e, inoltre, il cambio di destinazione urbanistica da bosco ad area agricola apre la strada a future speculazioni edilizie.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 10.8.2010
COLOGNA (TENNO)

BONIFICA LE GORT (NAGO)



Discarica abusiva sul monte Brione
La sottofirmata Associazione segnala all'Ufficio Ambiente del Comune di Riva e all'Assessore all'Ambiente che in un'area del monte Brione, come da allegata cartina topografica, giacciono abbandonati una discreta quantità di rifiuti, come da foto allegate. Si richiede la bonifica dell'area e l'eventuale denuncia per abbandono irregolare di rifiuti e per il deturpamento di un'area ad elevato valore paesaggistico e naturalistico.
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli
Riva, 8. 11.2010
RIVA: ALBERI DI VIALE TRENTO
Taglio di pini in viale Trento
A commento del taglio di 12 pini marittimi in viale Trento, avvenuto il mattino del 20 ottobre, e del programmato taglio di ulteriori 11 per febbraio 2011, "giustificato" dal Comune per i danni al manto stradale causati dalle radici e perchè disturberebbero la visibilità dell'Inviolata.
1) Sarebbe stato auspicabile che il comunicato apparso sul sito del Comune di Riva del Garda il giorno del taglio, ciò a cose fatte, fosse stato emesso qualche tempo prima, in modo da dare ai cittadini di Riva modo di giudicare sul progetto stesso.
2) Come più volte espresso in diversi comunicati degli ultimi 2 anni, gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" dissentono completamente su questa operazione, poichè i pini marittimi in oggetto potevano essere tranquillamente salvati, e i lievi danni al manto stradale da essi provocati potevano essere facilmente rimossi con interventi di ordinaria manutenzione.
3) Piante ad alto fusto come quelle in oggetto dovrebbero essere infatti tagliate soltanto in caso di grave malattia o di effettivo pericolo di crollo, evenienze non presenti in questo caso.
3) In quanto alla risibile accusa di impedire la visibilità dell?Inviolata, si segnala l'esistenza, sullo stesso viale, di segnaletica stradale che ben più gravemente deturpa tale visione.
4) Si ringrazia per l'intervento dei rappresentanti Verdi in Consiglio Comunale e in Giunta, che hanno consentito di giungere almeno alla sostituzione dei pini con altri alberi ad alto fusto, inizialmente non previsti.
5) Si ringrazia anche la Lega di Riva per la raccolta firme effettuata per la difesa dei pini.
6) Si ricorda altresì che i benefici effetti ambientali ed estetici di queste nuove piantumazioni previste, nonostante l'ottimistico titolo del comunicato ufficiale del Comune ("Viale Trento sarà più verde") ci saranno solo tra 30-40 anni, il tempo necessario per le nuove piante per diventare come quelle appena tagliate. In pratica ne beneficeranno i nostri figli.
7) Non vengono invece sostituiti i 12 pini marittimi del lato ovest di viale Trento, quelli a lato del parcheggio dell?oratorio, tagliati nel giugno 2008. Tale sostituzione sarebbe invece prevista dal "Regolamento per la tutela del verde urbano" adottato dallo stesso Comune il 25 settembre 2009, che recita testualmente (capitolo 2.3.2.3): "Al fine di preservare la consistenza del patrimonio a verde pubblico, ogni albero abbattuto dovrà essere sostituito".
8) Poichè questo intervento fa parte di una politica del verde cittadino quantomeno discutibile, e caratterizzata da un continuo impoverimento della quantità di verde urbano (vedasi p. es. la cosiddetta Piazza della Costituzione, che meglio potrebbe essere designata piazza Sahara, o la sistemazione "provvisoria" di viale Roma con i suoi olivi in vaso, o la piazzetta Craffonara denudata dei suoi alberi, così come il "nuovo" Brolio, la "nuova" piazza del Varone, la "nuova" piazza Garibaldi, le "nuove" costruzioni con relativi tagli di alberi in v. Pernici (ex-Carabinieri) o in v. Restel de Fer, o gli ippocastani tagliati in piazza Catena e in v. Lavino, ecc. ecc.), noi diciamo con fermezza all'Amministrazione Comunale, in particolare al Sindaco Mosaner e all'Assessore competente Zanoni: FERMATEVI !
