2012

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CLUB "AMICI DELLA TERRA DELL'ALTO GARDA E LEDRO"
BILANCIO CONSUNTIVO 2011

ENTRATE

QUOTE ASSOCIATIVE Rinnovi € 260,00

Nuove iscrizioni € 60,00

TOTALE € 320,00

EROGAZIONI LIBERALI (DONAZIONI)

Nominative € 10,00

Anonime € 0,72

TOTALE € 10,72

INTERESSI BANCARI € 0,18

___________________________________________________________

TOTALE ENTRATE € 330,90

USCITE

SPETTANZE SEDE CENTRALE ROMA € 242,50

PREMIO "AMICO DELLA TERRA" € 296,00

SPESE BANCARIE € 2,00

TOTALE USCITE € 540,50

AVANZO 2011 € - 209,60

AVANZO 2010 € 88,11

AVANZO 2009 € 57,96

AVANZO 2008 € 80,34

AVANZO 2007 € - 36,59

AVANZO 2006 € - 93,48

AVANZO 2005 € 136,89

AVANZO 2004 € 76,95

AVANZO 2003 € 241,47

AVANZO 2002 € 66,77

AVANZO GENERALE DI CASSA AL 31.12.2011 € 408,80

MATERIALE IN DEPOSITO

Magliette n. 4

ISCRITTI

TOTALE ISCRITTI AL 31.1.2011 18

RINNOVI 2011 12

NUOVE ISCRIZIONI 3

ISCRITTI > 18 ANNI 18

< 18 ANNI          0

ISCRITTI 2010 24

ISCRITTI 2009 32

ISCRITTI 2008 20

ISCRITTI 2007 20

ISCRITTI 2006 14

ISCRITTI 2005 19

ISCRITTI 2004 22

ISCRITTI 2003 21

ISCRITTI 2002 26

ISCRITTI 2001 30

ISCRITTI 2000 29


IL PRESIDENTE

PAOLO BARBAGLI

Riva, 18.2.2012






RINNOVATI GLI ORGANI DIRETTIVI DEGLI ADT

Si comunica che nell'ultima Assemblea degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" è stato discusso e approvato il Bilancio consuntivo del 2011 e, dopo discussione e votazione, sono stati riconfermati per un altro mandato triennale (2012-2014) il Presidente Paolo Barbagli e la Vice Presidente Giovanna Saglia, che hanno ringraziato i presenti per la rinnovata fiducia e hanno confermato di proseguire nel loro impegno a favore dell'ambiente alto gardesano.

Nella stessa Assemblea è iniziata anche la discussione circa le segnalazioni pervenute per l'ormai consueto appuntamento annuale con il Premio "Amico della Terra" per il 2011, nonché con il suo gemello Premio "Nemico della Terra". Si ricorda che le segnalazioni, per quanti (persone, manufatti, enti o associazioni) si siano segnalati rispettivamente per la salvaguardia o per la distruzione dell'ambiente dell'Alto Garda e Ledro, possono essere effettuate in qualsiasi forma (scritta, telefonica, via mail) presso la sede di Riva del Garda, in viale Dante 58/b (tel. 0464-553834 - paolo.barbagli@teletu.it), entro il mese di marzo.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 16.3.2012



Comunicato Stampa

13.03.2012

Si è formalmente costituito ieri sera ad Arco il Coordinamento "QuattroErre" Alto Garda, gruppo apartitico e senza scopo di lucro con la finalità di promuovere una diversa e più corretta gestione dei rifiuti, che abbia come obiettivo generale la riduzione della produzione di rifiuti, incentivando il riuso, il riciclo e il recupero di materia. L'incontro è stato molto partecipato ed ha visto presenti cittadini, politici ed appassionati, tutte persone di età mista e molto sensibili al tema in questione.

Il coordinamento è nato dal lavoro precedentemente svolto dall'Associazione culturale "La Busa Consapevole" che da ormai un paio d'anni si batte per promuovere una gestione più efficiente e responsabile dei rifiuti sul territorio, ma anche dal gruppo di lavoro sulla raccolta differenziata di Nago Torbole, che ha coadiuvato l'Amministrazione nell'organizzazione di alcuni incontri informativi.

Il coordinamento non ha collocazione politica, è senza finalità di lucro e propone iniziative ed incontri finalizzati ad accrescere la cultura dei cittadini sul tema delle "quattro erre", coinvolgendo l'associazionismo ed il volontariato locale in progetti ed attività di collaborazione condivise. Si propone inoltre come soggetto interlocutore delle amministrazioni locali e della Comunità di Valle, mettendosi a disposizione per fornire dati, informazioni e possibili contatti di relatori per conferenze ed incontri con la cittadinanza.

Vista inoltre la situazione critica in cui versa la discarica della maza, il gruppo intende affrontare il problema ambientale da essa provocato, promuovendo la chiusura del sito e successiva messa in sicurezza, al fine di garantire la salvaguardia delle falde e dell'ambiente.

Altro punto fermo del neo coordinamento, in considerazione anche dei risultati emersi dagli studi comparativi effettuati fra un tipo di raccolta e l'altra, è quello di proporre ed introdurre un sistema di raccolta "porta a porta spinto" preciso ed efficiente in tutto il territorio. Questo permetterebbe di raggiungere risultati importanti in termini di percentuali di raccolta differenziata, riduzione dei rifiuti e risparmi economici, oltre a fare cultura sul tema e coscientizzare i cittadini ad un approccio ad esso più responsabile.

Il costituendo coordinamento opera su tutto il territorio dell'Alto Garda e di norma si incontra ogni due lunedì, ruotando fra i paesi di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole; è aperto a tutte le persone che ritengono di poter dare il proprio apporto e contributo al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

E' possibile seguire le attività del coordinamento sul blog www.gestionecorrettarifiuti.blogspot.com, ma anche iscriversi indirizzo ufficiale: coordinamento.quattroerre@gmail.com

La prima uscita pubblica dove sarà possibile conoscere il neo coordinamento sarà proprio in occasione dell'evento Arco Eco Day, giornata dedicata alla valorizzazione dell'ambiente organizzata dal Comune di Arco domenica 25 marzo 2012. Un gazebo informativo presenterà gli obiettivi e le finalità del coordinamento e sarà anche uno sportello di supporto per chiarimenti e delucidazioni in merito ai principi di una gestione corretta e virtuosa degli scarti prodotti dagli esseri umani.




RICHIESTA DI INDIVIDUAZIONE DI "STRADE FORESTALI DI ARROCCAMENTO" (ai sensi dell'art. 22 bis del DPR 3 novembre 2008 n. 51-158/leg, e delibera della Giunta Provinciale 18.11.2011 n. 2448)

Con riferimento alla richiesta del 12.12.2012 da parte del Rettore della riserva di caccia di Riva del garda dott. Enrico Boscaini, per ottenere la classificazione di 5 strade forestali nel Comune di Riva del Garda quali "strade forestali di arroccamento", al fine di consentire il transito veicolare, in deroga agli usuali divieti, agli "esperti accompagnatori" , cioè cacciatori abilitati ad accompagnare altri cacciatori nella caccia agli ungulati, e a persone portatrici di minorazioni (come da art. 14 LP n. 1 del 1991), si osserva che:

  • le 5 strade sono le seguenti: Riva/Monte Englo - Tubi Centrale - S. Giovanni/Pinza; Malga Grassi - Baitone Gelos - Rifugio N. Pernici; Pregasina-Malga Palaer; Campi-Malga Campiò; Campi-Bocca Giumella
  • le strade forestali di arroccamento sono definite dall'art. 22 bis del DPP 3 novembre 2008 n. 51-158/Leg ("Le strade forestali di arroccamento a vasti complessi montani rappresentano la via principale di accesso alle porzioni sommitali di complessi montani di ampia superficie"
  • 4 delle 5 strade proposte sono o interamente all'interno o entrano comunque nel proposto Parco Naturale di Cadria-Tenno, area naturalistica di estrema delicatezza ed importanza (Disegno di Legge Provinciale n. 77/2004 - "Modificazioni della legge provinciale 6 maggio 1988, n. 18 (Ordinamento dei parchi naturali) . Istituzione di nuovi parchi naturali e dei parchi fluviali")
  • Si riporta qui parte del testo di presentazione del DDL (di Roberto Bombarda), nella parte che riguarda l'istituendo Parco "Cadria - Tenno": "sarà il parco della natura incontaminata, dei siti archeologici e delle tracce della guerra, delle acque lacustri e delle torbiere, delle rupi e dell'orso. Montagne ricche di contrasti, linea di passaggio tra le Prealpi e le Alpi. Questo parco si pone sul corridoio sudnord dalla Pianura Padana alla Baviera, ponendosi a nord del Parco Alto Garda Bresciano e del grande SIC Tremalzo-Tombea, eccezionale dal punto di vista botanico, che potrebbe rappresentare la naturale estensione di questo parco, ed a sud del Parco Adamello-Brenta.

Ruota attorno alla selvaggia alta Val Concei, con le creste dal Cadria al Doss de la Torta, ed il crinale Pichea-Rocchetta (SIC di 1.009,19 ettari) per scendere alle interessanti rupi del Garda, includendo la parte inferiore della spettacolare forra del torrente Ponale, a strapiombo sul lago. Questo crinale spicca per l'apprezzabile contingente di specie endemiche e costituisce un valico di interesse internazionale per il transito di specie migratorie. ....Complessivamente il parco tutelerà un'area di 14.202,87 ettari. I Comuni interessati sono dodici: Tione, Bleggio Superiore, Fiavé, Lomaso, Dro, Arco, Tenno, Riva del Garda, Molina di Ledro, Pieve di Ledro, Concei e Bezzecca"

- la strada "Pregasina - Malga Palaer" conduce ai confini di un altro Parco Naturale, quello dell'Alto Garda Bresciano, che è delimitato a nord, un po' artificiosamente, dal confine tra la Provincia di Brescia e quella di Trento, pur rappresentando, la zona trentina limitrofa, una zona naturalisticamente almeno altrettanto interessante; basti pensare alla vicina zona di Tremalzo, zona floristicamente di livello mondiale

  • pare inopportuno, alla scrivente Associazione, consentire il passaggio al traffico veicolare, sia pure non indiscriminato, in zone che, al di là di un futuro probabile inserimento in un Parco Naturale il cui scopo principale è la conservazione della natura, intesa sia come fauna che come flora, sono comunque tra le poche ancora intatte e incontaminate, grazie proprio alla politica severamente protezionistica finora attuata
  • la sottoscritta associazione degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" chiede pertanto al Comune di respingere la richiesta avanzata dai Cacciatori dell'Alto Garda, come del resto già fatto da numerosi altri Comuni del Trentino per analoghe richieste

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva del Garda, 15.3.2012


Regolazione dell'accesso dei turisti nell'olivaia

L'olivaia che si estende nel territorio comunale di Arco è ormai invasa per gran parte dell'anno da turisti, bikers e arrampicatori che spesso accedono a queste zone con mezzi motorizzati (auto e camper) utilizzati anche come alloggio notturno per più giorni consecutivamente. È ormai evidente che questa forma di turismo incide negativamente sulle aree del territorio comunale considerate fino ad ora marginali, nelle quali sopravvivono ancora oasi di tranquillità che sono da sempre, storicamente, coltivate dalla popolazione locale in particolare per la coltura dell'olivo.

Negli ultimi anni c'è stato un ritorno di interesse da parte dei residenti per la coltivazione dell'olivo, che vede coinvolti non solo agricoltori ma anche molte persone che dedicano a questa attività gran parte del proprio tempo libero. L'impegno di queste persone si scontra però con la scarsa educazione di chi si trova a frequentare l'olivaia come turista e non si preoccupa delle esigenze di chi lavora e si prende cura di un territorio unico nel suo genere e allo stesso tempo delicato e fragile.

Sui problemi creati dai turisti che soggiornano nell'olivaia, si ricorda che lo scorso autunno nel periodo di raccolta delle olive, la stampa locale aveva informato che addirittura alcuni campeggiatori impedivano di fatto l'accesso dei coltivatori al proprio fondo.

Per contrastare questo impatto negativo prodotto dai turisti nell'olivaia, la prima cosa da attuare è quella di vietare all'interno di questa zona il transito di tutti i mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli delle persone che coltivano, in proprietà o in affitto, gli appezzamenti di terreno. Questo obbligo, già esistente in alcune aree dell'olivaia, dovrebbe essere pubblicizzato su guide e mappe nonché con il posizionamento di cartelli stradali e fatto rispettare attraverso opportuni controlli. È necessario, inoltre, posizionare altri cartelli segnaletici in più lingue per descrivere i percorsi pedonali presenti nell'olivaia, per ricordare il divieto di lasciare rifiuti invitando i fruitori a riportarli al proprio domicilio (casa, albergo, campeggio, camper) ed elencare i parcheggi che si trovano vicino ai centri abitati e nelle aree esterne all'olivaia.

La Provincia Autonoma, le Amministrazioni Comunali e gli Enti locali che si occupano di turismo (InGarda, associazione degli albergatori, dei commercianti, ecc.) puntano a sviluppare un turismo sempre più legato alle attività all'aperto (outdoor), ma fino ad oggi non è mai stato discusso e valutato approfonditamente l'impatto arrecato all'ambiente dell'olivaia, dal diffondersi delle pratiche sportive al suo interno.