Amici della Terra dell?Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli Riva, 8.11.2010



COLLEGAMENTO LOPPIO-BUSA: OSSERVAZIONI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA
OSSERVAZIONI AL PROGETTO PRELIMINARE E STUDIO V.I.A. RELATIVO AL COLLEGAMENTO LOPPIO - ALTO GARDA E CIRCONVALLAZIONE DI TORBOLE
Tutte e tre le soluzioni progettuali di collegamento Loppio- Alto Garda elaborate dalla PAT ( A, A1 e B ) e sottoposte alla VIA comportano elevate criticità.
1) Il collegamento proposto non risulta inserito in modo organico ed armonico in un piano globale di mobilità tra Vallagarina e Basso Sarca e con le Valli e le arterie che da qui si dipartono (Valle di Ledro, Giudicarie, Valle dei Laghi, Gardesane). Tale piano dovrebbe contemplare adeguate soluzioni di trasporto pubblico interurbano su gomma e su rotaia, l'interconnessione tra sistemi diversi di mobilità, parcheggi di smistamento e di attestamento. Manca cioè un piano della mobilità della Comunità di Valle che risulta necessario e propedeutico progettare prima del collegamento Loppio-Alto Garda e manca la progettazione di un collegamento ferroviario Mori -Basso Sarca che si ponga l'obiettivo di spostare significative quote di volumi passeggeri dalla strada alla rotaia. Soltanto dopo avere effettuato questi studi dettagliati le amministrazioni pubbliche interessate saranno in grado di definire con precisione le caratteristiche e il dimensionamento dei collegamenti stradali con la Vallagarina.
2) La capacità di assorbimento veicolare della doppia canna risulta decisamente sovradimensionato rispetto a volumi di traffico che si registrano attualmente in periodo estivo in transito da Nago. Il rapporto di sovradimensionamento di circa 3 volte gli attuali volumi registrati e pertanto non giustificabile neanche a fronte di incrementi futuri del traffico su gomma, incremento peraltro assolutamente da scongiurare viste le ridotte capacità di assorbimento della Busa di ulteriori volumi di traffico stante le sue caratteristiche orografiche e infrastrutturali. Crediamo in altre parole che l'obiettivo non sia quello di aumentare la velocità massima del traffico su gomma, bensì quello di aumentare la sua velocità media ovvero rendendo fluido senza colli di bottiglia il flusso dei veicoli.
3) Si prevede in tutte e tre le soluzioni previste dalla PAT un collegamento a doppia canna che di fatto è di tipo autostradale e che provocherà inevitabilmente un incremento significativo del traffico veicolare privato, non solo quello che ha come destinazione il Basso Sarca e le sue adiacenze, ma anche quello di attraversamento diretto verso il Bresciano.
4) Rimangono con le soluzioni proposte irrisolti, anzi vengono aggravati in funzione dei maggiori volumi di traffico, i problemi del collo di bottiglia creato dall'attraversamento della piana di Loppio e soprattutto della distribuzione nella rete viaria esistente nell'Alto Garda del flusso di autoveicoli. In particolare già ora, con i volumi attuali, si verificano, soprattutto in concomitanza con la stagione turistica, situazioni di paralisi nella rete di smistamento secondaria. La situazione di congestione dell'asse viario Arco-Riva risulterà aggravata in particolare nel tratto tra la rotatoria antistante il Supermercato Poli e quella di S. Andrea, dove confluiranno i flussi veicolari nord-sud ed est-ovest.