Ad aggravare questa situazione concorrerà anche l'Outdoor Park, un'iniziativa promossa, tramite protocolli di intesa, da InGarda e dalle Amministrazioni Comunali dell'Alto Garda. Il progetto, presentato durante l'ultimo laboratorio partecipativo del Parco fluviale della Sarca, è stato concepito e realizzato senza prevedere, da parte dei proponenti, nessun coinvolgimento della comunità locale, diversamente da quanto avvenuto ad esempio per il Distretto agricolo del Garda trentino, che è stato analizzato e discusso nell'ambito dei tavoli di progettazione partecipata del Parco fluviale. L'Outdoor Park si caratterizza come un'iniziativa a forte impatto ambientale prevedendo anche la realizzazione di quattro grandi parcheggi di testata per 100-200 posti macchina ciascuno. La proposta appare del tutto fuori luogo visto che i turisti potrebbero partire dal proprio albergo, pensione o campeggio in bicicletta o a piedi per compiere le loro escursioni coerentemente con il loro spirito sportivo. Inoltre preoccupa l'ipotesi che i parcheggi potrebbero essere realizzati su aree prossime al fiume e/o su aree agricole di pregio, che il Piano Urbanistico Provinciale del 2008 riconosce e tutela ai fini della valorizzazione produttiva e paesaggistica nonché dell'attrattività complessiva del territorio (invarianti).

Diversamente, il Distretto agricolo del Garda trentino, un progetto voluto dalla gente comune che si è accorta della scarsa attenzione riservata al nostro territorio da parte delle Amministrazioni locali, rivestirà un ruolo importante per tutelare ciò che è rimasto e assieme al Parco fluviale della Sarca (rete di riserve locali), si pone l'obiettivo di salvaguardare e riqualificare le potenzialità ambientali, agricole e paesaggistiche.

Occorre l'obbligo e l'urgenza di tutelare e gestire attentamente e con rispetto l'olivaia di Arco, con un occhio di riguardo nei confronti degli agricoltori e delle persone che curano il patrimonio arboreo, che mantengono i terrazzamenti e i pendii recuperando e valorizzando il territorio collinare, favorendo la connessione delle aree esterne ai centri abitati con i sistemi di verde urbano.

  • Coltivatori dell'olivaia
  • Coldiretti
  • Comitato promotore del Distretto agricolo del Garda trentino
  • Comitato di Partecipazione Romarzollo
  • Partecipanti ai tavoli di progettazione del Parco fluviale della Sarca
  • Amici della Terra
  • Comitato per lo Sviluppo Sostenibile
  • Italia Nostra
  • Legambiente
  • WWF Trentino

aprile 2012

PORTA A PORTA


Premesso che:

  • il Consiglio Comunale di Riva del Garda nella sua ultima seduta ha finalmente approvato una Mozione che richiede alla Comunità dell'Alto Garda e Ledro, organo competente nella gestione della raccolta dei rifiuti, di attivare una raccolta di tipo "porta a porta" con tariffa puntuale, cioè commisurata alla quantità di rifiuti prodotti
  • la Mozione menzionata si unisce ad altre di analogo tenore dei Comuni di Ledro e di Nago-Torbole
  • i risultati dello studio commissionato dalla Comunità dell'Alto Garda e Ledro all'Università di Trento, sia pur viziato dai "paletti" iniziali imposti dal Committente, cioè dalla necessità di impiegare le campane interrate previste dalla gestione precedente del Comprensorio C9, ammettono la validità del sistema di raccolta "porta a porta", proponendo due scenari che differiscono solo nel numero della campane previste e nell'estensione della raccolta "porta a porta", inversamente proporzionale al numero delle campane da installare
  • lo scenario numero 1 prevede infatti la raccolta "porta a porta" dappertutto, tranne che nei centri ad alta densità abitativa, con una previsione di raccolta differenziata del 70 % circa, contro l'attuale deludente del 55 % circa, mentre lo scenario numero 2 prevede una raccolta differenziata del 64 % circa, usando molte più campane e meno "porta a porta"
  • il sistema di raccolta "porta a porta", come dimostrato da innumerevoli esempi anche vicini (p. es. la città di Trento e la valle di Fiemme per rimanere nel Trentino) è l'unico che consente significativi miglioramenti nella percentuale di raccolta differenziata e nella qualità del rifiuto raccolto, nonché l'unico che consente consistenti risparmi economici a lungo termine, come dimostrato dovunque venga attuata, nonché da numerosi studi ad hoc

gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" CHIEDONO alla Comunità dell'Alto Garda e Ledro, ed in particolare al Presidente Salvador Valandro e all'Assessore competente Michela Calzà, di scegliere fin da subito, senza sprecare altro tempo e danaro pubblico nell'acquisto di centinaia di campane, un sistema di raccolta "porta a porta" esteso a tutto il territorio; in subordine, di commissionare un nuovo studio, ad un ente indipendente e senza conflitti di interesse con il costruendo "inceneritore" di Trento, che non preveda obbligatoriamente l'uso delle campane interrate, che potrebbero invece essere o rivendute o, meglio ancora, nemmeno acquistate, ammortizzando i costi di eventuali penali con i risparmi previsti dalla raccolta "porta a porta".


Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro


aprile 2012

FINALISTI DEL PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2012"

Si comunica che gli iscritti degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", dopo alcuni mesi di valutazioni e discussioni sulle persone, enti, Associazioni, progetti che nel 2011 siano risultate più utili nel preservare e valorizzare l'ambiente dell'Alto Garda e Ledro, hanno deciso con votazione segreta di designare una cinquina di finalisti, tra i quali con un ulteriore votazione sarà scelto il vincitore della VII Edizione del Premio "Amico della Terra 2012". Il vincitore sarà "svelato" e premiato nel corso dell'incontro-premiazione che, come ormai consuetudine, si svolgerà sul prato antistante il Villino Campi di Riva, e che è previsto sabato 9 giugno alle ore 16.

Oltre ai 5 finalisti, hanno ricevuto voti anche (in ordine alfabetico): Bioledro (Cooperativa per progetto di teleriscaldamento con biomasse in val di Ledro), la Busa Consapevole, Marco Matteotti (ex Presidente SAT di Riva), il marchio provinciale "Ecoristoranti", Michele Nardelli (Consigliere Provinciale PAT), il Parco Agricolo dell'Alto Garda, il progetto pannolini biodegradabili del Comune di Riva del Garda, la Procura della Repubblica di Rovereto (per l'attenzione alla discarica della Maza), Beppo Toffolon (architetto).

Si ricordano inoltre i vincitori delle passate edizioni: nel 2006 il giornalista RAI Luciano Lucianer, nel 2007 il Comitato di Partecipazione di S. Giorgio ad Arco, nel 2008 Duilio Turrini, nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei, nel 2010 il Comitato S.O.S. Altissimo, nel 2011 la Busa Consapevole.

FINALISTI

AMICI DEL SARCA

Associazione che, fin dal 1989 con una Mostra avente per tema le condizioni del fiume Sarca, e in seguito con una raccolta firme, ha proposto all'attenzione pubblica le condizioni in cui versava il fiume, concorrendo all'idea e alla progettazione, iniziata nel 2009 dai Comuni di Arco, Nago-Torbole, Riva e Dro, di un "Parco Fluviale del Sarca", che sta per giungere alla sua formulazione definitiva, allargandosi anche ad altri Comuni. L'Associazione si è ricostituita il 13 ottobre 2011 e, in assenza, al momento, di un presidente e di altri organi dirigenti, citiamo i soci fondatori: Fabio Berlanda, Luigi Bombardelli, Roberto Calzà, Emanuela Cretti, Carla Del Marco, Gianfranco Maino, Lucio Matteotti, Flavia Miori, Donato Riccadonna, Claudio Verza).

CARLA DEL MARCO

Referente "storico" del WWF nel Basso Sarca, da molti anni attiva sul fronte ambientalista, è anche uno dei fondatori del Coordinamento ambientalista del Basso Sarca. Nel 2011 si è particolarmente distinta nella battaglia contro una bonifica agraria ai Gazzi, nonché per il suo fattivo contributo alla nascita del Parco Fluviale del Sarca. Per dirla con le sue parole, "la mia attività di volontaria per l'ambiente di 20 anni e più, assieme a tanti altri soggetti (qualche volta potrebbero essere di più), è volta a cercare di fermare il degrado di questo nostro ambiente e sensibilizzare quanti non hanno capito che la salvaguardia della terra andrà a beneficio non solo nostro, ma anche di quelli che verranno, salute compresa. Nel mondo contadino, dal quale provengo, mi è stato insegnato a rispettare tutti i fili d'erba, pertanto auguro a tutti noi e a quelli che ci vorranno seguire, di continuare su questa strada nonostante le tante difficoltà."

SOMMOZZATORI DI RIVA DEL GARDA

Il Gruppo Sommozzatori di Riva del Garda si è costituito nel 1969, e tra le sue numerose attività si segnala la partecipazione, da molti anni, alle "Giornate ecologiche" organizzate dal Comune di Riva del Garda, nel corso delle quali alcuni sommozzatori si immergono nel lago antistante Riva per pulire i fondali di quanto vi viene gettato, per incuria o inciviltà. P. es., quest'anno sono state recuperate, tra l'altro, sedie, biciclette, bidoni ecc. Prezioso è anche il lavoro di monitoraggio, visivo e fotografico, della stato delle acque lacustri e dei suoi fondali. Il suo attuale Presidente è Graziano Marchi.

EMILIANO FACCIO

Consigliere Comunale di Tenno per la lista di opposizione "Tenno Viva", si segnala come coordinatore, nel 2004, del Comitato promotore del referendum contro l'istituzione di un campo di golf nella zona circostante il laghetto di Tenno, referendum che ha di fatto bloccato il progetto; nonchè per la sua opposizione ad una progettata lottizzazione nell'abitato di Cologna, già deturpata da un agritur-acetaia che mal si inserisce nel delicato equilibrio geologico e paesaggistico del piccolo borgo medioevale.

PAOLO MAYR

Presidente di una delle più antiche prestigiose Associazioni ambientaliste del Trentino, "Italia Nostra", è uno degli ambientalisti "storici" del Trentino. Si segnala, per quanto riguarda la zona dell'Alto Garda, per l'organizzazione, nell'ambito della Campagna Nazionale di Italia Nostra sui "Paesaggi sensibili", di una Giornata di studio, l'11 ottobre 2011, sul paesaggio alto gardesano, intitolata "Paesaggi agrari perduti, salvati e da salvare: il caso dell'Alto Garda", che ha ripercorso le tappe del degrado della zona e dei continui assalti al territorio di questi ultimi 40 anni. Particolarmente efficace, anche dal punto di vista delle immagini, il suo intervento, intitolato "Trasformazione e consumo del territorio dell'Alto Garda dal secondo dopoguerra ai giorni nostri", un vero e proprio reportage che è insieme una testimonianza e una denuncia, con l'implicito auspicio ai politici e a tutti noi che ci abitiamo a non ripetere gli errori del passato.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 30.5.2012



PREMIAZIONE PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2012"

Si comunica che sabato 9 giugno alle ore 16, sul prato antistante il Villino Campi di Riva del Garda, si svolgerà l'incontro-premiazione del Premio "Amico della Terra 2012", giunto quest'anno alla VII edizione, e che premierà la persona, ente o Associazione che nel corso del 2011 si sia particolarmente distinto nella salvaguardia ambientale dell'Alto Garda e Ledro.

Il vincitore sarà proclamato tra i 5 finalisti che sono stati votati con scrutinio segreto dai soci degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", e che sono (in ordine alfabetico), gli Amici del Sarca, Carla del Marco, Emiliano Faccio, Paolo Mayr, i Sommozzatori di Riva del Garda.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 5.6.2012


PREMIAZIONE PREMIO "AMICO DELLA TERRA 2012"

VII EDIZIONE

Si comunica che il 9 giugno 2012, alle ore 16, nel prato antistante il Villino Campi di Riva del Garda si è svolto l'incontro-premiazione del Premio "AMICO DELLA TERRA 2012", giunto quest'anno alla VII Edizione. Gli iscritti degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", dopo alcuni mesi di valutazioni e discussioni sulle persone, enti o Associazioni che nel 2011 siano risultate più attive nel preservare e valorizzare l'ambiente dell'Alto Garda e Ledro, hanno deciso con votazione segreta di designare una cinquina di finalisti, tra i quali con un'ulteriore votazione hanno scelto il vincitore della VII Edizione del Premio "Amico della Terra 2011". Il vincitore è stato "svelato" e premiato nel corso dell'incontro-premiazione, insieme ai 5 finalisti sotto elencati, tutti presenti nella suggestiva cornice ambientale che, come ormai consuetudine, fa da sfondo ad un Premio pressoché unico nel suo genere in ambito nazionale, e che si caratterizza soprattutto per la trasparenza e democraticità dell'iter decisionale, nonché per la francescana semplicità, a contatto diretto con la "terra" alla quale si ispira, del suo atto conclusivo.

Sono anche stati ricordati quanti, pur non entrando nella cinquina dei finalisti, sono stati votati, con l'auspicio di miglior fortuna nelle prossime edizioni del Premio (in ordine alfabetico): Bioledro (Cooperativa per progetto di teleriscaldamento con biomasse in val di Ledro), la Busa Consapevole, Marco Matteotti (ex Presidente SAT di Riva), il marchio provinciale "Ecoristoranti", Michele Nardelli (Consigliere Provinciale PAT), il Parco Agricolo dell'Alto Garda, il progetto pannolini biodegradabili del Comune di Riva del Garda, la Procura della Repubblica di Rovereto (per l'attenzione alla discarica della Maza), Beppo Toffolon (architetto).