5) Si pongono gravi problemi di sostenibilità ambientale per l'effetto del maggiore livello di inquinamento prodotto da un crescente numero di veicoli circolanti nel Basso Sarca e territori limitrofi.
6) Esistono consistenti rischi , come già verificatisi in altre regioni italiane, che tunnel di questa dimensione e di questa lunghezza possano intercettare e prosciugare falde acquifere e corsi d'acqua carsici.
7) Lo smaltimento dell'imponente mole del materiale di scavo può comportare ulteriori problemi di compatibilità ambientale, soprattutto riguardo all'ipotesi prospettata di gettarlo nel lago di Garda modificando l'attuale stato paesaggistico delle spiagge dell'Alto Garda.
8) Scade notevolmente, in particolare per il turista, la fruibilità paesaggistica della nostra zona. Ad esempio per il turista che si reca a Malcesine è preclusa la splendida vista dall'alto del Garda e del suo entroterra, dovendo percorrere oltre 6 chilometri di tunnel per sbucare direttamente sulla Gardesana orientale. Anche la piacevole vista del biotopo del lago di Loppio andrebbe perduta.
9) Inoltre la soluzione B comporta un rilevante consumo di terreno agricolo classificato di pregio dal recente Piano Urbanistico Provinciale, andando ad intaccare l'unica area agricola rimasta finora integra nel Basso Sarca che è la piana agricola di Pratosaiano; con il rischio che questa venga ulteriormente compromessa da ulteriori appetiti speculativi.
Il Distretto - Parco Agricolo del Garda Trentino, approvato con legge provinciale n.15/2008, ricomprende questa area tra quelle assolutamente da tutelare.
Le soluzioni alternative, che qui di seguito prospettiamo, si pongono innanzitutto l'obiettivo di pensare ad un sistema integrato di mobilità che rilanci il trasporto pubblico quale vera alternativa sostenibile nel lungo termine, dal punto di vista sociale, economico ed ambientale, nonchè per rispondere ad un bisogno crescente di mobilità.
Crediamo che elemento determinante per il successo di questa strategia di rilancio del trasporto pubblico sia costituito da un collegamento su rotaia che connetta Basso Sarca e Vallagarina, inteso come spina dorsale di un sistema di trasporto pubblico locale integrato con essa.
Anche il progetto Metroland punta a questo obiettivo. Vediamo in esso però rilevanti criticità in termini di fruibilità e di costi. Riteniamo sbagliato infatti prevedere un'unica fermata (alla Moletta di Arco) per servire l'intero Basso Sarca, privilegiando la velocità di percorrenza della tratta a scapito della fruibilità del servizio per una fetta di utenti che deve essere la più larga possibile. Infatti deve essere utilizzato come parametro fondamentale nella sua progettazione il tempo complessivo impiegato dal punto di partenza (luogo di residenza/lavoro ) al punto di arrivo per ogni bacino di utenza quantitativamente significativo.
Il progetto Qnex qui proposto (vedi allegato), integrato con la tratta su rotaia Arco-Riva , cerca di soddisfare questo obiettivo prevedendo sulla dorsale principale almeno 4 fermate ( Torbole, Arco zona industriale, Arco Caneve, Dro) localizzate in modo baricentrico ai maggiori bacini di utenza.
PROPOSTE ALTERNATIVE (vedi cartografia allegata )
Per quanto riguarda il trasporto su gomma crediamo che l'obiettivo fondamentale da porsi sia quello di rendere fluido il flusso veicolare, evitando colli di bottiglia che ci paiono inevitabili nelle soluzioni proposte dalla PAT, in particolare all'imbocco ed allo sbocco del maxi-tunnel.
Occorre infatti superare quelli che attualmente sono i nodi critici della rete viaria del Basso Sarca ovvero :
1. l'attraversamento di Torbole
2. l'attraversamento di Nago
3. il tratto di via S. Caterina sulla Riva - Arco tra la rotatoria Poli e la rotatoria S. Andrea.