E' stata anche brevemente rievocata la "storia" del Premio, nato nel 2006 da un'idea di Lorenzo Vescovi, e i suoi 6 vincitori nelle passate edizioni: nel 2006 il giornalista RAI Luciano Lucianer, nel 2007 il Comitato di Partecipazione di S. Giorgio ad Arco, nel 2008 Duilio Turrini, nel 2009 l'Amministrazione Comunale di Concei, nel 2010 il Comitato S.O.S. Altissimo, nel 2011 l'Associazione "La Busa Consapevole". Tra i vincitori vi sono stati 1 giornalista (Lucianer), 1 ambientalista (Duilio Turrini), 2 Enti pubblici (Comitato di Partecipazione di S. Giorgio e Comune di Concei), 2 Associazioni di privati cittadini (SOS Altissimo e Busa Consapevole). Tra i 35 finalisti (compresi quelli di quest'anno) vi sono state 17 uomini e 4 donne (Angioletta Maino, Carla Del Marco, Roberta Angelini, Cristina Bassi), 12 Associazioni private (tutte diverse), 9 politici (Roberto Bombarda per 2 volte finalista, Claudio Molinari, Roberta Angelini, Rocco Frizzi, Mauro Malossini, Mauro Pederzolli, Angioletta Maino, Emiliano Faccio), 4 ambientalisti (Paolo Mayr, Duilio Turrini, Nino Mazzocchi, Carla Del Marco), 2 enti pubblici (Comune di Concei e Com. di Partecipazione di S. Giorgio), 2 giornalisti (Lorenzo Lucianer e Stefano Ischia), uno scrittore (Giancarlo Narciso), un ingegnere (Marco Danzi), una rivista (Questotrentino), un esperto di giardini (Ermenegildo Spagnolli), un albergatore (Andrea Pregl), e una archeologa (Cristina Bassi)

Da segnalare infine i pluripremiati Nino Mazzocchi (premiato 3 volte, 2 volte finalista, di cui una volta come Presidente del Comitato Oliveto di Goethe, una volta vincitore come Presidente del Comitato SOS Altissimo) e Roberto Bombarda (2 volte finalista).

Sono intervenuti con un breve intervento anche Renza Bollettin, Assessore all'Ambiente del Comune di Riva del Garda, Alessandro de Guelmi, Assessore all'Ambiente della Comunità Alto Garda e Ledro, e Aldo Pompermaier, Presidente dei Verdi del Trentino.

FINALISTI (IN ORDINE ALFABETICO)

AMICI DEL SARCA

Associazione che, fin dal 1989 con una Mostra avente per tema le condizioni del fiume Sarca, e in seguito con una raccolta firme, ha proposto all'attenzione pubblica le condizioni in cui versava il fiume, concorrendo all'idea e alla progettazione, iniziata nel 2009 dai Comuni di Arco, Nago-Torbole, Riva e Dro, di un "Parco Fluviale del Sarca", che sta per giungere alla sua formulazione definitiva, allargandosi anche ad altri Comuni. L'Associazione si è ricostituita il 13 ottobre 2011 e, in assenza, al momento, di un presidente e di altri organi dirigenti, citiamo i soci fondatori: Fabio Berlanda, Luigi Bombardelli, Roberto Calzà, Emanuela Cretti, Carla Del Marco, Gianfranco Maino, Lucio Matteotti, Flavia Miori, Donato Riccadonna, Claudio Verza).

CARLA DEL MARCO

Referente "storico" del WWF nel Basso Sarca, da molti anni attiva sul fronte ambientalista, è anche uno dei fondatori del Coordinamento ambientalista del Basso Sarca. Nel 2011 si è particolarmente distinta nella battaglia contro una bonifica agraria ai Gazzi, nonché per il suo fattivo contributo alla nascita del Parco Fluviale del Sarca. Per dirla con le sue parole, "la mia attività di volontaria per l'ambiente di 20 anni e più, assieme a tanti altri soggetti (qualche volta potrebbero essere di più), è volta a cercare di fermare il degrado di questo nostro ambiente e sensibilizzare quanti non hanno capito che la salvaguardia della terra andrà a beneficio non solo nostro, ma anche di quelli che verranno, salute compresa. Nel mondo contadino, dal quale provengo, mi è stato insegnato a rispettare tutti i fili d'erba, pertanto auguro a tutti noi e a quelli che ci vorranno seguire, di continuare su questa strada nonostante le tante difficoltà."

EMILIANO FACCIO

Consigliere Comunale di Tenno per la lista di opposizione "Tenno Viva", si segnala come coordinatore, nel 2004, del Comitato promotore del referendum contro l'istituzione di un campo di golf nella zona circostante il laghetto di Tenno, referendum che ha di fatto bloccato il progetto; nonchè per la sua opposizione ad una progettata lottizzazione nell'abitato di Cologna, già deturpata da un agritur-acetaia che mal si inserisce nel delicato equilibrio geologico e paesaggistico del piccolo borgo medioevale.

SOMMOZZATORI DI RIVA DEL GARDA

Il Gruppo Sommozzatori di Riva del Garda si è costituito nel 1969, e tra le sue numerose attività si segnala la partecipazione, da molti anni, alle "Giornate ecologiche" organizzate dal Comune di Riva del Garda, nel corso delle quali alcuni sommozzatori si immergono nel lago antistante Riva per pulire i fondali di quanto vi viene gettato, per incuria o inciviltà. P. es., quest'anno sono state recuperate, tra l'altro, sedie, biciclette, bidoni ecc. Prezioso è anche il lavoro di monitoraggio, visivo e fotografico, dello stato delle acque lacustri e dei suoi fondali. Il suo attuale Presidente è Graziano Marchi.

VINCITORE

PAOLO MAYR

Presidente di una delle più antiche prestigiose Associazioni ambientaliste del Trentino, "Italia Nostra", è uno degli ambientalisti "storici" del Trentino. Si segnala, per quanto riguarda la zona dell'Alto Garda, per l'organizzazione, nell'ambito della Campagna Nazionale di Italia Nostra sui "Paesaggi sensibili", di una Giornata di studio, l'11 ottobre 2011, sul paesaggio alto gardesano, intitolata "Paesaggi agrari perduti, salvati e da salvare: il caso dell'Alto Garda", che ha ripercorso le tappe del degrado della zona e dei continui assalti al territorio di questi ultimi 40 anni. Particolarmente efficace, anche dal punto di vista delle immagini, il suo intervento, intitolato "Trasformazione e consumo del territorio dell'Alto Garda dal secondo dopoguerra ai giorni nostri", un vero e proprio reportage che è insieme una testimonianza e una denuncia, con l'implicito auspicio ai politici e a tutti noi che ci abitiamo a non ripetere gli errori del passato.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva, 9.6.2012


FINALISTI DEL PREMIO "NEMICO DELLA TERRA 2012"

Gli "Amici della Terra e dell'Alto Garda", dopo un lungo iter di discussioni e votazioni che si sono protratte diversi mesi, a dimostrazione della consapevolezza del cresciuto "peso" mediatico e politico del poco ambito Premio, il cui scopo è peraltro soprattutto quello di segnalare situazioni e di sensibilizzare l'opinione pubblica su temi ambientali altrimenti poco conosciuti, comunicano di avere scelto i seguenti 5 finalisti tra persone, enti, Associazioni, progetti e manufatti che nel 2011 si siano distinti nella manomissione e distruzione dell'ambiente alto gardesano. Tra questi sarà prossimamente votato il vincitore 2012 del Premio.

Le discussioni, come nel caso del Premio gemello "Amico della Terra", sono sempre state pubbliche e aperte a tutti, così come le segnalazioni, che sono pervenute da soci, simpatizzanti e anche da semplici cittadini, mentre le votazioni sono state, come sempre, segrete e riservate ai soci degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro". Si ricorda altresì, per cercare di evitare strumentalizzazioni e polemiche di tipo politico e partitico, la completa autonomia degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro" da qualsiasi associazione e/o organizzazione politica, che non esclude l'appartenenza ed anche la militanza politica-partitica a titolo personale dei singoli soci.

FINALISTI (in ordine alfabetico)

BONIFICA AGRARIA AI GAZZI (BOLOGNANO DI ARCO)

Rappresenta, a nostro avviso, un esempio paradigmatico di cosa sono diventate le bonifiche agrarie nella nostra zona, ovverossia un modo, spesso, di aggirare le normative vigenti per interventi "pesanti" su territori quasi sempre incontaminati. Con il sospetto che vengano usate anche per reperire materiali inerti di ottima qualità e a basso prezzo, nonché per occultare, aggirando le rigide normative sui rifiuti, materiali di scarto o addirittura nocivi e tossici. Sospetto alimentato anche dalla constatazione che spesso, a richiedere bonifiche agrarie non sono, come sarebbe lecito attendersi, dei contadini o comunque imprenditori agricoli, bensì imprenditori immobiliari, albergatori o titolari di ditte che si occupano di trasporto di inerti.

Nello specifico della bonifica ai Gazzi, dove si sta trasformando un'area boschiva in un vigneto con scavi ed opere in cemento armato dal pesante impatto ambientale ed estetico-paesaggistico, a prescindere da valutazioni sull'opportunità di un intervento in una zona ad elevato rischio idrogeologico, dove i lavori interessano anche zone di rispetto di alcune sorgenti, forti perplessità sorgono anche sulla regolarità delle autorizzazioni emesse dagli organi preposti, come il Servizio Bacini Montani della Provincia, la Commissione edilizia del Comune di Arco, il Comitato Tecnico Forestale. Su quest'ultimo aspetto potrebbe a breve essere interessata anche la Magistratura.

COMITATO VIABILITA' NAGO-TORBOLE

Per essersi espresso, in diverse occasioni e in polemica con tutte le Associazioni ambientaliste della zona, a favore del collegamento viario Alto Garda-Mori mediante tunnel "lunghissimo" a doppia canna, considerato semplicisticamente l'unica soluzione alle difficoltà di comunicazione tra l'asta dell'Adige e la Busa.

Pur rispettando le altrui opinioni, e nella consapevolezza che il problema appare complesso e poliedrico, tale soluzione non ci sembra affatto "la soluzione". Il tunnel "lunghissimo" a doppia canna è infatti un'opera sovradimensionata in relazione ai flussi di traffico attuali e futuri, non è più sicuro di un tunnel a semplice canna, ed ha, rispetto a quest'ultimo, un impatto ambientale e costi decisamente superiori. Basti pensare, per non andare lontani, al prosciugamento del lago di Loppio, dovuto allo scavo della galleria Adige-Garda, più o meno nella stessa zona dell'ipotizzato tunnel "lunghissimo". Un approccio più "soft", come quello prospettato da Marco Danzi della Qnex, cioè il superamento dei "nodi" viari con brevi tunnel a canna singola, ed integrato con altri sistemi di comunicazione, come p.es. un collegamento ferroviario diverso dal progetto Metroland, appare a nostro avviso più adatto e rispettoso di una zona splendida ma fragile come la nostra.

COMUNITA' DI VALLE DELL'ALTO GARDA E LEDRO

Per non avere finora espresso con convinzione e decisione la volontà politica di implementare la raccolta differenziata mediante l'unico sistema, il cosiddetto "porta a porta", che possa significativamente migliorare la situazione attuale, caratterizzata da un sistema di raccolta "stradale". La raccolta differenziata, nella Comunità dell'Alto Garda, si è infatti da alcuni anni attestata su valori che non mostrano significativi miglioramenti (56,2 % nel 2009, 54,8 % nel 2010, 56,5 % nel 2011) e che sono distanti anche dagli obiettivi del Piano Provinciale dei Rifiuti, cioè il 65 %. Nei quasi 2 anni trascorsi dall'esordio della Comunità di Valle, il Presidente Salvador Valandro e l'assessore competente Michela Calzà hanno commissionato uno studio, a detta di molti del tutto pleonastico, all'Università di Trento, ponendo però come condizione l'uso delle centinaia di campane interrate volute dalla precedente Amministrazione del Comprensorio, e limitandone così fortemente l'utilità come strumento scientifico e operativo di programmazione. Nonostante questi limiti, lo studio in oggetto ha confermato comunque, come era ampiamente prevedibile, che solo l'estensione a zone più ampie possibili del "porta a porta" è in grado di migliorare la situazione esistente, e che l'uso delle campane interrate va limitato il più possibile. La recente decisione, resa pubblica il 5 luglio, di passare nel 2014 ad un sistema di raccolta "misto", cioè in parte "porta a porta" ed in parte "stradale", va nella direzione giusta, ma appare eccessivamente prudente e "frenata" dalle scelte dell'Aministrazione precedente. E nonostante la Comunità stessa sia stata sollecitata, oltre che da Comitati di privati cittadini, come "La Busa Consapevole", e da apposite mozioni consiliari (dei Comuni di Nago-Torbole, di Ledro e infine anche di Riva del Garda) a favore del "porta a porta". Si auspica che ora si cerchi almeno di recuperare il troppo tempo perso, p. es. anticipando al 2013 la partenza del nuovo sistema di raccolta.

DISCARICA DELLA MAZA

Vera "emergenza" ambientale "cronica" dell'Alto Garda/Basso Sarca, dovuta all'imprevidenza e sottovalutazione del problema di intere generazioni di politici, locali e non, e di tutti i cittadini, che non si sono mai resi conto, fino a poco tempo fa, della gravità della situazione e della necessità di porre mano con trasparenza e decisione a interventi risolutivi. Gli interventi prospettati finora dai tecnici provinciali e della Comunità di Valle, per quanto obiettivamente difficili ed onerosi, non sembrano essere né decisi, né risolutivi, né del tutto trasparenti, aleggiando il sospetto che alcuni dati vengano occultati ai cittadini. In particolare non risolutiva appare la soluzione prospettata di un costosissimo "capping", cioè di isolare e di "nascondere" sotto terra con un telone, sia pure tecnologicamente avanzato, la parte più antica e inquinante della discarica. Si auspica un ulteriore dibattito, anche scientifico-tecnico, sull'argomento, magari con una serie di incontri aperti ai cittadini nel corso dei quali vengano illustrate le possibili soluzioni, con i pro e i contro di ognuna, e con tecnici indipendenti e non solamente locali ad esporle e discuterle.

MAURO OTTOBRE

Consigliere Provinciale della P.A.T., si segnala per avere difeso, con un intervento pubblico, la regolarità delle procedure per una bonifica agraria ai "Gazzi" di Bolognano, bonifica attaccata dalle associazioni ambientaliste per una serie di sospette irregolarità nell'iter autorizzativo, che potrebbero essere tra l'altro oggetto di un'esposto-denuncia alla Procura della Repubblica. In ogni caso, al di là della regolarità o meno dell'iter burocratico-amministrativo, appare un intervento pesantemente impattante dal punto di vista della continuità boschiva e paesistica della zona. L'intervento di Ottobre, probabilmente in buona fede ma evidentemente poco informato nello specifico, ricorda infatti le bonifiche agrarie dei nostri nonni, che contribuivano "con il loro lavoro a mantenere il bosco pulito, geologicamente "solido" e piacevolmente percorribile". Peccato che le bonifiche attuali siano cosa ben diversa !

Si segnala negativamente anche per un Disegno di legge Provinciale a favore del ripristino della circolazione a motore sull'Alto Garda, che invece a parere nostro va assolutamente mantenuta come nella legislazione vigente, cioè vietata e senza alcun tipo di eccezioni. Disegno di legge reiterato anche nel 2012 (n. 329), anche se "addolcito" da limitazioni orarie e consentito solo per motori elettrici o ibridi, ed attualmente all'esame della III Commissione Consiliare. Tale Disegno di legge, insieme al similare (n. 279) del collega Giovanazzi, tende a modificare una legge, in vigore dal 2001, che ha dato ottima prova, trasformando l'Alto Garda in uno dei più importanti campi di regata a livello mondiale. Che i motori privati, elettrici o no, farebbero ritornare un campo di difficile convivenza, con surf, bagnanti, pedalò e vele a contendersi gli spazi, e probabili ricadute negative nel turismo outdoor e "verde", che rimane la vera scommessa turistica del nostro futuro.

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva del Garda, 30.8.2012





Arco, Riva del Garda, Nago Torbole 27/09/2012

Spett.Le Segreteria commissioni permanenti del Consiglio Provinciale di Trento

Via Manci 27 38122 TRENTO

Alla cortese attenzione del Presidente della terza commissione permanente

del Consiglio Provinciale

Dott. Roberto Bombarda

OGGETTO: Osservazioni ai disegni di Legge n.279 di data 06 febbraio 2012 del consigliere prov. Nerio Giovanazzi

e n.329 di data 13 agosto 2012 del consigliere prov. Mauro Ottobre inerenti due diverse proposte di modifica dell'attuale

disciplina di navigazione sul Lago di Garda L.P. 15 novembre 2010, n.23

Il Coordinamento Ambientalista Alto Garda che riunisce le seguenti associazioni. Amici della Terra, Comitato per lo Sviluppo Sostenibile, Italia Nostra, Legambiente e WWF Sezione Trentino Alto Adige, in merito alle due proposte (Disegni di legge n.279 e n.329) di modifica dell'attuale disciplina di navigazione sul Lago di Garda L.P. 15 novembre 2010, n.23 (che aveva sostituito la precedente legge n.9 del 2001 consentendo l'ingresso ai motori elettrici alimentati a batteria da 10 kw e portando il limite dei motori delle imbarcazioni dei pescatori dilettanti da 4,5 a 6 kw, conservando però il divieto d'ingresso delle imbarcazioni a motore sul lago di Garda parte Trentina),

esprime parere negativo

L'attuale disciplina, indirizzata a tutelare l'integrità ambientale e la tranquillità dello specchio d'acqua compreso nei confini provinciali, risulta ben giustificata alla luce e delicatezza del Garda, visto anche il limitato spazio del settore trentino. Attualmente il Lago di Garda è utilizzato per attività sportive quali il windsurf , la navigazione a vela e la canoa.e sulla sponda trentina hanno la sede numerosi circoli velici, windsurf e scuole sia per principianti che per esperti.

La disciplina in vigore ha dato prova positiva come emerge da un confronto con i settori del lago veneto e lombardo, meno attentamente gestiti e caratterizzati da un maggiore disordine e minore sicurezza.

Le modifiche proposte dai disegni di legge, saranno un primo passo per una graduale abolizione degli attuali vincoli, porteranno inoltre ad un ulteriore intasamento di uno spazio assai limitato e ad un peggioramento della qualità delle acque del lago di Garda, oltre ad una notevole perdita d'immagine che la normativa in vigore aveva contribuito a creare

.

Lo sfruttamento turistico del Lago ha ormai raggiunto il proprio limite, che non sembra davvero opportuno superare.

Ringraziando per l'attenzione, porgiamo distinti saluti.

Per il Coordinamento Ambientalista Alto Garda:

Firmato Paolo Barbagli Ass. Amici della Terra

" Duilio Turrini Comitato per lo Sviluppo Sostenibile

" Fanizza Federica Ass. Italia Nostra

" Maddalena Di Tolla Ass. Legambiente

" Carla del Marco Ass. WWF Sezione Trentino Alto Adige



PREMIO "NEMICO DELLA TERRA 2012": VINCITORE

Comunico che gli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", riuniti in Assemblea pubblica, hanno votato a scrutinio segreto il vincitore 2012 del Premio "Nemico della Terra 2012" - VII edizione, riservato a persone, enti, Associazioni o realizzazioni che nel corso del 2011 si siano distinti nella manomissione e distruzione dell'ambiente alto gardesano.

Si ricorda che il vincitore è stato scelto all'interno di una cinquina di finalisti, che comprendeva, come precedentemente comunicato, la BONIFICA AGRARIA AI GAZZI (BOLOGNANO DI ARCO), il COMITATO VIABILITA' NAGO-TORBOLE, la COMUNITA' DI VALLE DELL'ALTO GARDA E LEDRO, la DISCARICA DELLA MAZA, MAURO OTTOBRE (in ordine alfabetico).

Si ricorda altresì che nelle precedenti edizioni i vincitori sono stati: nel 2006 Vito Oliari, sindaco di Tiarno di Sopra (finalisti Silvano Grisenti, i fratelli Lunelli, Adalberto Mosaner, la Procura della Repubblica di Rovereto); nel 2007 l'Amministrazione Comunale di Riva (finalisti Giorgio Domenichelli, Mauro Malfer, Fabrizio Miori, TERNA - Rete Elettrica Nazionale S.P.A.); nel 2008 Gianmarco Marocchi, sindaco di Tenno (finalisti il Comune di Tiarno di Sopra, Forza Italia del Trentino, la Giunta Comunale di Riva, l'Ufficio Gestione strade della Provincia); nel 2009 Patrimonio del Trentino S.P.A. (finalisti Silvio Berlusconi, Giancarlo Tonelli, la Commissione Edilizia di Riva, Gianmarco Marocchi), nel 2010 la Commissione Comprensoriale per la Tutela Paesaggistico ambientale del C9 (finalisti la Alto SAS, la Cartiera Fedrigoni di Varone, Savio Lucio Piana della SOGAP, la "Progetto Altissimo" srl); nel 2011 il Parcheggio Monte Oro di Riva del Garda (finalisti Pietro Matteotti, Adalberto Mosaner, ex Sanatorio Argentina/Olivenheim di Arco, Chicco Testa).

Dopo una sola votazione, come sempre a scrutinio segreto tra i soci degli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", il vincitore è risultato Mauro Ottobre, con le seguenti motivazioni.

"Consigliere Provinciale della P.A.T., si segnala per avere difeso, con un intervento pubblico, la regolarità delle procedure per una bonifica agraria ai "Gazzi" di Bolognano, bonifica attaccata dalle associazioni ambientaliste per una serie di sospette irregolarità nell'iter autorizzativo, che potrebbero essere tra l'altro oggetto di un'esposto-denuncia alla Procura della Repubblica. In ogni caso, al di là della regolarità o meno dell'iter burocratico-amministrativo, appare un intervento pesantemente impattante dal punto di vista della continuità boschiva e paesistica della zona. L'intervento di Ottobre, probabilmente in buona fede ma evidentemente poco informato nello specifico, ricorda infatti le bonifiche agrarie dei nostri nonni, che contribuivano "con il

loro lavoro a mantenere il bosco pulito, geologicamente "solido" e piacevolmente percorribile". Peccato che le bonifiche attuali siano cosa ben diversa !

Si segnala negativamente anche per un Disegno di legge Provinciale a favore del ripristino della circolazione a motore sull'Alto Garda, che invece a parere nostro va assolutamente mantenuta come nella legislazione vigente, cioè vietata e senza alcun tipo di eccezioni. Disegno di legge reiterato anche nel 2012 (n. 329), anche se "addolcito" da limitazioni orarie e consentito solo per motori elettrici o ibridi, ed attualmente all'esame della III Commissione Consiliare. Tale Disegno di legge, insieme al similare (n. 279) del collega Giovanazzi, tende a modificare una legge, in vigore dal 2001, che ha dato ottima prova, trasformando l'Alto Garda in uno dei più importanti campi di regata a livello mondiale. Che i motori privati, elettrici o no, farebbero ritornare un campo di difficile convivenza, con surf, bagnanti, pedalò e vele a contendersi gli spazi, e probabili ricadute negative nel turismo outdoor e "verde", che rimane la vera scommessa turistica del nostro futuro."

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Presidente

Paolo Barbagli

Riva del Garda, 1.10.2012






Coordinamento Ambientalista Alto Garda e Ledro


OSSERVAZIONI E PROPOSTE ALL'INTEGRAZIONE AL PROGETTO PRELIMINARE E CONFRONTO DELLE SOLUZIONI ALTERNATIVE "C OTTIMIZZATA" E "D" PER IL COLLEGAMENTO STRADALE LOPPIO - PIANA DI ARCO/TORBOLE E CIRCONVALLAZIONE DI TORBOLE P R 220 A.T 46 A (OPERA Nr.463: COLLEGAMENTO "LOPPIO - BUSA" SULLA S.S. 240 E CIRCONVALLAZIONE DI TORBOLE - PROGETTO PRELIMINARE E STUDIO V.I.A.).

Ottobre 2012

· Osservazioni di carattere generale

Recentemente, il giorno 18 settembre del 2012, il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge n.3086 "Ratifica ed esecuzione del Protocollo di attuazione della Convenzione per la protezione delle Alpi del 1991 nell'ambito dei trasporti, fatto a Lucerna il 31 ottobre 2000" (d'ora in poi Protocollo). Il 17 ottobre 2012 la Camera ha approvato definitivamente il testo di legge. Tale atto legislativo, approvato con notevole ritardo, è di fondamentale importanza per la pianificazione dei trasporti sia a livello nazionale che locale. Ricordando che i territori interessati dalle opere riguardanti, il collegamento Loppio- Busa e Circonvallazione di Torbole, sono collocati nell'ambito di giurisdizione (v. Fig.1) della Convenzione delle Alpi. Si ritiene opportuno richiamare l'attenzione degli Enti Locali per modulare le politiche trasportistiche ai principi ispiratori di detto trattato internazionale. La Convenzione delle Alpi sottoscritta dai Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera) e dall'Unione Europea, si pone l'obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e la tutela degli interessi della popolazione residente, tenendo conto delle complesse questioni ambientali, sociali, economiche e culturali.

Fig.1-Territorio Convenzione delle Alpi

In particolare, nell'art.7 del Protocollo di attuazione della Convenzione delle Alpi del 1991 nell'ambito dei trasporti viene definita la strategia della politica dei trasporti "Nell'interesse della sostenibilità le Parti contraenti si impegnano ad attuare una gestione razionale e sicura dei trasporti nel contesto di una rete di trasporti integrata, coordinata e transfrontaliera tesa a:

· coordinare i vettori, i mezzi e i tipi di trasporto e a favorire l'intermodalità;

· sfruttare nel modo migliore i sistemi e le infrastrutture di trasporto esistenti nel territorio alpino, tra l'altro con l'impiego della telematica e ad imputare a coloro che li causano i costi infrastrutturali ed esterni, differenziandoli a seconda dell'impatto causato,

· incidere, tramite interventi di assetto del territorio e strutturali, a favore del trasferimento dei servizi di trasporto di persone e merci su quel vettore che di volta in volta risulti più rispettoso dell'ambiente, nonché sui sistemi intermodali di trasporto,

  • valorizzare e sfruttare i potenziali di riduzione del volume di traffico."