Per quanto riguarda la prima criticità , cioè l'attraversamento di Torbole, la soluzione proposta prevede una circonvallazione di Torbole consistente in galleria ad unica corsia, con entrata in prossimità dello sbocco della galleria idrica Adige - Garda ed uscita sull?attuale strada Torbole - Nago a circa 400 ml a nord della attuale rotatoria con svincolo intermedio per accedere al parcheggio delle Busatte (tale svincolo dovrà essere valutato con particolare attenzione, vista la particolare delicatezza paesaggistica della zona che andràad interessare; in caso di eccessivo stravolgimento dello stato dei luoghi, potrà anche essere cassato dal progetto). Qualora l'amministrazione di Nago -Torbole intendesse chiudere al traffico anche il tratto della litoranea tra l'incrocio del Linfano e la rotatoria di Torbole prima della salita a Nago si prospetta un raccordo tra la provinciale del Linfano e la rotatoria lungo la salita Torbole - Nago dove sbocca il tunnel che inizia alla galleria Adige - Garda.
Per superare la seconda criticità, cioè l'attraversamento di Nago, si possono prospettare due alternative. La prima alternativa prevede due tunnel entrambi a corsia unica che bypassino l'abitato di Nago. Il primo riservato al flusso veicolare proveniente da Torbole con imbocco prima del tornante panoramico ( subito dopo l'attuale breve galleria) ed uscita in prossimità del passo di S. Giovanni (tunnel di ml.950 ) per immettersi sull'attuale arteria. Il secondo per i veicoli provenienti da Arco con entrata circa 300 ml prima della discarica della Maza ed uscita sempre in prossimità del passo (tunnel di 1300 ml).
La seconda alternativa consiste di un unico tunnel (eventualmente a doppia corsia nel tratto in salita) con imbocco dalla discarica della Maza dopo la condotta della centrale elettrica e sbocco in prossimità del passo di S. Giovanni. Per i veicoli provenienti da Torbole alla curva panoramica si proseguirebbe con breve tratto in viadotto aderente alla costa della montagna ed imbocco del tunnel sotto l'attuale sede stradale per confluire poco dopo nel tunnel previsto per il flusso proveniente da Arco.
La congestione del tratto di via S. Caterina può essere superata con 2 soluzioni: o con un collegamento sotterraneo tra le due rotatorie ( Poli e S. Andrea) oppure prevedendo un allargamento della via S. Isidoro (eventualmente realizzato in trincea) e utilizzando il tratto di s.p. 118 tra la rotatoria di S. Giorgio e l'intersezione con la via S. Isidoro.
Per migliorare la vivibilità dell'abitato di Vignole prevediamo una bretella in trincea coperta con entrata dalla strada della Maza a circa 350 ml. a nord della prima curva, per sbucare dopo1200 ml. a ridosso della attuale rotatoria posta tra viale Rovereto e la circonvallazione.
Naturalmente queste sopra indicate sono idee progettuali preliminari. Le caratteristiche tecniche di queste soluzioni dovranno essere meglio definite in sede di ulteriori approfondimenti con le amministrazioni interessate per una messa a punto che garantisca la funzionalità e la sicurezza delle opere.
Ci sembrano comunque evidenti sin d'ora i vantaggi che queste soluzioni alternative presentano :
1. tempi di realizzazione decisamente più contenuti in quanto opere decisamente meno complesse e che possono essere attivate anche in parallelo con appalti indipendenti
2. costi di realizzazione decisamente inferiori, quantificabili all'incirca nel 50 %
3. minor impatto ambientale
4. migliore fruibilità delle opere in quanto le circonvallazioni di Nago e Torbole sono in aderenza agli abitati favorendone quindi l'accesso
5. migliore valorizzazione paesaggistica del territorio
6. presenza di più soluzioni alternative a disposizione degli automobilisti
7. consumo molto ridotto di terreno agricolo di pregio
COORDINAMENTO AMBIENTALISTA DEL BASSO SARCA
Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro
Paolo Barbagli
Comitato Sviluppo Sostenibile
Luigi Santini
Comitato SOS Altissimo
Giovanni Mazzocchi
Italia Nostra di Riva del Garda
Federica Fanizza
Riva del Garda, 8.11.2010


TUNNEL LUNGO: RISPOSTA A BRIOSI
Credo, come Portavoce dell'Alto Garda dei Verdi, che nei recenti Consigli Comunali di Arco e Riva hanno votato contro l'ipotesi "tunnel lunghissimo" in nome di una alternativa possibile e praticabile, nonché come Presidente degli Amici della Terra membro del Coordinamento Ambientalista del Basso Sarca che ha commissionato all'ing. Danzi una proposta diversa con quattro tunnel brevi più collegamento ferroviario, di essere stato chiamato in causa dall'intervento di Giorgio Briosi per i Comitati di Nago-Torbole.
In quanto all'avere "analizzato in modo assai superficiale" la proposta della Provincia, è vero semmai il contrario: proprio da un esame approfondito e con l'ausilio di tecnici qualificati siamo arrivati a proporre una soluzione (strada + rotaia) che, a nostro parere, risolve in modo globale e duraturo gli attuali "nodi" della viabilità verso Rovereto senza aggravare la già caotica situazione di traffico della Busa, e con un impatto ambientale complessivo minore della soluzione tunnel lunghissimo. E' ovvio infatti che le entrate e le uscite dei tunnel previsti dovranno essere studiate con accuratezza per essere armonicamente inserite nel paesaggio esistente, e con il minor consumo di territorio possibile, senza "devastare campagne e luoghi ad ora incontaminati" come giustamente paventato da Briosi. Vanno inoltre considerati, quali costi ambientali poco considerati, anche il problema del trasporto e utilizzo dei materiali di scavo, che in nessun modo andranno gettati nel lago di Garda, e i costi energetici (turbine di aerazione, illuminazione, telecamere per la sicurezza ecc.) di gestione del tunnel, che in caso di tunnel lunghissimo a doppia canna come quello ipotizzato saranno enormi e continuati nel tempo.
E in quanto alla ferrovia, che Briosi relega al passato asburgico, è universalmente riconosciuto, e da studi recentissimi, che tra le varie modalità di trasporto è quella con il minor impatto globale sull'ambiente ("la modalità che presenta i minori costi esterni è rappresentata dalla rotaia (0,72 Euro/Km, seguita dall'aereo (2,10 Euro /Km) e dall'auto (3,26 Euro/Km) - "il treno deve tornare ad essere il modo di muoversi preferito nelle medie e lunghe distanze"; da "I costi ambientali e sociali della mobilità in Italia" - V rapporto 2005 - Amici della Terra Italia - Ferrovie dello Stato - www.amicidellaterra.it).
Paolo Barbagli
29.11.2010

Ipotesi di collegamento in tunnel Loppio-Alto Garda: utilizzo del materiale di scavo.
La gestione dei materiali di scavo risultanti da un tunnel rappresenta uno dei problemi più difficili, anche se poco considerata finora nella discussione politica e nell'informazione ai cittadini. Nell'ipotesi prospettata dalla Provincia per il tunnel di collegamento Loppio-Alto Garda la problematica viene discussa nel Capitolo 3.2 ("Gestione dei materiali"), analizzando i possibili luoghi di disponibilità di stoccaggio nel Capitolo 3.2.1. ("Luoghi con disponibilità di stoccaggio del materiale").
Tra i luoghi ipotizzati vi è il lago di Garda, nel capitolo 3.2.1.5 (Deposito nel Garda presso la foce del Sarca), che recita: "Si è presa in considerazione l'ipotesi di riprofilare la spiaggia a nord ovest della foce del Sarca, con circa 800.000-1.200.000 metri cubi di materiale, solo però se i comuni di Torbole e di Arco lo richiedessero; la nuova area potrebbe essere adibita a spiaggia, verde pubblico attrezzato, parcheggi, con eventuale ampliamento del porticciolo esistente. Il materiale potrebbe raggiungere questa zona in parte tramite un nastro trasportatore da Linfano o direttamente via lago (per la parte proveniente dallo scavo della circonvallazione di Torbole).