E nell'art. 10 riguardante il trasporto su rotaia " 1. Al fine di sfruttare la particolare idoneità della ferrovia per soddisfare la domanda di trasporto a lunga distanza e al fine di un migliore sfruttamento della rete ferroviaria per la valorizzazione economica e turistica del territorio alpino, le Parti contraenti, nell'ambito delle loro competenze, sostengono:

a) il miglioramento dell'infrastruttura ferroviaria tramite la costruzione e lo sviluppo di grandi assi transalpini, inclusi i relativi raccordi e adeguati terminali;

b) l'ulteriore ottimizzazione gestionale e l'ammodernamento della ferrovia, in particolare

per i trasporti transfrontalieri;

c) i provvedimenti tesi a trasferire sulla rotaia in particolare il trasporto merci a lunga distanza, nonché ad armonizzare maggiormente la tariffazione per l'utilizzo delle infrastrutture di trasporto;

d) i sistemi di trasporto intermodali, nonché l'ulteriore sviluppo della ferrovia;

e) il maggiore utilizzo della ferrovia e la creazione di sinergie orientate all'utenza nel trasporto passeggeri a lunga distanza, regionale e locale."

E nell'art.11 riguardante il trasporto su strada "1. Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino.

2. Dei progetti stradali di grande comunicazione per il trasporto intraalpino possono essere realizzati solo a condizione che:

a) gli obiettivi stabiliti all'articolo 2, comma 2, lettera j della Convenzione delle Alpi possano essere raggiunti tramite appropriati interventi di precauzione o di compensazione realizzati in base ai risultati di una valutazione dell'impatto ambientale, e

b) le esigenze di capacità di trasporto non possano essere soddisfatte né tramite un migliore sfruttamento delle capacità stradali e ferroviarie esistenti, né potenziando o costruendo infrastrutture ferroviarie e di navigazione, né migliorando il trasporto combinato o adottando altri interventi di organizzazione dei trasporti, e

c) dalla verifica di opportunità risulti che il progetto è economico, che i rischi sono controllabili e che l'esito della valutazione dell'impatto ambientale è positivo, si tenga conto dei piani/programmi di assetto territoriale e dello sviluppo sostenibile.

3. Dato che le condizioni geografiche e la struttura insediativa del territorio alpino non permettono dovunque un efficiente servizio da parte dai trasporti pubblici, le Parti contraenti riconoscono tuttavia la necessità di creare e mantenere un livello sufficiente di infrastrutture di trasporto che garantiscano il funzionamento del trasporto individuale nelle aree periferiche."

Dalla lettura dell'articolato del Protocollo, emerge in modo chiaro che la pianificazione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto transalpini ma anche intraalpini dovrà essere orientata verso sistemi di mobilità sostenibili e su vettori meno inquinanti. Pertanto le politiche dei trasporti provinciali basate sulla costruzione e/o potenziamento di strade provinciali per la risoluzione dei problemi del traffico extraurbano ed urbano dovrebbero essere rimodulate ed essere coerenti con le direttive della Comunità Europea (vedi Libro Bianco), del Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi e dalla legislazione italiana ratificata.

Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dell'Alto Garda (d'ora in poi Coordinamento), ritiene che le ipotesi di soluzione ai decennali problemi di traffico, fin qui definite nel Progetto preliminare e di V.I.A. (OPERA Nr.463: COLLEGAMENTO "LOPPIO - BUSA" SULLA S.S. 240 E CIRCONVALLAZIONE DI TORBOLE - PROGETTO PRELIMINARE E STUDIO V.I.A), debbano essere affrontate con una visione strategica complessiva e non limitata a soluzioni parziali e particolari.

Ritiene inoltre che la realizzazione delle opere suindicate consentirà in futuro di migliorare la vivibilità e viabilità di Nago , Torbole e Bolognano ma non risolverà in modo significativo i problemi del traffico dell'intero territorio dell'Alto Garda, Valle dei Laghi e Loppio .

Afferma che, in coerenza con il Protocollo debbano essere urgentemente avviate iniziative a livello della PAT e degli altri enti locali (Comuni, Comunità di Valle) per la formulazione del Sistema di Mobilità Sostenibile dell'Alto Garda.

Affinché la nostra osservazione e proposta non venga considerata astratta e non legata alla realtà territoriale, richiediamo che venga urgentemente elaborato il Progetto preliminare e di VIA della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco- Tione ed elaborato il Piano Territoriale della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, con indicazioni chiare e univoche in materia di mobilità che certamente non può essere ridotta a realizzazione di rotatorie, circonvallazioni , zone ZTL parcheggi etc. cioè con una visione solo auto-centrica. Riteniamo che il Piano Territoriale della Comunità di Valle sarà lo strumento a disposizione per progettare il territorio nei prossimi decenni e che la mobilità rappresenti uno degli aspetti più importanti di esso.

D'altra parte l'elaborazione del Progetto preliminare della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco- Tione modificherebbe i dati di ingresso dei flussi di traffico, come si osserverà in seguito, per la progettazione delle opere stradali. In buona sostanza si rischierebbe di sovradimensionare le opere, con evidenti conseguenze economiche, finanziarie, ambientali e sociali.

Il Coordinamento, nel formulare ed integrare le osservazioni già fatte in passato, invita i servizi provinciali e gli enti competenti a progettare infrastrutture e servizi di trasporto con una visione strategica, complessiva e lungimirante per risolvere in maniera strutturale e possibilmente definitiva i problemi di congestione del traffico che da troppo tempo assillano le popolazioni alto gardesane, soprattutto nei mesi estivi.

In tal senso il Coordinamento intende, in questa occasione e in futuro, formulare idee e proposte promuovendo iniziative di sensibilizzazione per i cittadini residenti.

Si auspica infatti che le soluzioni non siano"calate dall'alto" ma siano discusse oltre che dagli operatori economici e turistici della comunità, anche e soprattutto dalle persone residenti, utilizzando metodi partecipativi. Il Coordinamento, ritiene che metodi più democratici nella risoluzione dei problemi della mobilità, potranno risultare più complessi e richiedere maggior tempo ma risulteranno enormemente più ricchi di idee e proposte e soprattutto potranno portare ad un maggior consenso.

Di seguito si farà riferimento ad alcuni punti dell'elaborato P R 220 A.T 46 A del 30 gennaio 2012 e relativi allegati, fornendo le relative osservazioni di carattere tecnico e ambientale.

· Osservazioni di carattere tecnico e ambientale

VIABILITA' (rif.2.3)

2.1 Analisi del traffico (2.3.2)

In merito allo studio e all'aggiornamento dei flussi di traffico presente nel documento, eseguiti dall'analisi sui nuovi dati disponibili nell'arco temporale 2008-2011 (dati PAT), si fa presente che la formulazione dei due scenari, cautelativo e realistico, potrebbe risultare fuorviante e portare a soluzioni progettuali errate dal punto di vista tecnico e ambientale.

Infatti, dall'analisi critica eseguita dal Gruppo di Lavoro PAT è emerso che l'ipotesi di incremento annuo dell'1,5% non si è, nella realtà, verificato, mentre il dato reale è lo 0,19% (valore medio mesi aprile-giugno). E' ipotizzabile che estendendo l'analisi ai successivi mesi dell'anno 2011, si perverrebbe a risultati analoghi. In buona sostanza il flusso di traffico risulterebbe stabile o al massimo in leggero aumento.

Potrebbe risultare interessante un approfondimento per comprendere tale errore di valutazione.

Si potrebbe analizzare se il rallentamento del tasso di incremento di traffico, rilevato dalla centralina N.145, sia dovuto alla crisi economica (minor uso di auto e maggior uso del servizio pubblico) oppure all'aumento del prezzo dei combustibili o a una accresciuta consapevolezza ambientale.

Il Coordinamento non ritiene corretto l'utilizzo dello scenario cautelativo al 2015 per le valutazioni del Progetto preliminare, perché porterebbe a sovradimensionare le opere e i servizi accessori. Pertanto, si ritiene indispensabile far riferimento solo allo scenario realistico 2015, più congruente alle dinamiche di sviluppo dei flussi di traffico.

Non è giustificabile che per lo studio della qualità dell'aria in corrispondenza del Biotopo di Loppio si utilizzi lo scenario cautelativo, in quanto per tale tratto risulta necessario realizzare impianti ed attrezzature che, nel rispetto delle direttive della Comunità europea e della legislazione nazionale cogente in materia ambientale, garantiscano in assoluto la salvaguardia dell'ambiente, indipendentemente dai flussi di traffico.

Risultano particolarmente interessanti i dati del TGM nei due sensi di marcia nel periodo dal 2007 al 2010; a tal proposito verranno svolte osservazioni nei paragrafi seguenti.

Tra i nodi di traffico F e G (vigneti frazione Prato Saiano), cioè nell'arco tra la rotatoria della Maza e quella del Cretaccio è prevista una riduzione di velocità da 90 Km/h (in galleria di Nago) a 70 Km/h ed un flusso di traffico (per lo scenario realistico al 2015 e nell'ora di punta 11.00-12.00), pari a 1.241 veicoli/h nella direzione Rovereto Busa, sia per la soluzione Cott che per la soluzione D.

In suddetto tratto sono state previste due corsie (una per ogni senso di marcia). Tali fattori fanno prevedere una congestione nell'intero tratto e sul ponte sulla Sarca. La congestione determinerà un notevole peggioramento dell'inquinamento atmosferico ed acustico. Difatti tale flusso di traffico, su una strada a unica corsia per ogni senso di marcia, è superiore a 1.000 veicoli/h, che è già un valore critico e prossimo alla congestione. Inoltre la distribuzione dei flussi di traffico da Rovereto (sempre per la soluzione Cott e D), dopo la rotatoria del Cretaccio, incrementerà notevolmente i flussi di traffico attuali: in via Sabbioni dagli attuali 9 a 825 veicoli/h con un incremento pari a circa 92 volte il flusso di traffico attuale e sulla S.S. 249 dagli attuali 764 a 785 veicoli/h con un incremento del 2,7 %. Mentre su via Linfano è prevista una diminuzione di traffico dagli attuali 789 a 609 veicoli/h pari al 22,8%.

Si fa notare che il flusso di traffico, alla "curva dei rospi", verso Nago sulla SS 240 rimarrà ancora alto e pari a 500 veicoli/h per la soluzione Cott e 452 veicoli/h per la soluzione D.

Da questa analisi dei flussi di traffico emerge: un notevolissimo incremento di traffico su via Sabbioni, un notevolissimo carico di traffico su Via S. Caterina, via S. Nazzaro e Viale Trento (già attualmente congestionate nei mesi estivi) e un piccolo aumento sulla S.S. 249 che affluisce sulla rotatoria di S.Giorgio. Da rilevare anche che i flussi di traffico su via Linfano, pur diminuendo, rimangono di discreto valore e vanno a riversasi sulla SS 249 verso Riva e Torbole e viale Rovereto. Nella diramazione della "curva dei rospi" rimane un discreto flusso di traffico residuo verso la SS 240 per Nago che sicuramente dovrà richiedere provvedimenti per creare una zona a traffico controllato nel centro abitato (limite di velocità 30 Km/h? ZTL?). Tali provvedimenti, pur riducendo ulteriormente i flussi di traffico stimati e pur migliorando ulteriormente la vivibilità dei cittadini di Nago, andranno a incrementare ulteriormente i flussi di traffico della Galleria Nago e la congestione su Via Sabbioni, Via S. Caterina e vie limitrofe.

Inoltre, si fa notare che il potenziamento di Via Sabbioni e la realizzazione della rotatoria del Cretaccio, comporteranno maggiori espropri di terreni agricoli di pregio coltivati a vigneti e il peggioramento dell'inquinamento atmosferico e acustico dovuto alle criticità di immissione su Via S. Caterina.

2.2 Confronto soluzioni progettuali (2.3.3)

Il Coordinamento fa rilevare che lo scenario al 2015 della soluzione B, da Rovereto verso la Busa, precedentemente presentato, faceva riferimento a un flusso di traffico totale sulla SS 240 pari a 1969 veicoli/h: 1252 veicoli/h (63,6 %) verso la galleria Loppio e 717 veicoli/h (36,4%) sulla SS 240 verso Nago. Per le soluzioni Cott e D, si comprende la diminuzione dei flussi di traffico totale sulla SS 240, perché si fa riferimento allo scenario realistico ma non si comprende la variazione della distribuzione dei flussi di transito verso il lago di Garda a 58% verso la galleria Nago per la soluzione Cott e 62% per la soluzione D.

Il Coordinamento non condivide l'affermazione "Peraltro, la PAT ha intenzione di realizzare l'opera mediante un Appalto-Concorso,mantenendo invariante (nel caso si scegliesse la Soluzione C OTT.) il tratto a due corsie di Pandino e consentendo ai proponenti di realizzare, a parità di costi, a doppia canna e due corsie la Galleria di Nago, anziché a canna unica e tre corsie, come qui proposto". Tale non condivisione scaturisce dalla considerazione che la scelta di realizzare una galleria a canna unica o a canna doppia non può essere fatta dai proponenti nell'appalto-concorso, ma dal decisore politico e dai dirigenti tecnici della PAT, in sede di capitolato nel pieno rispetto della legislazione vigente in materia. Come si osserverà in seguito e come è stato esplicitamente e correttamente esposto nella relazione di Integrazione al Progetto Preliminare della PAT, in relazione al TGM previsto la galleria a semplice fornice è pienamente rispondente alla legislazione vigente. Quindi non potrà essere una scelta discrezionale, anche se a parità di costi economici finanziari per l'amministrazione pubblica. Tale scelta errata, se venisse fatta, potrebbe comportare inutili ulteriori costi ambientali e paesaggistici.