E nel capitolo 3.2.1.6 (Aree nautico-balneari a sud di Torbole), che recita: "L'ultima ipotesi è emersa recentemente dai colloqui con le Amministrazioni locali e prevede il deposito nel Lago di Garda del materiale tra lo sbocco della Galleria Adige-Garda e Torbole, con la creazione di un'area da adibire a scopi turistici, per ampliare l'offerta di spazi ricreativi" "L'ipotesi che si fa è duplice: 1. ampliamento ulteriore della penisola della Conca d'Oro, mantenendo agibile l'ingresso al porticciolo oggi esistente; dalle batimetrie risulterebbe stoccabile un volume compreso tra 600.000 ed 1.300.000 di metri cubi; 2. realizzazione poco più a nord, mediante trasporto su chiatte o con nastro, di una nuova penisola artificiale con porticciolo di forma simile alla Conca d'Oro (volume stoccabile da 600.000 ad 1.000.000 di metri cubi, essendo il lago qui meno profondo che nel caso precedente) oppure di una spiaggia o di un boulevard come fu fatto a Riva del Garda, a seconda delle esigenze del Comune di Nago-Torbole".
Si ritiene tale ipotesi assolutamente improponibile, per gli stessi motivi che hanno costretto gli Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro, nell'ormai lontano 2001, a presentare una denuncia-esposto alla Procura di Rovereto contro lo scarico a lago del materiale della nuova galleria della Gardesana occidentale per Limone. Con l'aggravante che, a fronte di "soli" 30.000 mc gettati nel lago per allargare il lungolago D'Annunzio e altri 30.000 gettati semplicemente nel lago a Limone, qui si parla in totale, per i tre interventi prospettati, della mostruosa cifra di 3 milioni e 500.000 mc (1.200.000 per le foci del Sarca, 1.300.000 per l'ampliamento della ex Conca d'Oro, 1.000.000 per una nuova area nautico-balneare a nord della Conca d'Oro). Tanto per farsi un'idea, 1000 metri cubi equivalgono più o meno a una villetta, e 3,5 milione di metri cubi a circa 3500 villette da buttare nel lago.
Per quanto riguarda l'ipotesi riguardante le foci del Sarca, si tratta in sostanza, come mostrato nell'allegata cartografia, di "riempire" uno dei siti più caratteristici dell'Alto Garda,denominata Baia Azzurra per la bellezza delle sue acque; in pratica, sparirebbe un intero golfo. L'assurda ipotesi è solo mitigata dalla frase "solo se i Comuni di Arco e Torbole lo richiedessero".
Anche gli altri due interventi ipotizzati nel tratto di lago a sud di Torbole, l'ampliamento della penisola della Conca d'Oro (tra l'altro creata artificialmente agli inizi degli anni '60 con il materiale di scavo della galleria Adige-Garda, che sbocca a pochi metri di distanza) e soprattutto l'altra a nord della Conca d'Oro, paiono pesantemente interferire, deturpandolo, con il paesaggio naturale di uno dei luoghi più belli del mondo, l'Alto Garda Trentino.
In entrambi i casi si potrebbe configurare il reato previsto dall'art. 73 del Codice Penale, "Distruzione o deturpamento di bellezze naturali".
IPOTESI DI UTILIZZO DEI MATERIALI DI SCAVO
Si intende ricordare inoltre, agli addetti ai lavori ma anche ai "semplici" cittadini, che vi sono miriadi di possibilità di utilizzo del materiale di scavo di una galleria, senza alterare il paesaggio che i nostri padri ci hanno consegnato, quel paesaggio che tra l'altro è la nostra unica ricchezza.