· Collegamento autostradale Rovereto - Riva (rif.2.3.4)

Il Coordinamento esprime, anche oggi, la propria contrarietà al progetto SEPI del 1991 che prevedeva un "collegamento autostradale dal casello autostradale Rovereto Sud fino al Lago di Garda, in Località Linfano".

La realizzazione di tale progetto comporterebbe un notevole sperpero di denaro pubblico per un'opera inutile e sovradimensionata, come dimostrato, rispetto ai flussi di traffico attuali e futuri. Prova ne è che la galleria di Mori, anche nei mesi estivi e nelle ore di maggiore criticità non risulta mai congestionata e risulta quindi sovradimensionata.

Sulla base dei flussi di traffico previsti al 2015, la galleria di Nago, tutt'al più, potrebbe essere realizzata a semplice fornice e a due corsie (una per ogni senso di marcia) senza congestione data la sua capacità di traffico: circa 1000 veicoli/h per ogni senso di marcia. I problemi più rilevanti saranno presenti nelle rotatorie della Maza e del Cretaccio (dove confluiranno anche i flussi di traffico dalla Gardesana Orientale e dalla circonvallazione di Torbole) e nell'abitato di Loppio con 1190 veicoli/h nel senso Rovereto/Busa.

Facendo riferimento alle suddette considerazioni, il Coordinamento è contrario alla soluzione D che costituirebbe un inutile e sovradimensionato tratto autostradale con evidenti maggiori costi ambientali e paesaggistici.

Inoltre la portata massima di servizio complessiva delle infrastrutture stradali esistenti (SS 240) e della futura galleria di Nago sarebbe, per la soluzione Cott, di 2.000 veicoli/ora verso la Busa e 3.000 veicoli/h dalla Busa e, per la soluzione D, addirittura di 3.000 veicoli/h in entrambi i sensi, contro un effettiva portata realistica stimata verso la Busa di 1190 veicoli/h. Tale considerazione dimostra il notevole sovradimensionamento delle opere in progetto.

· Ponte sulla Sarca (rif. 3.1.2)

La progettazione di un ponte di lunghezza di 65 metri, sulla Sarca, in un territorio di pregevole valore paesaggistico, è sicuramente da valutare con estrema attenzione e con lo scopo di minimizzare gli impatti paesaggistici e ambientali.

Le tre soluzioni prospettate finora dai tecnici del gruppo di lavoro della PAT, risultano a nostro parere ben lontani da una soluzione soddisfacente da tale punto di vista. Nelle Fig. 2, 3 e 4 sono riportati i prospetti.

Fig.2 - Soluzione Ponte n.1

Fig.3 - Soluzione Ponte n.2

Fig.4 - Soluzione Ponte n.3

Si ritiene che i pilastri e gli elementi in calcestruzzo del ponte debbano essere rivestiti di materiali opportuni per mitigare l'impatto visivo sull'alveo del fiume. Inoltre devono essere tenute in debito conto ed attuate tutte le soluzioni ingegneristiche ed architettoniche al fine di salvaguardare la sicurezza in caso di esondazione del fiume.

A tal proposito si propone di istituire un concorso di idee aperto ad architetti ed esperti delle materie afferenti alla progettazione dell'opera, allo scopo di pervenire ad una soluzione di grande valore architettonico e rispondente alle suindicate esigenze

· Sicurezza delle soluzioni proposte (rif. 3.2)

Il Coordinamento apprezza che siano stati introdotti i dati del TGM (Traffico Giornaliero Medio), utili per definire in fase progettuale il numero di fornici e di corsie da prevedere per una galleria in fase di progettazione. Il Gruppo di Lavoro richiama il D.Lgs. 5/10/2006 n. 264 che recepisce la norma europea 2004/54/CE e in particolare l'allegato 2 dove è disposto: " I principali criteri per decidere se si debba costruire una galleria a fornice singolo o doppio devono essere il volume di traffico previsto e la sicurezza, prendendo in considerazione aspetti quali la percentuale di automezzi pesanti, il dislivello e la lunghezza. Le gallerie in fase di progettazione, la cui previsione a 15 anni indica che il volume di traffico supererà i 10.000 veicoli al giorno per corsia, devono essere realizzate a doppio fornice con traffico unidirezionale"

e inoltre:

"se il numero di veicoli pesanti con stazza maggiore di 3,5t supera il 15% della media annua del traffico giornaliero o se il traffico giornaliero stagionale supera significativamente la media annua del traffico giornaliero, devono essere valutati i rischi supplementari e di essi occorre tenere conto aumentando il volume di traffico della galleria".

Nello scenario 2015 della soluzione Cott, per la galleria di Nago, è stato stimato un TGM pari a 6.690 transiti. Se si considerassero precauzionalmente i volumi di traffico estivi (luglio 2010) i transiti passerebbero a 8.634 per corsia, al di sotto del 13% rispetto ai 10.000 transiti previsti dalla normativa nazionale ed europea. Si può quindi concludere che la realizzazione di una galleria a doppia canna non è assolutamente necessaria.

Non sono indicati i dati riguardanti il trasporto pesante e in particolare il trasporto di merci pericolose. Sarebbe importante rilevare e inserire nel progetto questi dati al fine di verificare in modo completo l'ottemperanza dei disposti di legge.

Anche da queste considerazioni emerge in modo chiaro l'inutilità della realizzazione di una galleria come quella progettata nella soluzione D.

La realizzazione di una doppia corsia nel senso di marcia in salita, si suppone prevista per agevolare i flussi veicolari e i sorpassi, non trova alcuna giustificazione se si considera che la potenzialità, secondo il manuale americano Highway Capacity Manual di una strada a quattro corsie è di 2.000 veic/h (livello di servizio B - Flusso stabile) per ogni senso di marcia, mentre lo scenario realistico al 2015 (in salita, nei mesi estivi) è di 421 veic/h per la soluzione D e 329 veic/h per la soluzione Cott. Il rapporto portata di servizio/capacità risulterebbe del 21,5% per la soluzione D e del 16,5% per la soluzione Cott nelle due corsie in salita. Cioè scarsamente utilizzate anche nei mesi estivi.

Mentre nel senso verso la Busa (in discesa) i dati sarebbero 738 veic/h per la soluzione D e 690 veic/h per la soluzione Cott.

Il rapporto portata di servizio/capacità risulterebbe del 36,9 % per la soluzione D e del 69,0% per la soluzione Cott nella unica corsia in discesa. Cioè scarsamente utilizzate le due corsie della soluzione D e con un margine del 30,1% per l'unica corsia della soluzione Cott, anche nei mesi estivi. C'è da aggiungere che nei mesi invernali il rapporto portata di servizio/capacità risulterebbe notevolmente più basso, ancora più basso di quello che si registra nella galleria di Mori.

Inoltre, analizzando i dati della Relazione Tecnica del luglio 2008 (1892AT) "Analisi trasportistica relativa alla proposta di rete ferroviaria provinciale di collegamento intervallivo" presentata dalla PAT nella Conferenza di informazione a Trento il 23 maggio 2011, si rileva che, per la Linea Azzurra il numero di passeggeri che, si prevede, utilizzeranno il treno, in alternativa all'auto privata, è giornalmente pari a 2.486, di cui 648 da Arco.

Ipotizzando una riduzione del Traffico Giornaliero Medio delle auto private sulla SS 240 pari al 30%, il TGM realistico potrebbe ulteriormente decrementare secondo la seguente tabella:

TGM rilevato dalla centralina N.145 dalla PAT nel 2010

· icoli/giorno

TGM mezzi pesanti stimato pari al 15% nel 2010

  • 2663 veicoli pesanti/giorno

TGM Traffico gomma privata nel 2010

15.088 veicoli/giorno

TGM gomma privata attratta dalla ferrovia con la realizzazione della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco-Tione 30%

  • 4526 veicoli/giorno

TGM residuo sulla SS240 con la realizzazione della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco-Tione

10.562 veicoli/giorno

I dati sopra riportati sono puramente indicativi e riportati al fine di porre l'attenzione del Gruppo di Lavoro sugli effetti che la realizzazione della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco-Tione produrrebbe sui flussi di traffico stimati.

In particolare, lo scenario realistico al 2015 (in salita, nei mesi estivi) sarebbe di 295 veic/h per la soluzione D e 230 veic/h per la soluzione Cott. Il rapporto portata di servizio/capacità risulterebbe ulteriormente diminuito del 14,8% per la soluzione D e del 11,5% per la soluzione Cott nelle due corsie in salita. Cioè ulteriormente scarsamente utilizzate anche nei mesi estivi.

Nel senso verso la Busa (in discesa) i dati sarebbero 517 veic/h per la soluzione D e 483 veic/h per la soluzione Cott.

Quindi, il rapporto portata di servizio/capacità risulterebbe del 25,9 % per la soluzione D e del 48,3 % per la soluzione C ott. nell'unica corsia in discesa. Cioè le due corsie della soluzione D sarebbero utilizzate per un quarto e l'unica corsia della soluzione C ott. avrebbe un margine del 51,7 %, anche nei mesi estivi.

Tale scenario renderebbe più giustificato la realizzazione della Galleria di Nago a semplice fornice con due corsie (una per ogni senso di marcia). Intal caso la sezione della galleria potrebbe essere analoga a quella prevista nella circonvallazione di Torbole con galleria accessoria di sicurezza.

E' ovvio che occorra procedere ad una valutazione di rischio del sistema galleria per l'individuazione dei pericoli e la valutazione quantitativa e qualitativa del rischio e l'adozione delle misure mitigative organizzative, procedurali e tecniche e procedere ad una verifica del rischio residuo che dovrà risultare accettabile/tollerabile e tutto ciò in conformità alla legislazione e normativa tecnica vigente in materia.

Si fa notare che nel Progetto Preliminare e di V.I.A. non è menzionato il trasporto di merci pericolose e non sono riportati i dati di traffico. Dovrà essere valutato, utilizzando le banche dati esistenti, le tipologie di merci pericolose trasportate nelle gallerie di Nago e della circonvallazione di Torbole, valutare la loro pericolosità, per adottare tutte le misure mitigative organizzative, procedurali e tecniche per assicurare e garantire la sicurezza anche tenendo conto della lunghezza delle gallerie. Sicuramente, in fase di progettazione definitiva, dovranno essere inseriti tali materie e adempimenti di legge.

Il Coordinamento si riserva in tale fase di avanzare ulteriori osservazioni in merito.

2.6 Gestione dei materiali (rif. 3.3)

Il Coordinamento ha valutato la documentazione e gli elaborati riguardanti i luoghi di stoccaggio, il trasporto ed esprime le seguenti osservazioni in merito:

  • non vi è nessuna preclusione all'utilizzo della Galleria dell'Adige per il trasporto del materiale di scavo. Sarebbe una soluzione che eliminerebbe gli effetti negativi del trasporto sulla rete di strade provinciali dell'Alto Garda. Fatto salvo quanto descritto nel paragrafo 3.3.2 sul suo utilizzo. E ciò in considerazione del fatto che verrebbe salvaguardato il Biotopo di Loppio. Naturalmente dovranno essere adeguatamente eliminate le rampe di accesso e ripristinate le originarie condizioni al termine dei lavori;
  • Ogni altra soluzione alternativa comporterebbe notevoli condizionamenti alla viabilità esistenti e dovranno essere adottati tutti i provvedimenti per evitare il rilascio di polveri durante il trasporto;
  • Si è nettamente contrari allo stoccaggio di smarino per l'ampliamento presso la foce a nord ovest della Sarca considerato il delicato equilibrio delle acque del lago e la presenza di materiali inquinanti e polveri nei materiali di scavo;
  • Si è nettamente contrari allo stoccaggio di smarino per ampliare la penisola della Conca d'Oro e allargare e riqualificare due fasce di sponda del lago per i motivi già riportati nel punto precedente e per il rischio di alterazione paesaggistica di una delle coste più belle e pregevoli del Lago di Garda del Trentino, come previsto dalla Carta del Paesaggio provinciale;
  • Si condividono le preoccupazioni dell'APPA e comunque il Coordinamento si riserva di esprimere ulteriori osservazioni solo dopo essere stato messo a conoscenza degli studi approfonditi sul materiale di risulta e sull'impatto dello smaltimento all'ecosistema del lago.

· Impatto sul Biotopo - Sito SIC "Lago di Loppio (rif. 3.3.5)

Si evidenzia che lo scavo con la fresa delle gallerie della soluzione D, prevede manovre che vanno ad interessare, seppur minimamente, il Biotopo. Anche per tale motivo il Coordinamento è contrario a tale soluzione. Per la soluzione Cott è previsto il trasporto dello smarino sulla viabilità secondaria per lo stoccaggio nella cava della Mala. Per le lavorazioni relativa alla realizzazione di innesto alla SS 240 dovranno essere adottate tutte le misure per minimizzare gli effetti sul sito protetto.

2.8 Inquinamento atmosferico (rif.4.1)

E' da rilevare che l'indice sintetico dell'inquinamento a Riva del Garda è superiore a quella dell'intero Trentino nel periodo giugno-settembre e l'aumento delle concentrazioni di ozono, in questi ultimi anni a 40 µg/mc e i valori di inquinamento riportati e riguardanti il Comune di Arco e in particolare Via S. Caterina, sono molto vicini alle concentrazioni massime previste dal Dl 155/2010. Sono altresì preoccupanti i valori di NOx e PM10 a Mori, Riva del Garda e Mori nelle varie campagne di rilevamento effettuate. Gli ossidi di azoto e di zolfo, determinano le piogge acide che influiscono negativamente sulle coltivazioni agricole della Busa. La presenza di polveri sulla rete stradale è un vero problema e dovranno essere adottati adeguati provvedimenti, anche in considerazione, per il futuro, del trasporto di smarino sulla rete stradale durante i lavori di scavo.