Si desidera a tal fine consigliare, per chi fosse interessato, l'utile lettura di un libro interamente dedicato a questo argomento (Meno cave, meno discariche - di Laura Cutaia e Giovanni Mastino - Franco Angeli Editore e Amici della Terra, 2000 ).
In questo libro si dimostra la convenienza, anche economica oltre che ambientale, del riutilizzo dei materiali di scavo delle gallerie.
Si consideri che la domanda media italiana di materiali inerti viene stimata tra 250 e 400 milioni di tonnellate l'anno, e che gran parte di questa domanda viene soddisfatta da materiali primari, cioè con materiali estratti appositamente da cave. In alcuni paesi, invece, come per esempio la Danimarca, si riesce recuperare quasi ogni tipo di materiale di scavo per utilizzi a basso valore aggiunto, quali massicciate stradali, barriere antirumore, argini per canali.
Vi è poi un ulteriore tipo di problema, il possibile inquinamento dei materiali di scavo, dovuto alla metodologia di estrazione, che può essere con esplosivo o con fresa. Nello scavo con fresa vengono infatti utilizzati oli o lubrificanti o altre sostanze come la barite per modificare la densità del fluido di asporto e la bentonite (con tracce di arsenico) per migliorare l'estrazione del materiale scavato. Queste sostanze, così come le tracce di esplosivi nello scavo con esplosivo, possono trasformare il materiale di scavo un rifiuto pericoloso.
A noi pare che solo l'ipotesi di un possibile inquinamento del materiale di scavo vieti tassativamente, al di là di ogni remora paesaggistica, ogni tipo di scarico a lago. Per quanto grande e profondo, il "nostro" lago non deve diventare una pattumiera.
Coordinamento Ambientalista del Basso Sarca (Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro, Comitato Sviluppo Sostenibile.........)

BILANCIO CONSUNTIVO 2010
Club "AMICI DELLA TERRA DELL'ALTO GARDA E LEDRO"
BILANCIO CONSUNTIVO 2010
ENTRATE
QUOTE ASSOCIATIVE Rinnovi € 340,00
Nuove iscrizioni € 45,00
TOTALE € 385,00
EROGAZIONI LIBERALI (DONAZIONI)
Nominative € 70,00
Anonime € 1,01
TOTALE € 71,01
INTERESSI BANCARI € 0,10
TOTALE ENTRATE € 456,11
USCITE
SPETTANZE SEDE CENTRALE ROMA € 95,00
PREMIO "AMICO DELLA TERRA" € 270,00
SPESE BANCARIE € 3,00
TOTALE USCITE € 368,00
AVANZO 2010 € 88,11
AVANZO 2009 € 57,96
AVANZO 2008 € 80,34
AVANZO 2007 € - 36,59
AVANZO 2006 € - 93,48
AVANZO 2005 € 136,89
AVANZO 2004 € 76,95
AVANZO 2003 € 241,47
AVANZO 2002 € 66,77
AVANZO GENERALE DI CASSA AL 31.12.2010 € 618,40
MATERIALE IN DEPOSITO
Magliette n. 16
ISCRITTI
TOTALE ISCRITTI AL 31.12.2010 24
RINNOVI 2010 20
NUOVE ISCRIZIONI 2010 3
ISCRITTI > 18 ANNI 19
< 18 ANNI 5
ISCRITTI AL 31.12.09 32
ISCRITTI AL 31.12.08 20
ISCRITTI AL 31.12.07 20
ISCRITTI AL 31.12.06 14
ISCRITTI AL 31.12.05 19
ISCRITTI AL 31.12.04 22
ISCRITTI AL 31.12.03 21
ISCRITTI AL 31.12.02 26
ISCRITTI AL 31.12.01 30
ISCRITTI AL 31.12.00 29
IL PRESIDENTE
PAOLO BARBAGLI
Riva, 11.1.2011