Per quanto la modellazione effettuata con Dimula per le soluzioni Cott e D e i risultati riportati

nell'elaborato grafico "Atmosfera: risultati del modello di diffusione per la Soluzione C OTTIMIZZATA e Soluzione D" P_T_220_A.T_51_A", si osserva la necessità di prevedere un efficiente impianto di trattamento fumi della galleria, anche per la soluzione Cott, tenendo conto dei rendimenti degli stessi negli imbocchi a monte e a valle e gli effetti dell'Ora specialmente nei mesi estivi, che aggrava ulteriormente le concentrazioni nella piana di Nago e nel Biotopo - Sito SIC "Lago di Loppio.

Nel condividere che, rispetto alla situazione attuale di inquinamento atmosferico diffuso su una fascia afferente la SS 240, la realizzazione dell'impianti di trattamento fumi, consente di abbattere le concentrazioni e localizzare in un sol punto l'emissione, si fa presente la criticità degli imbocchi e dei tratti all'aperto, in special modo nella piana di Nago per l'imbocco a monte della Galleria e al Cretaccio e Via Sabbioni dove si prevedono notevoli incrementi di flussi di traffico, sia per la soluzione Cott che per la soluzione D. Sarebbe interessante confrontare gli innegabili benefici che si otterrebbero a Nago, Torbole, Bolognano e su Viale Rovereto con gli ulteriori costi ambientali che si determinerebbero nella zona che va dal Cretaccio a Via S. Caterina e la fascia che interessa Viale Trento, Via S. Nazzaro e Via S. Caterina, tra Riva ed Arco già attualmente congestionata e inquinata. E questo per definire un bilancio costi/benefici totali e svolgere le conseguenti valutazioni e per ricercare soluzioni alternative migliorative. In buona sostanza il Coordinamento ritiene che si debba ridurre il numero di veicoli circolanti e realizzare un Sistema di Mobilità Sostenibile con l'impiego del treno, di utilizzare mezzi elettrici che utilizzano per la ricarica pannelli fotovoltaici (come è stato realizzato nel comprensorio di Werfenweng, nel salisburghese, in Austria e in altri luoghi), car sharing, car pooling etc.. Solo in questo modo saranno possibili risultati definitivi e strutturali per l'abbattimento dell'emissione di inquinanti dovuti ai mezzi di trasporto. In particolare tra le rotatorie del Cretaccio e della Maza si prevedono, nei mesi estivi, congestioni ed è considerato un aspetto molto critico in relazione del fatto che è afferente alla zona industriale di Arco che già costituisce un significativo carico per le emissioni di inquinanti ed è afferente ai vigneti della zona agricola di Prato Saiano.

Riteniamo non possa essere condivisibile l'affermazione contenuta nella Relazione Integrativa "... Dallo studio del traffico si evidenzia che lungo tale via (Via Sabbioni n.d.r) si passerà dalle poche decine attualia un migliaio di transiti in ora di punta; peraltro, tale transito è analogo a quello che già oraè rilevabile su Viale Trento di Riva, dove la centralina ivi installata (vedasi par. prec.) nonha evidenziato problemi di superamento dei limiti degni di nota.

Quindi, nel complesso, la realizzazione di una qualsiasi delle Soluzioni B, C, C ottimizzata e D, farà in modo che il traffico venga ridotto ovunque ed aumentato in modo tollerabile su Via Sabbioni, con una distribuzione che, nel complesso, abbatteranno i problemi di smog per decine di migliaia di persone."

E' vero che in Via Sabbioni è previsto l'incremento di traffico indicato, ma è altrettanto vero che tale flusso di traffico si riverserà su via S. Caterina verso Arco e viale Trento verso Riva e oltre all'incremento delle emissioni di inquinanti in Via Sabbioni, si dovrà tenere anche gli ulteriori incrementi su tale vie e sulla rotatoria di S. Andrea.

2.9 Rumore (rif.4.6)

Nel punto 4.6.2.1 della Relazione Integrativa viene scritto :"...L'introduzione delle soluzioni C OTT o D permetterà di ridurre tali livelli di circa 6-8 dB(A), ossia a valori al di sotto del limite di legge di 70 dB(A) per la fascia A e riportare i livelli registrati in corrispondenza della fascia B al di sotto dei limiti normativi diurni di 60 dB(A). Tale riduzione dei livelli di rumore è dovuta non solo alla riduzione del traffico, ma anche ad una maggiore fluidità dello stesso che non sarà più congestionato in corrispondenza della rotatoria ubicata a ovest del paese." . Ciò è sicuramente condivisibile, ma è importante rilevare che i livelli rimarranno su valori prossimi a quelli massimi ammessi dalla legislazione vigente. Risulta particolarmente importante, a tal riguardo, adottare provvedimenti per ridurre il traffico ulteriormente nel centro abitato di Nago, come già detto, per portare i livelli molto al di sotto a quelli ammessi. Tali provvedimenti sono ritenuti importanti per migliorare davvero la vivibilità dei cittadini di Nago. Discorso analogo per Bolognano (esiste già il PUM) e per Torbole, dove sarebbe importante rendere pedonabile, dopo la costruzione della circonvallazione, il tratto della Gardesana Orientale nel suo centro abitato.

Per quanto riguarda Via Sabbioni, come detto prima per l'inquinamento atmosferico, è fortemente limitativo condurre l'indagine simulata solo a questa via, ma per giungere a risultati significativi, occorrerebbe valutare gli effetti che l'incremento dei flussi indurrà su Via S. Caterina, rotatoria S. Andrea e Viale Trento; tale zona ha una densità abitativa residenziale di una certa entità, oltre che attività commerciali artigianali. A tal proposito si ritiene indispensabile effettuare approfondimenti per valutare in modo realistico l'inquinamento acustico.

· Aspetti geologici e idrogeologici (rif.4.2)

Nell'aprile 1991, la sezione WWF di Trento, nella persona del dott. Francesco Borzaga dette incarico al dott. Geologo Vincenzo Ceschini di stilare un rapporto preliminare sul dissesto dell'ambiente sia geologico che idrogeologico, che avrebbe comportato l'attuazione del progetto viario proposto dall'Autostrada del Brennero S.p.A.. Fu redatto dal geologo Vincenzo Ceschini una relazione "VALUTAZIONE SULL'IMPATTO GEOLOGICO E IDROGEOLOGICO DEL COLLEGAMENTO TRA LA STAZIONE DI ROVERETO SUD E LA S.S. 249 GARDESANA ORIENTALE".

Alcune delle considerazioni svolte allora sono ancora pertinenti e riguardano in parte il territorio oggetto dell'attuale Progetto preliminare e di V.I.A.. Si riportano alcune parti della relazione del geologo Ceschini, relativamente al territorio interessato dalle opere. Nell'allegato 1, si riporta copia integrale della relazione stessa.

Nella suddetta relazione viene osservato tra l'altro :"... considerando il tracciato relativo all'allacciamento viario Rovereto Sud-Basso Sarca, questo intaccherà pesantemente la risorsa suolo/sottosuolo che ha svariate funzioni:

  • "portante", poiché sostiene insediamenti e infrastrutture;
  • produzione di cibo e materie prime vegetali;
  • regimazione dei deflussi idrici;
  • approvvigionamento idrico (le formazioni geologiche svolgono un ruolo di filtro e di serbatoio per le risorse idriche sotterranee)

I lavori, che saranno intrapresi nel contesto ambientale interessato dal progetto, si possono considerare come un notevole agente permanente di impatto e di trasformazione del suolo e della idrosfera".

Inoltre si può leggere ".. la risposta del sistema idrogeologico alle azioni antropiche avviene generalmente con un certo ritardo che può essere anche di lunga durata; per tale motivo l'impatto viene recepito con minore sensibilità rispetto a quello che si arreca alle acque superficiali.

Le opere previste nel progetto ...omissis... comporteranno certamente un impatto negativo con la circolazione idrica, esistente sia in superficie che in sotterraneo, perché la dimensione della loro occupazione di suolo eminentemente agricolo si può considerare come creatrice di un impatto ambientale molto articolato.

Inoltre, e soprattutto per la tematica ambientale dell'idrogeologia, si dovranno riconsiderare le sotto riportate situazioni di vulnerabilità che potrebbero colpire le acque sotterranee:

  • interruzione dei deflussi sotterranei epidermici e medio superficiali con le opere progettuali previste: rilevati e trincee previste nel progetto ( Formigher, Tierno, piana Loppio. Mori)
  • sicura interferenza delle gallerie con la circolazione idrica ipogea (Tierno, Loppio e Nago)
  • inquinamento accidentale prodotto da perdite di sostanze inquinanti causate da incidenti stradali che potranno avere effetti, oltre che sulle acque drenate dalle gallerie...omissis...anche sul suolo eminentemente agricolo;
  • possibile inquinamento delle acque sotterranee e/o dei suoli, da parte di soluzioni saline originatesi dallo spargimento di Sali sulla strada onde evitare la formazione di ghiaccio.....omissis...
  • degradazione fisica del suolo; questa consiste nella perdita della struttura pedologica, sigillatura e formazione di "crosta" alla superficie del suolo, riduzione della permeabilità, compattazione in profondità, diminuzione della macroporosità, limitazione del radicamento.
  • Quindi rispetto a questa casistica si sarebbe dovuta far eseguire un'analisi pedologica strutturata in modo da fornire una carta in cui dovevano figurare due serie fondamentali di dati:
  • dati pedologici;
  • dati sulla limitazione e sulla capacità d'uso dei suoli."

Si rimanda alla lettura dell'allegato 1 per le altre considerazioni svolte dal geologo Ceschini.

  1. Proposte del Coordinamento

Dalle osservazioni di carattere generale e tecnico ambientale suesposte emergono notevoli criticità relativamente alle ipotesi progettuali Cott e D proposte dalla PAT, consistenti:

  • nella mancata definizione di un contesto progettuale strategico e comprendente le varie modalità di trasporto;
  • nella mancata considerazione del progetto in un Sistema di Mobilità Sostenibile dell'Alto Garda e Ledro;
  • nella mancata considerazione dei vincoli imposti dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi e del Libro Bianco della Comunità europea che impongono di adottare sistemi di trasporto alternativi e innovativi e integrati al trasporto su gomma privata;
  • nell'eccessivo sovradimensionamento delle opere in relazione ai flussi di traffico misurati ed elaborati;
  • nel sovradimensionamento delle opere in relazione alla legislazione italiana e alle direttive della Comunità europea;
  • negli eccessivi costi delle opere in progetto;
  • nelle inaccettabili proposte di gestione dei materiali di scavo, usando le coste trentine del Lago di Garda;
  • nelle incomplete valutazioni d'impatto dovute a inquinamento atmosferico e rumore nelle Vie S.Caterina, S.Nazzaro e Viale Trento;
  • nelle ulteriori valutazioni di carattere geologico e idrogeologico di cui al punto 2.9

Il Coordinamento nutre forti perplessità sulle ipotesi progettuali Cott e D e riconferma la soluzione alternativa, basata su 4 tunnel corti e la realizzazione della ferrovia Mori-Arco-Tione, proposta nelle precedenti osservazioni ed elaborata dalla Qnex di Bolzano il 25.03.2011 (V. Allegato 2). In tale studio sono stati previsti i seguenti interventi:

Interventi principali:

1. circonvallazione di Loppio: tunnel a canna unica;

2. circonvallazione di Nago: tunnel a canna unica;

3. circonvallazione di Torbole: tunnel a canna unica;

4. circonvallazione di Vignole: tunnel a canna unica;

5. ferrovia: ottimizzazione della proposta PAT.

Interventi complementari:

6. completamento Sud della circonvallazione di Arco: SP118 e via S. Isidoro

7. trasporto pubblico veloce Riva-Arco e Riva-Torbole

Lo schema funzionale complessivo prevede:

Comune di Mori

Loppio: tunnel stradale a canna singola di 1 km a nord dell'abitato, nel rispetto della fascia tra il paese e il lago.

Ferrovia: la ferrovia è prevista attigua alla strada, sia in superficie che in tunnel.

NB: tra Rovereto Sud e Mori Ovest è previsto l'utilizzo ferroviario di una canna del tunnel stradale (o la realizzazione di un nuovo tunnel).

Comune di Nago-Torbole

Nago: tunnel a canna singola di 1,5 km da S. Giovanni al tornante panoramico della SS240 Nago-Torbole con svincolo intermedio per Arco (SS240dir - Maza);

Torbole: tunnel a canna singola di 2,8 km da Circolo Vela a via Linfano con svincoli intermedi per Busatte, SS240 Nago-Torbole e Strada Granda;

Ferrovia: tunnel lungo a binario unico Loppio-Centrale Enel, poi tracciato in superficie lungo la sponda sinistra del Sarca;

Comune di Arco

Vignole: tunnel a canna singola di circa 1,2 km a sud dell'abitato;

Ferrovia: in superficie lungo la sponda sinistra del Sarca, con fermate di Arco Z.Ind. e Arco;

NB: si propone inoltre il bypass di via S.Caterina (rotatoria Poli - rotatoria S.Andrea) tramite un allargamento della SP118 e di via S.Isidoro, per unire le circonvallazioni di Arco e Riva

Tale soluzione se venisse inserita nella matrice di confronto P R 220 A.T 47 A delle soluzioni della Relazione Integrativa realizzerebbe un punteggio di impatto notevolmente migliorativo rispetto alle altre presentate.

Il costo per la soluzione Cott è pari a 143 milioni e la soluzione D è pari a 179 milioni , mentre la realizzazione della circonvallazione di Torbole è pari a 107,3 milioni (dati PAT). Tali notevoli costi sono sempre destinati ad incrementarsi significativamente in corso d'opera come si è visto con la circonvallazione di Riva (più che raddoppiato nel tempo).

La soluzione Qnex-Bolzano proposta dal Coordinamento richiederebbe, per la sua realizzazione un impegno economico-finanziario di circa 90 milioni di euro, limitatamente alla realizzazione dei tunnel corti delle circonvallazioni di Nago e Torbole mentre per la soluzione Cott+ circonv. Torbole occorrono 250,3 MLN di euro e per la soluzione D 286,3 MLN. Cioè si realizzerebbe una riduzione dei costi rispettivamente del 64% e del 68,6%.

Inoltre si evidenzia che le proposte indicate da Qnex-Bolzano affrontano in modo esauriente tutte le problematiche delle comunità della Vallagarina e dell'Alto Garda.

Naturalmente l'analisi costi/benefici non può essere confinata al solo aspetto economico finanziario ma estesa a tutti gli aspetti considerati nella Relazione Integrativa e nel presente documento. In essa andrebbe incluso anche lo scarso ritorno dell'investimento in rapporto al modesto risparmio dei tempi di percorrenza che si realizzerebbe solo in alcune ore di punta dei mesi estivi.

Se vengono considerati tutti i fattori che influenzano i rapporti costi/benefici si può certamente concludere che la modalità di trasporto su ferro risulta nettamente più conveniente.

A tal proposito si citano i risultati di uno studio dell'University of British Columbia, sotto il profilo ambientale e della sostenibilità economica le varie modalità di trasporto urbano (individuali e collettivi, su ferro o su gomma) denotano le seguenti propensioni (Fonte: Professor P.M. Condon-Kari Down, Foundational Research Bulletin, N. 7, novembre 2009)

Grafico 1

COSTI OPERATIVI PER PASSEGGERI-MIGLIA (USA $ 2009)

Grafico 2

COSTI ESTERNI PER PASSEGGERI-MIGLIA (gCO2 equivalenti)

Grafico 3

USO DI ENERGIA (kWh/PASSEGGERI-MIGLIA)

In relazione al grafico 2 si desume che se in questo studio fosse stato considerato l'inquinamento, la ferrovia sarebbe risultata ulteriormente, decisamente più conveniente dell'auto.

Spesso i veicoli elettrici (automobili, treni e tram) sono denominati "veicoli ad emissioni zero". Un veicolo elettrico, non produce inquinamento atmosferico diretto solo nel luogo dove viene utilizzato e questo è un gran vantaggio ma l'inquinamento viene prodotto nel luogo di produzione di energia elettrica. Naturalmente l'energia elettrica necessaria per la trazione dei treni e degli altri veicoli potrebbe essere prodotta in molti modi alternativi e con vantaggi ambientali rilevanti. Ad esempio con un mix di fonti rinnovabili : idroelettrico, biomasse e rifiuti, geotermia, fotovoltaico ed eolico. Alcune delle quali nel territorio dell'Alto Garda e del Trentino.

In generale, si può aggiungere che l'auto è suscettibile di ulteriori miglioramenti tecnologici e dovrebbe essere incentivata anche a livello locale l'uso dell'auto elettrica che notoriamente consuma meno e inquina poco o niente, specialmente se vengono utilizzate per la ricarica degli accumulatori i pannelli fotovoltaici, come ad esempio viene fatto a Werfenweng e in altre località europee.

Ad oggi, le ecoauto risultano molto costose, ma risulterebbero altresì vantaggiose anche rispetto alle auto a gas, a metano, sebbene siano poco significativi i vantaggi in termini di consumi di energia.

Tutte queste considerazioni ed altre dovrebbero riorientare le politiche locali alto gardesane per definire il Sistema della Mobilità Sostenibile che consentirebbe i maggiori benefici e minori costi alla popolazione residente e turistica

Consentirebbe tra l'altro:

  • capillarità: quasi tutta la Busa a meno di 5 km (10 min di autobus) da una fermata;
  • tempi di percorrenza competitivi con il trasporto privato: Arco-Rovereto 12 minuti; Arco-

Trento 26 minuti;

  • elevata accessibilità della fascia lago da Trento-Rovereto ma anche da Arco e Dro;
  • elevata frequenza: un treno almeno ogni 30 minuti;
  • ottimale integrazione con il trasporto su gomma;
  • contenimento dell'impatto ambientale: tracciato compatibile con il Parco Agricolo e

impatto sul Sarca notevolmente inferiore rispetto alle soluzioni proposte

Il costo di realizzazione di 17 km di linea e 4 fermate è di circa 150 milioni di Euro.

L'elevata accessibilità diretta porta ad un aumento della domanda attraibile dalle altre modalità di trasporto. A tali condizioni è realistico ipotizzare una riduzione del traffico privato almeno del 30% a fronte di un aumento del traffico previsto nelle altre soluzioni.

In definitiva il Progetto quattro tunnel corti e ferrovia della Qnex - Bolzano proposto dal Coordinamento avrebbe i seguenti vantaggi:

  • minori tempi di percorrenza con conseguente abbattimento dei costi di trasporto e riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico
  • riduzione dei volumi di traffico che continuerebbero a transitare per i centri abitati di Nago e di Torbole per effetto di minori tempi di percorrenza, invece del 40%?, previsti per le soluzioni Cott e D, dei flussi veicolari che continuerebbe a transitare per i centri;
  • tempi di realizzazione decisamente più contenuti in quanto opere decisamente meno complesse e che possono essere attivate anche in parallelo con appalti indipendenti;
  • costi di realizzazione decisamente inferiori; le risorse economiche risparmiate potrebbero essere utilmente impiegate per la realizzazione della Nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco-Tione;
  • minor impatto ambientale;
  • migliore fruibilità delle opere in quanto le circonvallazioni di Nago e Torbole sono in aderenza agli abitati favorendone quindi l'accesso;
  • migliore valorizzazione paesaggistica del territorio;
  • migliore fruibilità turistica, per la caratteristica di essere più panoramica;
  • presenza di più soluzioni alternative a disposizione degli automobilisti in particolare in caso di blocco dell'unico tunnel;
  • consumo molto ridotto di terreno agricolo di pregio.

Inoltre è da considerare che le previsioni future indicano un aumento dei costi dei prodotti energetici del trasporto privato su gomma (almeno fino a quando lo sviluppo tecnologico non avrà raggiunto significativi obiettivi di economicità nell'esercizio di mezzi innovativi elettrici, a idrogeno etc.). Ed è per questo motivo, cioè oltre che per ragioni ambientali anche per quelli economici , che il decisore pubblico debba fare la scelta di investire nel Sistema della Mobilità Sostenibile e in generale nel trasporto pubblico locale su ferro e gomma.

Si fa presente che da anni si è manifestata nell'Alto Garda la graduale delocalizzazione degli insediamenti industriali e nel settore della logistica e tale fenomeno si accentuerà nel prossimo futuro. Tale fenomeno economico-sociale si è manifestato anche a causa della calante attrattività economica dell'Alto Garda come distretto industriale.

Infine si evidenzia che il territorio dell'Alto Garda ha un ambito limitato e caratterizzato da un delicato equilibrio ambientale e paesaggistico e sempre più non è ammissibile consentire di dare maggiore consumo di suolo per la costruzione di strade, di rotatorie, di parcheggi , di ponti etc. e dare maggiore quote al traffico privato con il conseguente ulteriore aumento del livello di inquinamento attualmente piuttosto elevato.

  1. Conclusioni

Alla luce delle suindicate osservazioni svolte e proposte avanzate, il Coordinamento ritiene che:

  • la migliore soluzione dal punto di vista ambientale, paesaggistico, economico-finanziario e sociale è la soluzione proposta nelle precedenti osservazioni dal Coordinamento ed elaborata dalla Qnex di Bolzano che prevede quattro tunnel corti e illustrata nel precedente punto 3
  • la realizzazione della sola nuova infrastruttura stradale, con la soluzione Cott o peggio ancora con la soluzione D, pur migliorando la vivibilità dei cittadini di Nago, Torbole, Bolognano e Riva del Garda (Viale Rovereto) non risolverebbe in modo significativo gli annosi problemi del traffico nell'Alto Garda, valle dei Laghi e a Loppio;
  • manca una visione strategica che definisca un Sistema della Mobilità Sostenibile in Alto Garda gerarchizzato e avente come asse portante la linea ferroviaria Mori - Arco - Tione;
  • è urgente e inderogabile il Progetto Preliminare e di V.I.A della nuova Linea Ferroviaria Mori-Arco Tione, secondo le indicazioni fornite nelle precedenti osservazioni;
  • manchi una visione complessiva che tenga conto dei diversi sistemi di trasporto e della fondamentale valorizzazione turistica dei percorsi;
  • è urgente e inderogabile elaborare il Piano della Mobilità dell'Alto Garda da parte della Comunità di Valle e inserita nel Piano Territoriale di sua competenza;
  • non è assolutamente accettabile la soluzione D che prevede la Galleria Nago a quattro corsie (due per ogni senso di marcia) a due fornici in quanto è notevolmente sovradimensionata rispetto ai flussi di traffico previsti nello scenario realistico 2015. I due fornici non sono indispensabili per assicurare la sicurezza della circolazione stradale in relazione a quanto disposto dalla legislazione italiana e dall'Allegato 2 della Direttiva Europea 2004/54/CE. E' molto impattante dal punto di vista paesaggistico.
  • la soluzione Cott risulta anch'essa sovradimensionata, in quanto prevede la galleria di Nago con tre corsie (due in salita e una in discesa) rispetto ai flussi di traffico realistico scenario 2015. E' da verificare ulteriormente l'opportunità di prevedere la seconda corsia per i veicoli pesanti e favorire i sorpassi da parte dei veicoli più veloci e conseguentemente migliorare le condizioni di sicurezza. Tale verifica potrebbe essere eseguita con l'approfondimento dell'analisi dei flussi di traffico dei mezzi pesanti e del rischio in fase di progettazione definitiva. Non convince il tracciato molto tortuoso, con un'ampia curva in galleria.
  • limitandosi al confronto tra le due soluzioni descritte nella Relazione Integrativa, sarebbe opportuno, da parte della PAT, valutare la possibilità di adottare, la soluzione Cott utilizzando il tracciato della soluzione D che ha:

· uno sviluppo complessivo di 3960 m (soluzione Cott 4843m) minore di 883 m;

· un tratto all'aperto di 756 m (soluzione Cott 855 m) minore di 99 m;

· uno sviluppo prevalentemente in galleria naturale;

Tale soluzione Cott corretta (a due corsie a semplice fornice) comporterebbe:

  • minori costi economici-finanziari;
  • più brevi tempi di realizzazione;
  • minori tratti all'aperto con minori indennità di esproprio;
  • minori volumi di materiali di scavo e conseguenti minori costi di trasporto e stoccaggio
  • nessun impatto all'ecosistema agricolo della piana di Nago e minimo impatto al patrimonio boschivo;
  • maggiore sicurezza della circolazione per maggiori raggi di curvatura;
  • sia necessario un ulteriore approfondimento per valutare in modo esauriente l'impatto che i maggiori flussi di traffico provenienti dalla Galleria di Nago potranno determinare sulla rete viabilistica di Riva del Garda e Arco, in particolar modo su Via Sabbioni, V. S. Caterina,Via S. Nazzaro, la rotatoria S.Andrea e Viale Trento e i conseguenti inquinamenti atmosferici ed acustici.
  • sia necessario indire un concorso di idee per la progettazione del Ponte sulla Sarca, per definire un progetto molto valido dal punto di vista architettonico ed ingegneristico e rispettoso delle esigenze paesaggistiche del territorio.

Allegati:

Allegato n.1 - Associazione WWF - Trento : "VALUTAZIONE SULL'IMPATTO GEOLOGICO E IDROGEOLOGICO DEL COLLEGAMENTO TRA LA STAZIONE DI ROVERETO SUD E LA S.S. 249 GARDESANA ORIENTALE". Aprile 1991

Allegato n. 2 - Studio Qnex- Bolzano : "Mobilità nell'Alto Garda: QUATTRO TUNNEL CORTI E FERROVIA". 25.03.2011

Il Coordinamento Ambientalista Alto Garda e Ledro

Firmato:

Ass. Amici della Terra - Dott. Paolo Barbagli _______________________

Comitato per lo Sviluppo Sostenibile - Ing. Duilio Turrini _______________________

Ass. Amici della Terra - Ing. Ezio Viglietti _______________________



Riva del Garda, 18 ottobre 2012



SUI PINI TAGLIATI

Riguardo il raid notturno sui pini alla Fontanella: un gesto di inqualificabile arroganza e miopia politica, che qualifica soltanto chi lo ha concepito. Un atto di apparente forza che invece rivela una incredibilmente nuda debolezza. In quanto agli "Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro", da oggi iniziano una grande raccolta firme intitolata "MAI PIU' UN PINO TAGLIATO".

Amici della Terra dell'Alto Garda e Ledro

Il Portavoce

Paolo Barbagli

Riva, 5.10.2012


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